Viola News Altre news Altre di Serie A Ancora guerra legale fra la Juve e Ronaldo. Bianconeri ricorsi in Cassazione

Ancora guerra legale fra la Juve e Ronaldo. Bianconeri ricorsi in Cassazione

Redazione VN
Juve-Ronaldo, la guerra continua: i bianconeri ricorrono in Cassazione per non pagare i 9,8 milioni dell'accordo stipendi.

Non accenna a placarsi la battaglia legale tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, una telenovela giudiziaria che trascina le sue strisce stracciate dal lontano 2021, anno dell'addio del portoghese con destinazione Manchester. Le radici del contenzioso affondano nei mesi più bui della pandemia e nella chiacchierata "manovra stipendi". Al centro di tutto c'è la celebre "carta Ronaldo", il documento recuperato dagli inquirenti nel marzo 2022 nell'ambito dell'inchiesta Prisma: un accordo privato da 19,5 milioni di euro lordi per il pagamento posticipato degli ingaggi, mai iscritto a bilancio e mai corrisposto al calciatore al momento dei saluti. Una carta che, nelle intercettazioni dei dirigenti bianconeri dell'epoca, "teoricamente non doveva esistere" e che ha poi spinto CR7 a citare in giudizio il suo vecchio club nel settembre 2023.

Finora, la contesa ha visto prevalere le ragioni dell'asso di Madeira, seppur con diversi distinguo. Nel mese di aprile 2024, il Collegio arbitrale ha stabilito a maggioranza un risarcimento di 9,8 milioni di euro (più interessi) a favore di Ronaldo — esattamente la metà della richiesta iniziale —, escludendo il dolo della Juve e sottolineando come il calciatore non avesse preteso il saldo al momento del trasferimento in Inghilterra. La successiva opposizione dei bianconeri è stata respinta dal Tribunale del Lavoro di Torino, che ha confermato il lodo arbitrale senza però entrare nel merito. La Juventus, dal canto suo, ha fatto sapere di aver già recepito gli impatti economico-finanziari nei bilanci passati per blindare i conti attuali, ma non ha intenzione di arrendersi: il ricorso in Cassazione è stato notificato il 27 marzo 2026 e ora si attende solo la data dell'udienza per quello che si preannuncia come l'atto finale del contenzioso. Lo scrive gazzetta.it.

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