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Diks a VN: “Commisso mi ha fatto sentire importante, sogno di tornare. Chiesa? Contattarlo è impossibile, ma in campo…”

Il difensore viola, ora in prestito all'Aarhus, si confessa ai nostri microfoni

Federico Targetti

Nell’ormai consueto appuntamento su Instagram con Violanews.com, l’ospite del giorno è stato Kevin Diks, difensore viola classe 1996 attualmente in prestito all'Aarhus nella Superligaen, la massima serie del calcio danese. Queste le sue parole:

Come procede la tua esperienza all'Aarhus in Danimarca?

Bene, sto recuperando la condizione migliore. Ho avuto un brutto infortunio con la Fiorentina che si è riproposto nell'esperienza ad Empoli, qua sto trovando confidenza con il mio fisico perché voglio giocare con regolarità e poter tornare un giorno a Firenze a giocarmi le mie carte.

Cosa ti ricordi della tua prima esperienza con la Fiorentina?

E' stato molto difficile perché ho trovato tanti problemi con la lingua, in più il ritiro di tre settimane a Moena è stato davvero duro, in Olanda siamo abituati a fare massimo una settimana di ritiro.

Sei diventato molto amico di Chiesa, hai avuto modo di rimanere in contatto con lui?

Si, anche se è difficile rimanere in contatto con lui visto che usa pochissimo il telefono e raramente mi risponde quando lo contatto. Chiesa è un giocatore strepitoso ho visto subito la sua tecnica superiore. Hagi? E' un giocatore di alta classe, è diverso rispetto a Chiesa perché viene da un altro paese e questo ha reso le cose più difficili per lui alla Fiorentina, ma a livello di tecnica si avvicina molto

Hai avuto un'esperienza in primavera molto positiva; ci racconti come è stato l'impatto con il calcio italiano?

In Italia è molto più difficile perché tatticamente è di un altro livello, in Olanda ci sono solo due moduli mentre qua abbondano. Successivamente ho avuto un'esperienza bellissima al Feyenoord che mi ha portato anche a giocare la Champions League. E' stata un'esperienza pazzesca, ho giocato tre trasferte e questa esperienza mi ha fatto tornare anche nella Fiorentina. Purtroppo quando era il momento di giocarmi le mie carte ho avuto diversi infortuni che hanno complicato il mio percorso nonostante l'ottimo ritiro di Moena.

Ad Empoli hai trovato Dragowski e Rasmussen, sai spiegarti il perché di un andamento così diverso dei due giocatori?

Non riesco a capire che problemi abbia potuto trovare Jacob, è un giocatore di buon livello e ha bisogno di giocare. A Firenze ho molti amici, sono rimasto in contatto con molti di loro.

Hai avuto modo di parlare con la nuova dirigenza viola?

Ho avuto modo di contattarla due mesi fa, è cambiato tutto rispetto alla scorsa dirigenza perché il presidente fa contattare tutti i giocatori in prestito e ti fa sentire importante come parte integrale del progetto, e questo per me è fondamentale perché voglio tornare alla Fiorentina, credo che questo possa essere il posto giusto per me.

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