Attacco viola in tilt, una sterilità che preoccupa. Vlahovic e Ribery contro tutti

All’orizzonte un trittico fondamentale, necessario risolvere i problemi realizzativi per fare punti

di Alessandro Lilloni, @AleLilloni
Vlahovic-Ribery

I numeri del presente Viola sono abbastanza impietosi. Un periodo di negatività, che ci auguravamo passeggero, si sta trascinando per l’ennesima volta nella seconda parte della stagione. Nona peggior difesa con 33 reti subite, +7 dal terz’ultimo posto con soltanto Torino e Spezia a fare da cuscinetto e secondo peggior attacco con 21 marcature all’attivo. Per capire l’entità del grattacapo, basti pensare che sommando le reti in questo campionato di due ex discussi come Veretout (Roma) e Muriel (Atalanta) si arriva a 19 reti. Quasi la stessa cifra raggiunta da un centrocampista e da una punta che non sempre è titolare. Manifestazione tangibile di una sterilità che fa preoccupare. Soprattutto in vista di una serie di scontri diretti che nel bene o nel male indirizzeranno la stagione. Appare necessario un cambio di marcia per raccogliere punti decisivi.

Pur riconoscendo gli enormi meriti di mister Prandelli nell’esplosione di Vlahovic, si ha l’impressione che la squadra per dare priorità alla difesa abbia sacrificato troppo. Nel 3-5-2 costruito dal tecnico quasi tutte le responsabilità di sbloccare il risultato sono affidate all’estro di Ribery e Vlahovic. Loro le uniche certezze, con qualche rara eccezione rappresentata dai lampi di Bonaventura. Contro l’Inter il forfait di Ribery è stato improvviso e la luce si è spenta. Prandelli è corso ai ripari rispolverando Eysseric in posizione più avanzata in tandem con Borja Valero. I due palleggiatori hanno aiutato nella costruzione della manovra, senza tuttavia trovare sbocchi interessanti. Le trame lente e prevedibili hanno consegnato di fatto l’unica punta ad una tremenda solitudine. La realtà ed i numeri indicano che qualcosa deve cambiare, magari recuperando gli oggetti misteriosi come Kouamè o Callejon, oppure inserendo nel meccanismo il nuovo arrivato Kokorin. Dall’alto della sua esperienza toccherà a Prandelli risolvere questo complicato puzzle di fragili equilibri, impresa che può valere la sua riconferma.

Baiano: “Le difficoltà in attacco il vero problema della Fiorentina. Su Callejon…”  

 

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  1. Claudio50 - 2 settimane fa

    Il problema dei gol e’ sempre lo stesso da parecchio tempo: due attaccanti ancora da formare un centrocampo che non costruisce e si affida sempre ai cross di Biraghi, sempre sbagliati e anche se fossero giusti cosa puo fare Vlahovic in mezzo e tre quattro difensori, in porta non si tira ma neanche si prova a cambiare modo di attaccare. i gol sono venuti su azione e no dai cross. Basta con questi cross e portate qualcuno in area che possa tirare.

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  2. Up The Violets - 2 settimane fa

    Anche in questo caso la colpa è della società, che in una situazione del genere ha avuto la bella pensata di vendere senza comprare (Kokorin, buono ma non pronto prima di mesi, e un ex panchinaro mezzo rotto del Napoli non li conto come acquisti per l’immediato, senza contare che a centrocampo adesso non esiste riserva per un giocatore chiave come Amrabat), mentre buona parte delle avversarie per la salvezza si rinforzavano eccome, talvolta pure comprando quegli obiettivi che noi non avevamo la forza economica per comprare. Ma loro hanno piantato gli olivi con la paletta dorata e questo basta e avanza per compensare, aukkey?!?

    Sono sicuro che non retrocederemo. Il margine di +7 sul terzultimo posto è piuttosto rassicurante e la squadra può giocarsela con le ultime tre o quattro della classifica. C’è però da capire per quanto ancora la tifoseria, perlomeno quella obiettiva e priva di prosciutto sugli occhi, continuerà ad accettare una simile gestione (sulla falsariga di quella di fine gestione marchigiana) del comparto tecnico-sportivo, che invece dovrebbe essere il core business di ogni società calcistica. Ai Cosmos è andata nello stesso modo, zero programmazione sportiva e una sequela di battaglie (tutte puntualmente perse) con la politica del New Jersey per lo stadio e con i vertici del calcio americano per l’ingresso nella MLS, il campionato professionistico. Per cui, pur essendo abbastanza sicuro del fatto che la Fiorentina non farà la fine dei Cosmos, sono altrettanto certo che non vedremo i cambi di rotta tecnica vaneggiati da qualcuno, come del resto è già successo l’estate scorsa con la conferma di Iachini seguita dal mancato acquisto di quel centravanti e di quel regista richiesti dallo stesso allenatore. Una prima conferma la si è avuta ieri: una società seria e ambiziosa licenzia in tronco Pradè, destina Barone alle sole assemblee di lega e mette tutta la parte tecnica nelle mani di un a.d. e di un d.s. finalmente competenti. E tutto questo lo fa subito, così da permettere loro di programmare (sul serio) la ricostruzione da attuare poi in estate. Invece, appoggiata la paletta dorata, il nostro ci racconta che la media punti attuale è buona, che c’è sempre stata programmazione e con ciò saluta e se ne torna a New York, rimandando a tempi migliori quelle eventuali decisioni che invece dovrebbero essere prese subito.

    Ecco, può andar bene tutto ciò, detto che comunque non retrocederemo?

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  3. Ghibellino viola - 2 settimane fa

    Paghiamo le scelte scellerate degli ultimi anni. Non è stato riscattato Muriel, abbiamo venduto Veretout e aggiungerei abbiamo venduto Simeone. Simeone, che anche a me non piace, aveva pur sempre fatto 20 gol in 74 partite, senza battere i rigori (a mente, mi pare). Vlahovic ha un potenziale superiore ma ad oggi ha fatto 13 gol in 60 partite, rigori compresi.

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  4. jackfi1 - 2 settimane fa

    Il punto è che siamo una squadra di ragazzini viziati che invece di adeguarsi al nuovo mister e applicarsi sul nuovo modulo ha preferito piangere perchè si tornasse al vecchio modulo che Prandelli non sa gestire perchè raramente lo ha applicato in carriera. Il Genoa ha metà della qualità che hanno i nostri giocatori però dall’arrivo di Ballardini è rinato perchè tutti hanno seguito quello che dice il nuovo allenatore e pure uno come Destro ha iniziato a segnare.

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  5. purplerain - 2 settimane fa

    Cadono dal pero.
    Avevo posto l’accento su questo problema a inizio Gennaio, quando dissi che secondo me serviva quell’attaccante navigato da area di rigore con tanta esperienza in grado sia di far rifiatare Dusan e sia di entrare negli ultimi 20 minuti per tentare di risolverla o per congelare il risultato a suon di falli e punizioni conquistate, è arrivato tutt’altro.

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