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Fiorentina, è tempo di mettersi in bolla. E non solo quella forzata…

CESENA, ITALY - OCTOBER 18:  German Alejo Pezzella of ACF Fiorentina celebrates after scoring opening goal  during the Serie A match between Spezia Calcio and ACF Fiorentina at Dino Manuzzi Stadium on October 18, 2020 in Cesena, Italy.  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Il momento delicato in casa Fiorentina necessita di scelte nette per un deciso cambio di rotta, già con l'Udinese

Paolo Poggianti

Mercoledì la Fiorentina ha comunicato la positività a Covid-19 di un membro del proprio staff tecnico. Notizia che ha fatto scattare il protocollo sanitario adottato da tutti i club di Serie A: isolamento del gruppo squadra per un periodo complessivo di 10 giorni. Quella che negli ambienti sportivi (NBA capofila, ma anche al Tour de France o al Giro d'Italia) è stata già ribattezzata la "bolla". Per la banda di Iachini dunque ieri è iniziato un periodo di vero e proprio ritiro forzato. Occasione più che mai propizia per tentare di ritrovare l'unità di intenti, fondamentale al raggiungimento dei risultati sul campo. Coesione che nelle ultime partite è sembrata mancare alla squadra gigliata, preda più che altro di estemporanee iniziative personali e dello scoramento dei singoli, frustati dall'assenza di gioco. Leggere alla voce Ribery, spesso innervosito dalle giocate mancate dei compagni. Ecco che la preparazione alla gara dell'Udinese diviene fondamentale nell'economia di un'intera stagione. Iachini ha incassato sì la fiducia di Commisso, ma con riserva. Clausola che passa inevitabilmente dai risultati che il tecnico sarà in grado di ottenere sul campo, nelle prossime uscite dei Viola.

Alzare la testa

Il Covid ha costretto la società a fare ciò che di cui non si è avuto il coraggio, in concomitanza con la fiducia confermata al tecnico ascolano. Commisso ha ribadito pubblicamente il proprio sostegno a Iachini, ma senza dare la sensazione di volerlo proteggere completamente da alcune anime della stessa dirigenza viola. Correnti che se trovassero degli adepti anche all'interno della squadra potrebbero costituire il principale ostacolo alla stabilità dell'attuale proprietario della panchina gigliata. Non che il tecnico non sia chiamato a dare una risposta sul campo, per meritare l'attestato di stima datogli dal tycoon italo-americano. Allo stesso tempo, però, è parso necessario togliere ai giocatori il possibile alibi della panchina traballante. La percezione dell'ambiente ha la sua rilevanza: il rischio è quello di apparire poco convinti nel difendere le proprie posizioni, quando invece sarebbe cruciale che la società appaia solida e risoluta. Un'opportunità - dicevamo - che gli può essere offerta dalla condizione forzata nella quale la squadra preparerà il match di domenica pomeriggio. A Firenze arriva l'Udinese, primo esame da superare per la truppa Viola.

Smussare le imperfezioni

Per Iachini è giunto il momento di dimostrare di saper osare, mischiare le carte, facendo leva sull'orgoglio dei calciatori. La bolla diviene così la perfetta metafora della condizione nella quale è necessario lavori la squadra, più che mai chiamata ad un'assunzione di responsabilità. Del resto una superficie sconnessa, colma di imperfezioni e dislivelli, non può far altro che far scivolare qualunque cosa gli si appoggi sopra. Farsi sfuggire di mano la situazione è proprio quello che la Fiorentina di Iachini non può permettersi già ad inizio stagione. Obiettivo: lasciare fuori le critiche ricevute dall'intero ambiente e dimostrare, coi fatti, di voler invertire la tendenza, prima di essere inghiottiti dallo stesso grigiore che ha caratterizzato le passate stagioni.

Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images
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