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Aria finalmente buona, i miei 11 anti Ferencvaros. Spalletti osserva Kayode

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L'editoriale del giovedì: la vittoria stasera serve anche a sistemarsi in vetta alla classifica per mettere a posto le gerarchie
Enzo Bucchioni Editorialista 

Inutile ripetere gli stessi concetti, ma partite come quella di stasera devono essere affrontate assolutissimamente con la concentrazione giusta per evitare di farle diventare scivolose e trasformarle invece in occasioni per crescere, aumentare l’autostima e sistemare la classifica per poter gestire meglio il girone quando il calendario diventerà ancora più fitto, gli impegni più gravosi e le forze andranno dosate maggiormente. C’è tanta voglia di Fiorentina, il calcio in Italia e non solo, sta indicando questa squadra come una rivelazione, esempio di lavoro e di idee, di calcio moderno. Tutti gli addetti ai lavori fuori Firenze hanno sottolineato la rapidità, il gioco spumeggiante e la brillantezza mostrate nel primo tempo contro il Cagliari come uno straordinario esempio di calcio organizzato. Di idee. Ripartiamo da lì.

L’avversario, il Ferencvaros, si porta dietro una grande storia e in partite come questa proprio la storia, l’orgoglio, la voglia di dimostrare e di superare i limiti diventano armi insidiosissime che mascherano il valore tecnico. Ma ormai la Fiorentina lo sa, un anno di Conference è servito moltissimo e nel pareggio di Genk ha inciso soltanto una evidente, diversa condizione atletica. Ora la Fiorentina sta meglio in molti elementi e la vittoria stasera serve anche a sistemarsi in vetta alla classifica per mettere a posto le gerarchie.


C’è un’aria finalmente buona. Il gol di Nzola ha tappato la bocca anche all’ultimo argomento che armava le munizioni dei soliti finti tifosi o di incompetenti, categoria molto diffusa. Ma anche le prestazioni di diversi giocatori discussi dalle stesse categorie di persone che ne hanno dette e scritte di ogni. Uno su tutti? Arthur. Ebbene continuiamo a tappare la bocca con i numeri, non con i discorsi. Ieri è uscita una straordinaria statistica sui passaggi riusciti fra tutte le squadre d’Europa e sapete chi guida questa speciale classifica? Proprio il brasiliano-viola. Arthur ha una media del 91 per cento di passaggi riusciti e si è messo alle spalle gente come Tchouameni e Kroos (Real) con rispettivamente 87 e 85 per cento, ma anche Rodri del City con 87 per cento. Fatti, non parole a vanvera.

Il terzo posto in classifica sicuramente aiuta nel lavoro e nella programmazione, la serenità di Italiano in conferenza stampa dovrebbe essere la serenità di tutti. Il Ferencvaros, per quei due o tre che non lo sapessero, è allenato da Stankovic che per qualche ora è stato viola ai tempi di Sconcerti presidente, ma alla fine fu dirottato su Milano. Chi giocherà stasera? È inevitabile che le rotazioni debbano tenere conto anche della gara di domenica sera a Napoli. Napoli che, fra l’altro, oltre ad essere campione d’Italia, con giocatori come Osimhen e Kvara, ha giocato martedì quindi ha due giorni di riposo in più della Fiorentina. Ma Italiano, da signore, non ne ha fatto cenno mentre per situazioni analoghe tutti attorno sbraitano, da Sarri a Gasperini a Mourinho.

Un po’ di riposo toccherà di sicuro proprio a Arthur che sta recuperando una buona condizione fisica, ma ancora è presto per tre gare settimanali. Resterà fuori Terracciano con il ritorno di Christensen, e poi? L’infortunio di Biraghi e la botta rimediata da Nzola condizionano le ultime scelte. Gli esterni di difesa sono tre e vanno ruotati per dare minutaggio a tutti. Se Biraghi recupera potrebbe giocare dall’inizio con Parisi a destra per far recuperare Kayode che domenica se la dovrà vedere proprio con Kvara. Al centro della difesa torna Ranieri, probabilmente con Quarta. In mezzo al campo va Maxime Lopez al posto di Arthur e tornerà Mandragora. In attacco dico Nzola dall’inizio, ma solo se sta bene. E lo rivedo anche a Napoli. Nico potrebbe partire dalla panchina con Kouamè a destra e Sottil a sinistra.

Ho un dubbio sul riposo o meno di Bonaventura che io come Italiano non toglierei mai, tanto più che Barak e Infantino non sono ancora al top. Ma vedremo. Ipotizzo Christensen, Parisi, Quarta, Ranieri, Biraghi; Bonaventura, Lopez, Mandragora; Kouamè, Nzola e Sottil. Sarebbero rotazioni profonde, otto cambi rispetto a domenica.

Tornando a parlare di Kayode, il diciannovenne del quale tutti parlano, la Fiorentina è orgogliosa di averlo strappato alla Juve quando i bianconeri hanno avuto dubbi su questo ragazzo, e adesso prepara l’offerta per il rinnovo fino al 2028, cinque anni consentiti dal regolamento. Come già detto, Spalletti lo osserva e ci ragiona, ma forse adesso fa ancora comodo all’Under 21. Nel fine settimana arriveranno le convocazioni.

Stasera Italiano si aspetta una mano anche dal Popolo Viola, ma il giovedì e la partita in chiaro condizioneranno di sicuro. Non cambiano le prospettive, serve soltanto vincere.

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