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L'intervista

L’esperto di calcio ungherese a VN: “Vi racconto il Ferencvaros”

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In vista della gara di Conference League abbiamo intervistato l'ex assistente del ct della nazionale ungherese
Paolo Mugnai
Paolo Mugnai Redattore 

In vista dell’incontro di Conference League di giovedì alle 21 al Franchi con il Ferencvaros, Violanews ha intervistato un allenatore italiano che il calcio ungherese lo conosce bene. Anche se da un mese allena la squadra cipriota Agia Napa, il trentanovenne messinese Giovanni Costantino dal 2018 al 2021 è stato assistente del Ct della Nazionale Ungherese, Marco Rossi, e l’anno seguente allenatore dell’MTK Budapest ma solo per otto giornate: “Avevamo 10 punti ma la società mi ha detto che per loro la squadra era da podio” – dice Costantino – “Io l’ho lasciata al settimo posto, poi è retrocessa. Tra l’altro avevo insistito io per portare in quella squadra Ramadani ora al Lecce di Corvino”. 

Il Ferencvaros viene da una striscia di dieci vittorie consecutive tra gare europee, di campionato e di Coppa d’Ungheria. L’ultimo successo è stato proprio sul campo dell’MTK Budapest, terzo in classifica, sconfitto 6 a 1 grazie alle reti di Varga, Marquinhos (doppietta), Wingo, Abu Fani e Pesic.


"Attenzione a questi dati, però, perché il Ferencvaros è nettamente superiore alle altre squadre. Ha vinto gli ultimi cinque campionati, l’anno scorso seconda arrivò la neopromossa Kecskemét, due anni fa finirono con 12 punti di vantaggio, tre anni fa con 20 punti. Qualificandosi in Europa ogni anno grazie agli ottimi budget aumenta il gap rispetto alle altre".

Quest’anno, però, sono usciti subito a luglio con la squadra KI delle Isole Far Oer nei preliminari di Champions. Una sconfitta che ha fatto scalpore.

"Per quella sconfitta è stato esonerato Cherchesov, ex ct della Nazionale russa. Al suo posto è stato promosso il suo assistente ungherese ma un mese fa è arrivato Stankovic. Si sono qualificati ai gironi della Conference vincendo tutte le partite ma con squadre nettamente inferiori".

Al di là delle facili vittorie del Ferencvaros, che squadra deve aspettarsi la Fiorentina?

"Ha una struttura societaria di buon livello, un centro sportivo, un buon budget e uno stadio bellissimo, ma rispetto alla Fiorentina c’è una grossa differenza. La squadra è molto solida e dominante con possesso palla e varie occasioni da rete ma questo nel campionato ungherese, con la Fiorentina sarà un altro discorso. Bisogna vedere come reagirà il Ferencvaros davanti a una squadra altrettanto propositiva come la Fiorentina. Insomma i viola hanno buone possibilità sia all’andata sia al ritorno. Italiano è un grande allenatore, si sta abituando al palcoscenico internazionale. Se la Fiorentina imposta subito la partita per il verso giusto, sarà difficile per il Ferencvaros recuperarla”. 

Quali sono i giocatori più pericolosi?

"In squadra ci sono pochi ungheresi, uno è il capitano, il portiere Dibusz lì da dieci anni, l’ho avuto in Nazionale, è molto bravo. Un altro è l’attaccante Varga, tipico numero nove che si sa muovere, buon finalizzatore, gioca per la squadra, è uno che la palla in rete la mette. Sì, il più pericoloso è Varga ma il Ferencvaros deve arrivarci nell’area di rigore della Fiorentina e non sarà facile. Molto interessante in prospettiva è il trequartista Lisztes, diciotto anni, già acquistato dall’Eintracht Francoforte a fine stagione, uno dei migliori talenti del calcio ungherese, ha fatto un assist contro il Cukaricki e ha già segnato in campionato. Il Ferencvaros gioca il 4-3-3 o 4-2-3-1. Altro giocatore da tenere d’occhio è il brasiliano Marquinos, esterno o trequarti. L’altro esterno Traoré, maliano, non so se giocherà perché viene da un infortunio. A centrocampo l’israeliano Abu Fani e il bosniaco Gojak passato anche dal Torino. In difesa ci sono giocatori di medio valore come i due laterali, l’ecuadoriano Ramirez e lo statunitense Wingo”. 

Il Ferencvaros comunque al momento è in testa al girone di Conference grazie alla vittoria per 3 a 1 sul Cukaricki e il pareggio tra Fiorentina e Genk per 2 a 2.

"Il successo sulla squadra serba ci stava, ma l’unica di livello oltre alla Fiorentina è il Genk. Vero però che negli ultimi anni il Ferencvaros ha fatto dei risultati sorprendenti in Europa, vincendo in campo esterno a Monaco e qualche anno fa col Cska a Mosca. L’anno scorso poi è arrivato agli ottavi di finale in Europa League”. 

Previsto a Firenze l’arrivo di 2.300 tifosi ungheresi…

"I tifosi sono tanti e tosti, molto caldi, in Ungheria il Ferencvaros è la squadra più seguita. Hanno inoltre un motivo in più per tenerci alla partita con la Fiorentina. Il derby con l’Ujpest infatti è molto sentito e l’Ujpest ha la maglia viola proprio come la Fiorentina, non a caso i tifosi sono gemellati”. 

Undici anni fa lasciò il lavoro sicuro delle ferrovie per inseguire il suo sogno calcistico, prima in Finlandia poi in Slovacchia, quindi in Ungheria, fino al ritorno in Italia a Casarano prima di tornare nuovamente all’estero, stavolta a Cipro. La prossima tappa?

"“Ho avuto una serie di alti e bassi come in tutte le cose. Stavo per tornare in Ungheria ma le trattative all’ultimo momento si sono bloccate, per qualche motivo non si sono concretizzate. Prima che arrivassi, l’Agia aveva perso tutte le amichevoli ma adesso dopo tre partite ha quattro punti in campionato, l’obiettivo è la salvezza. Vediamo che cosa succede. Quest’anno ho preferito rifiutare l’Italia e starmene all’estero, anche a Casarano pensavano di vincere il campionato ma poi hanno terminato in classifica in una posizione più bassa rispetto a come li avevo lasciati io. Certo, mi manca l’Italia. Città come Firenze. Ci sonolegato avendo fatto il corso allenatore a Coverciano ed è meravigliosa, ci vorrebbe uno stadio all’altezza della società. Da siciliano, vorrei sempre avere undici giocatori come Riganò per il cuore e la mentalità. Riganò è ancora molto amato in Sicilia”.  

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