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Corriere dello Sport

Belotti, è l’ora di punire il Diavolo: ora il gol oltre gli applausi

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Andrea Belotti ha sicuramente dato un grande contributo alla Fiorentina da quando è arrivato, ma adesso serve qualche gol in più
Redazione VN

 Non c’è squadra che Andrea Belotti in carriera abbia incontrato più volte del Milan: ben 22 e sono i tre incroci di Coppa Italia a spezzare l’equilibrio con il Napoli, mentre per quello che riguarda la Serie A (19 a testa). E, come scrive il Corriere dello Sport, non è male il conto dei gol realizzati: sono 6 fino ad ora (meglio ha fatto solo con Sampdoria e Sassuolo 9, Cagliari 8 e Udinese 7, però con molte meno presenze) e tutti quando indossava la maglia del Torino, ma l’ultimo è talmente lontano che il “Gallo” deve scavare a fondo nella memoria per riportarlo in superficie. Ecco perché se la sua fame è sempre pari a 100, ma stavolta almeno 110: e quella di domani sera sarebbe, anzi è, un’occasione speciale per soddisfarla.

Occhio al passato

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 Tre gol con Sinisa Mihajlovic sulla panchina granata nella stagione 2016-’17 (compreso quello negli ottavi di Coppa Italia), tre con Walter Mazzarri, ma la doppietta del 26 settembre 2019 per il 2-1 sui rossoneri è stata l’ultimo sigillo messo dal centravanti bergamasco e quattro anni e mezzo non sono davvero pochi. Piuttosto sono tanti, come non poche sono le dieci partite a seguire disputate tra Torino e Roma senza più lasciare il segno: motivo valido per provare a spezzare il digiuno domani sera, in un impegno che conta moltissimo per la Fiorentina nella rincorsa a un posto per l’Europa in campionato.


Statistiche da migliorare

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A proposito di reti, Belotti ne ha appena una all’attivo nei 655’ minuti giocati in viola sommando il “grosso” (549’) della Serie A e il parziale (106’) forzatamente esiguo in Conference League: troppi minuti e pochi i gol in un rapporto che non lo soddisfa. Più lui che la Fiorentina e i tifosi a dire il vero: la riprova dell’una sta negli apprezzamenti reiterati di Italiano per il contributo tecnico e agonistico garantito dal “Gallo”, quella degli altri è rappresentata dagli applausi scroscianti che tutto il “Franchi” in piedi ha riservato all’attaccante in prestito dalla Roma al momento della sostituzione al 90esimo proprio contro i giallorossi. Era il riconoscimento per essere stato il migliore in campo tra i suoi, aver servito l’assist a Mandragora e conquistato un calcio di rigore (poi sbagliato da Biraghi). Andrea Belotti è anche e soprattutto questo. Nei due mesi finora a Firenze, con i consueti slanci di generosità e di palloni e azioni per i compagni, tant’è vero che lo stesso allenatore siciliano l’ha schierato titolare in sei occasioni su sette in campionato, dopo il debutto nel secondo tempo con i Leccce, e l’ha fatto iniziare dalla panchina soltanto a Budapest nell’andata contro il Maccabi Haifa. Non al ritorno con risultato e qualificazione ancora in bilico. Ma a lui, a Belotti, non basta. Vuole di più. Vuole un gol, meglio se subito contro il Milan quattro anni e mezzo dopo: l’appuntamento è per domani sera.

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