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Primavera da record, ma in prima squadra i giovani non ci sono: serve un Gasperini

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Dal 2018/19 dieci giocatori hanno compiuto il salto dalla Primavera alla prima squadra, ma in realtà solo due con un minutaggio costante: un cambio di passo è necessario per valorizzare davvero il vivaio
Stefano Fantoni Redattore 

Sei finali di fila, nessuno come la Fiorentina in Coppa Italia Primavera. Dal Torino al Torino, dal primo trionfo al Filadelfia griffato Vlahovic all'ultimo atto del prossimo 4 aprile certificato dalla rete di Sene a Roma. Nel mezzo la serie di quattro trionfi consecutivi, altri allori e finali che hanno fatto da trait d'union tra proprietà, dirigenti, allenatori e giocatori diversi. Dai classe 2000 agli attuali 2006, con i 2007 che bussano alla porta pronti a farsi largo. Il talentificio funziona fino alla Primavera, poi nel passaggio al livello successivo qualcosa s'inceppa.

Dal 2018/19, ovvero dalla stagione del primo acuto in Coppa Italia, si sono affacciati in prima squadra in gare ufficiali, con fortune alterne e destini diversi, dieci calciatori dalla Primavera. Nello specifico: Brancolini, Niccolò Pierozzi, Montiel, Vlahovic, Dalle Mura, Bianco, Distefano, Amatucci, Kayode, Comuzzo. Altri invece sono attualmente in prestito e, pur avendo debuttato nei professionisti, non hanno ancora avuto un'occasione tra i grandi di Firenze. Alcuni nomi? Munteanu, Favasuli, Lucchesi, Ferrarini e Krastev, giusto per restare tra coloro che si stanno mettendo alla prova tra prima e seconda divisione nazionale.


Dopo Vlahovic... il solo Kayode

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Scorrendo i nomi del primo gruppo appare evidente che ben pochi di quei talenti costruiti in casa abbiano poi avuto un concreto sbocco calcistico interno. Dopo Vlahovic, l'unico realmente affermato, ora ci sta provando Kayode, il resto hanno messo insieme nella migliore ipotesi qualche presenza e nella peggiore una manciata di minuti. Cosa è mancato e cosa manca? Un allenatore in prima squadra che creda nel settore giovanile e che abbia intenzione di valorizzarlo, sotto il profilo tecnico e economico.

Un po' come fa Gasperini all'Atalanta, per intenderci. Di certo non come Italiano, e non è una critica ma un dato di fatto. Nel suo triennio l'unico giovane lanciato, Kayode, è più figlio delle coincidenze che di un piano preciso, considerando che in estate partiva come terza scelta nel ruolo e poi si è ritrovato titolare per gli infortuni di Dodo e Pierozzi. Gli altri hanno avuto possibilità e minutaggio ridotti al lumicino, a fronte di colleghi ben più affermati autori di prestazioni da mani nei capelli.

In attesa del progetto seconda squadra, che spero possa presto diventare realtà, dalla prossima stagione la Fiorentina avrà bisogno di un cambio di passo e di mentalità, in panchina e dietro la scrivania. Perché in casa viola il talento c'è e va raccolto oltre che coltivato, ma senza una gestione oculata rischia di sfiorire, di essere sprecato o, peggio ancora, di essere sfruttato da chi ci vede decisamente lungo.

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