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Squadra quasi fatta per sfidare l’Inter in finale. Dubbi di formazione? Solo due

Enzo Bucchioni
Ormai alla partitissima di Roma manca poco: la Fiorentina è pronta a dare battaglia mercoledì sera. Le previsioni di formazione (e non solo) del nostro editorialista
Enzo Bucchioni Editorialista 

La Fiorentina porterà nella finale di domani sera contro l’Inter tutto quello che ha fatto in questi ultimi due anni, la sua cultura calcistica, il suo gioco, la sua mentalità vincente, il suo carattere, la sua voglia di stupire. E’ questo che Vincenzo Italiano ha dato e fatto capire a una squadra che adesso si ritrova ad essere un tutt’uno con l’allenatore e assieme andranno a giocarsi due battaglie finali che li hanno già portati nella storia. Ora vogliono andare oltre e nessuno nasconde le difficoltà. L’Inter è più forte? No, molto più forte. Una squadra che ha soluzioni di alta qualità in tutti i reparti che può cambiare Dzeko e Lautaro con Lukaku e Correa, tanto per parlare solo dell’attacco. Non a caso l’Inter è in finale di Champions dopo aver eliminato, fra le altre, anche il Barcellona. Ma che l’Inter fosse più forte non lo scopriamo certo oggi, la Fiorentina però ha dimostrato di potersela giocare contro tutto e tutti, è capace di imprese come quella di giovedì scorso contro il Basilea. La stessa Inter è stata battuta quasi due mesi fa a San Siro. Mi direte che era un’Inter diversa, meno in forma fisicamente di questa, e non c’è alcun dubbio, ma anche i nerazzurri sanno di avere davanti una squadra che sa giocare a calcio, che ha personalità, sa chiudere le fonti di gioco avversarie e può far male in diverse situazioni. Questo è lo scenario della sfida di domani.

Serve la partita perfetta

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La Fiorentina sa benissimo che per conquistare il primo trofeo dell’era Commisso, un titolo dopo 22 anni, è necessaria un’altra partita perfetta. Nessuno dovrà sbagliare niente, tutti dovranno dare il massimo. Solo attraverso la sofferenza e la ricerca di andare oltre i limiti questa squadra può raggiungere certi risultati, ma l’allenatore e i giocatori lo sanno benissimo. Con un’arma in più: lo straordinario Popolo Viola. Anche l’allenamento a porte aperte è stato un autentico bagno di folla, un spinta emozionale e una carica di adrenalina straordinaria che questi giocatori dovranno portarsi nello spogliatoio a Roma. Per quasi tutti è la prima finale della loro carriera, un’occasione per dimostrare, per crescere, per portare a casa il primo frutto di un grande lavoro e di un sacrificio che dura da due anni. Anche un modo per celebrare un presidente come Commisso che è sempre stato vicino ai giocatori come fossero suoi nipoti e all’allenatore come fosse suo figlio. Un trofeo che lo ripagherebbe di tanti investimenti e tanta passione. Fermo restando che già l’aver raggiunto due finali, lo ripeto a beneficio dei Soliti Noti, dovrebbe catalogare questa stagione come straordinariamente positiva. S’è aggiunto un piano alla base messa l’anno scorso, sulla quale la Fiorentina sta costruendo il suo futuro. Per quanto riguarda la tattica, la partita, il gioco, le due squadre hanno una fisionomia ben precisa e una identità di modulo che non prevedono sorprese. Inzaghi gioca con il 3-5-2 e le ultime rotazioni inducono a pensare che davanti ci saranno Lautaro e Dzeko, a centrocampo Brozovic, Calhanoglu e Barella, in difesa Dumfries, Darmian, Acerbi, Bastoni e Di Marco. In porta Onana. Italiano ha soltanto un paio di dubbi sul suo 4-3-3 fluido, almeno a valutare dalle rotazioni fatte, dalla condizione di alcuni giocatori e dall’avversario.


Viola con due ballottaggi?

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Mi sento di dire che sono sicuri del posto nove giocatori: Terracciano, Dodò, Milenkovic, Biraghi, Amrabat, Castrovilli, Bonaventura, Gonzalez e Ikoné. Mancano due nomi. Il primo potrebbe essere quello di Ranieri in difesa, uno dei più in forma. Dovessi scommettere metterei lui perchè Igor sta giocando male, non sembra in condizione e Quarta è un destro come Milenkovic con tutte le controindicazioni del caso. Mi pare di capire invece che saranno gli ultimi allenamenti a risolvere il dubbio che si chiama Cabral, neppure lui al top della forma. Per i difensori dell’Inter, molto fisici, avere da marcare uno come Cabral potrebbe essere più facile. Kouamè potrebbe invece garantire più movimento, potrebbe aprire più spazi per i compagni. E’ anche vero che il primo (Cabral) vede di più la porta mentre Kouamè fatica, ma il dubbio resterà fino a domani. Per finire, piccolo ritorno alla gara con il Torino, dedicato a quelli che “Italiano un è bono”. La Fiorentina ha giocato i supplementari giovedì sera, è tornata a Firenze venerdì, in pratica non s’è mai allenata, e con un turnover profondo di dieci giocatori s’è vista in campo ugualmente una squadra in grado di giocare al calcio, di avere gioco e personalità. Non ha vinto, ma solo l’aver pareggiato in queste situazioni, e la possibilità di vincere c’era, è qualcosa che deve rendere orgogliosi l’allenatore e i giocatori per il lavoro fatto da tutta la rosa. A proposito di Italiano e delle voci che lo vorrebbero altrove a fine stagione. Non faccio l’indovino, ma cronaca. Dico solo che ha il contratto fino al 2024 con opzione per il 2025, e non c’è alcuna clausola rescissoria come scritto da qualcuno. Si parla del Napoli? Fino a ieri sera nessuna telefonata era arrivata al procuratore Ramadani. Il resto lo sapremo…

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