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L’esperto a VN: “El Kaabi come Re Mida. Vi porto dentro le tifoserie ateniesi”

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere in esclusiva con Giancarlo Libero Falletta, che il calcio greco lo conosce in maniera profonda
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

La finale di Atene sarà un evento storico per Firenze, e la Fiorentina. Il possibile riscatto della notte di Praga, e non solo. Ma anche l'Olympiakos vuole scrivere la storia. Manca sempre meno, e noi per conoscere meglio i greci abbiamo realizzato un'intervista con chi segue la Grecia. Giancarlo Libero Falletta è il fondatore della pagine social "Il Calcio Ellenico". Ci siamo fatti raccontare da lui il clima sul Pireo, e un po' l'Olympiakos di Mendilibar:

Buongiorno, questa finale è un evento per tutto il movimento. In un momento non facile per la Grecia calcistica:

"Questo è un exploit determinato da un fattore in particolare, l'arrivo di Mendilibar. Il mondo ellenico era più proiettato sul Paok in Europa, aveva dominato il girone, e la fase a eliminazione diretta. L'Olympiakos poteva fare bene, ma con il Fenerbahce e con il Villa sembrava tutto proibitivo. Tra l'altro entrambe qualificazione meritate, con gli inglesi non c'è stata storia. Per loro il campionato è finito dopo la sconfitta contro il Paok"


Cosa ha dato Mendilibar in più alla squadra:

"Ha dato innanzitutto un qualcosa su un valore astratto, cioè la mentalità. La sua esperienza nell'affrontare le partite da dentro o fuori, accumulata al Siviglia. Ha dato una mentalità europea alla squadra, sfruttando i 3-4 punti di forza a disposizione, tra cui la concretezza. Ha quei 13-14 giocatori su cui si basa. Si fanno attaccare ma non sono passivi. Basta vedere la gara del Villa Park, dove ci sono stati 7-8 contropiedi pericolosi. Ha fatto una mossa alla De Rossi, cambiando portiere. Fuori Paschalakis, dentro Tzolakis. Rodinei è una sorta di Dodò, è un trattore sulla fascia. Ha qualità e quantità. L'Olympiakos non ha molti greci, ci sono molti iberici. Ma i migliori nazionali locali sono lì, come Fortounis. E poi c'è El Kaabi. la squadra è completa, e possono anche venirti a prendere"

Che mi dici della sua annata strepitosa, e della fase offensiva?

"Sta tirando fuori un'annata alla Guirassy (punta che ha trascinato quasi dal nulla lo Stoccarda in Champions, ndr), che potrebbe portarlo anche in Inghilterra, per esempio. Magari al Nottingham Forrest proprio di Marinakis, il proprietario dei due club. El Kaabi quando tocca palla fa gol, una stagione irripetibile. Per la finale dipende come Mendilibar la vuole impostare, per adesso non filtra nulla. Il campionato ormai è secondario. Credo che la gara verrà impostata come a Birmingham, con Ciquinho a dare fastidio. Podence e Fortounis sono imprescindibili, potrebbe giocare a specchio con Italiano. Alcune sfide come contro il Fenerbahce sono state fondamentali, ma il turning point è stato al Villa Park."

Sulla questione ambientale?

"Fuori sarà trasferta vera per entrambe, la Uefa metterà a disposizione le zone specifiche, non ci dovrebbero essere contatti tra le tifoserie. I tifosi dell'Olympiakos i 9000 posti li riempiranno, sono 15km di distanza. Da quello che so, il presidente dell'AEK Atene, ha chiesto alla Uefa di far spostare la gara allo stadio Olimpico, che ha un po' la funzione di Wembley in Inghilterra. Il messaggio è chiaro, non vogliono che i rivali vincano la finale nel proprio stadio. La Uefa ovviamente ha detto di no. Tra gli ultras interni credo ci sia un diktat. In caso di vittoria dell'Olympiakos i festeggiamenti dovranno svolgersi al Pireo, e non all'Agia Sophia. Per la Fiorentina la questione è relativa. I tifosi del Panathinaikos non credo che interverranno. Al momento l'AEK Atene sta per vincere il suo secondo campionato di fila. Il fatto che l'Olympiakos non vinca il titolo è un fatto epocale. E pochi giorni dopo proprio il Pireo potrebbe alzare un coppa europea, oscurando i due titoli consecutivi dei gialloneri. Logicamente la tensione c'è. Inoltre lo stadio Agia Sophia sorge in un luogo simbolico: quello dove i rifugiati greci si stabilirono, dopo essere scappati dalla guerra con la Turchia. Il governo di Atene gli assegnò quello spazio, è una posizione fondamentale"

L'arbitro è portoghese, ma ha già arbitrato l'Olympiakos:

"Sì, in Grecia spesso arbitrano fischietti esteri. Il calcio greco è una bolla pronta a scoppiare. Già da tempo prendono in prestito arbitri europei, per la troppa pressione interna. In una delle poche partite arbitrate da arbitri greci è stato bruciato il negozio alla moglie del fischietto. Ma credo che conoscendo il clima Dias non si farà schiacciare dalla pressione. La conoscenza può essere un fattore positivo. L'impiego di Jovetic dipenderà da come si mette la gara. A meno che non si vada alle lunghe e non debba togliere Podence."

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