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L’agonia del rosso e un ricordo della Fiorentina che non c’è più

L’agonia del rosso e un ricordo della Fiorentina che non c’è più - immagine 1
La sconfitta di Bergamo racchiude tutto il triennio di Italiano. Il paragone con la sua prima Fiorentina e un'identità non alimentata
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

Atalanta-Fiorentina è stata l'espressione più pura di questi 3 anni di Italiano, del "suo" ciclo. Ogni periodo della vita, e dello sport ha una sua ciclicità, e la Fiorentina attuale non fa eccezione. Tutto cominciò a Roma, il 22 agosto 2021 per la prima della viola del nuovo tecnico in Serie A. Una sconfitta per 3-1 maturata all'Olimpico contro la prima Roma di Mourinho. Un risulato maturato con un'espulsione di Dragowski al minuto 17, che non fiaccò la viola. I ragazzi di Italiano terminarono la partita con 11 tiri in porta e destando ottime impressioni. Giocando una gara di personalità anche in 10, e stupendo un po' tutti. D'altronde i precedenti anni erano stati segnati dalla mediocrità. Italiano nel commentare la partita espresse un certo rammarico, ma non per la sconfitta. Bensì per non aver continuato ad attaccare dopo l'1-1, segnato ironicamente da Milenkovic: "Una squadra intelligente continua a fare quello che ha fatto per arrivare al pari"

Un'identità mantenuta, ma senza l'entusiasmo

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In quell'annata furono diverse le partite giocate in 10. Tra cui quella vinta 2-5 al Maradona contro il Napoli di Spalletti lanciato nelle prime 3 posizioni. Tornando alla stretta attualità la gara di Bergamo sembra davvero essere la chiusura di un cerchio, anche se la stagione può riservare una bella appendice europea. Mercoledì è sembrata l'esasperazione finale, con pregi e difetti annessi di questo triennio. Lo stesso Italiano ha definito un'agonia i possibili supplementari da giocare in 10, e ripensando alle dichiarazioni di Roma viene da chiedersi dove sia finita quella Fiorentina entusiasta e spavalda. In grado di mantenere la propria identità di fatto anche in inferiorità. Certo le situazioni erano nettamente diverse, sia come peso dell'avversario e del risultato. E la gara di Bergamo ha imposto una difesa di un certo tipo, dal rosso a Milenkovic. Ma osservando la rosa dell'annata 2021/22 viene spontanea una riflessione sulla qualità della rosa. I vari Vlahovic, Torreira, Igor, Odriozola, Amrabat, un Castrovilli al massimo, come sono stati sostituiti? Italiano è stato davvero seguito e difeso con convinzione dalla società? La sconfitta del Gewiss è fisiologica contro una squadra più forte. La sensazione è che questo triennio sia stato mozzato dell'entusiasmo iniziale. Che i principi siano saldi, ma non più sostenibili


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