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Fiorentina, ecco la svolta: prende forma il 4-4-2 di Vincenzo Italiano

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Un piccolo passo per la Fiorentina, un grande salto per Vincenzo Italiano. La vittoria contro il Genk che ha sancito la qualificazione della viola al prossimo turno di Conference League è frutto di un qualcosa che Firenze chiedeva a gran voce

Un piccolo passo per la Fiorentina, un grande salto per Vincenzo Italiano. La vittoria contro il Genk che ha sancito la qualificazione della viola al prossimo turno di Conference League è frutto di un qualcosa che Firenze chiedeva a gran voce: un cambio modulo. Infatti, nel secondo tempo, Vincenzo Italiano ha optato per una Fiorentina mai vista in questi tre anni della sua gestione. Un 4-4-2 che ha rivitalizzato alcuni giocatori e che ha portato una vittoria fondamentale per la stagione.

LA SVOLTA

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Doveva accadere. L'attacco della Fiorentina era troppo brutto per essere vero e Italiano doveva in tutti modi trovare una soluzione diversa per aiutare la Viola a trovare la via del gol. E perchè proprio il 4-4-2? Bisogna dire che l'assenza di Bonaventura ha aiutato. Infatti, Barak ha deluso le aspettative e con un Infantino ormai finito ai margini, rinunciare al trequartista era fattibile. Ma non solo. L'assenza di Mandragora ha spinto Italiano a rinunciare anche a quel centrocampista fisico che spesso accompagna il regista. Il duo Maxime Lopez e Arthur si è dimostrato in grado di regalare fisicità e tecnica allo stesso tempo. Gli esterni rimangono invariati, ma con una posizione un po' diversa da quella del 4-3-3. In questo caso, i vari Nico Gonzalez e Ikonè non hanno un ruolo così centrale e per questo, possono dare più equilibrio alla squadra. Una via di mezzo fra attacco e difesa, con i terzini pronti ad aggiungersi alla manovra (ndr vedi Kayode). La grande novità però, oltre l'assenza del trequartista si registra nell'attacco. "Meglio tardi, che mai" esclameranno alcuni tifosi, ma alla fine Italiano ha optato per le due punte. In questo caso, Kouamè era quello più avanzato con dietro un Lucas Beltran libero di smarcarsi e giocare con la squadra. L'ex Genoa conosce alla perfezione quel ruolo, mentre l'argentino sembra trovarsi a suo agio tra le linee, prediligendo il fraseggio alla ricerca del gol. L'azione del rigore procurato da Kayode e pura magia: Mina-Beltra-Maxime Lopez e Kayode. Quattro tocchi, tutti di prima e la Fiorentina è andata in porta. Il movimento che fa Beltran è un qualcosa che a Firenze è stato visto pochissimo, ma che dovrebbe essere la normalità per un giocatore come lui. Capitolo Nzola: non prendiamola come una bocciatura l'assenza di ieri, ma come un segnale. Italiano avrà sicuramente bisogno di lui, ma il giocatore dovrà dimostrare di poter dare il suo contributo alla squadra. Insomma, adesso bisognerà capire se questa sarà la svolta per la Fiorentina di Italiano. "Una rondine non fa primavera", ma la sensazione è che qualcosa in questa squadra sia cambiata.


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