Nazione: Franchi, il primo a volere un passo verso il futuro sarebbe stato Nervi stesso

L’analisi del quotidiano

di Redazione VN

Se Pier Luigi Nervi fosse vivo, sarebbe il primo a stupirsi dei veti posti dalle istituzioni sul suo impianto a Campo di Marte. Lui, architetto rivoluzionario che costruì uno stadio tanto avveniristico per l’epoca, si legge su La Nazione, che i suoi carpentieri stentavano a credere che la pensilina avrebbe retto senza crollare. Nervi tolse di persona i sostegni, con grande stupore di tutti. Se ne “strabatteva” delle burocrazie, cosa che oggi non si può fare, ma il quotidiano paragona gli uffici di oggi agli scettici carpentieri di allora. Oggi ci sono esigenze diverse rispetto ad ottant’anni fa, ma questo qualcuno, nella sua diffidenza verso il futuro, pare non capirlo. E Nervi sarebbe il primo a criticare. 

L’articolo completo nel quotidiano in edicola.

Sul campo invece, troppe disattenzioni: la Fiorentina ci è ricascata

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  1. SPIRITO VIOLA - 3 settimane fa

    Gli ostacoli maggiori che impediscono la costruzione a Campi sono di Viabilità e di intralcio alla pista dell’aeroporto parallela all’Autostrada.
    Toscana Aeroporti proprietaria dei 120 ettari di Castello aveva un accordo per rivendere parte dei terreni per la costruzione della Mercafir, e per costruire alberghi e attività commerciali.
    Scusate ma se la pista viene girata non ci sono più vincoli nella parte di quei terreni che per intendersi sono nella direzione della pista attuale.
    Quindi perché non lasciare dove è la Mercafir (magari ristrutturarla) fare il nuovo Stadio a Castello, e la parte commerciale magari viene coofinanziata da Toscana aeroporti e Commisso.
    Non mancherebbe niente c’è la ferrovia, c’è la tranvia, l’autostrada è a 2 minuti, l’aeroporto a 1 minuto la Viabilità sarebbe relativamente semplice e poco costosa da ampliare, il progetto esecutivo c’è già ed è quello presentato da Diego della Valle la nuvola dell’architetto Fuskas.
    Avrei bisogno di sapere cosa c’è di sbagliato nel mio ragionamento.
    Ripeto se la pista viene girata perché scartare questa ipotesi?

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  2. jackfi1 - 3 settimane fa

    FInalmente uno si fa questa domanda

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  3. apan - 3 settimane fa

    La Nazione :”Mozione Dem in consiglio regionale per ristrutturare il Franchi … Eugenio Giani contro l’urbanistica concertata che Commisso vorrebbe tanto poter applicare al territorio della Piana per poter costruire un nuovo stadio a Campi Bisenzio …”
    ECCO CHI OSTACOLA ROCCO E LA FIORENTINA PER LO STADIO!

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  4. jackfi1 - 3 settimane fa

    O

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  5. apan - 3 settimane fa

    Se Nervi fosse qui ci direbbe di guardare al futuro, come ha fatto 90 anni fa quando si è ingegnato per il Franchi, quindi uno stadio nuovo con tutte le infrastrutture necessarie NON potrà mai essere a Campo di Marte!

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  6. Superviola - 3 settimane fa

    La Nazione questa volta ha colto il segno.
    L’ideologia imperante in una certa cultura che si autodefinisce illuminata, e tanti pecoroni gli vanno dietro, è basata solo ed esclusivamente sul concetto di conservazione integrale.
    Conservazione integrale del paesaggio, dei monumenti, della costituzione, non percependo che la società cambia di continuo perche’ gli esseri umani si evolvono e mutano inevitabilmente e inesorabilmente.
    Non si può pensare di fermare come per incanto le lancette dell’orologio del mondo, nel senso…siamo arrivati fin qui ora basta, stop…
    E’ una pia illusione ed è anche sbagliato concettualmente.
    Giustissimo il rispetto dell’ambiente, giustissimo il rispetto della nostra memoria culturale e architettonica, ma senza isterismi collettivi, cercando sempre equilibrio e una dando all’ impulso del nuovo almeno lo stesso peso ed importanza della conservazione del vecchio. Non possiamo non accettare il futuro come molti fanno, mettere la testa sotto la sabbia, perché il resto del mondo non lo fa e porterebbe ad un declino gravissimo, e forse gia’ lo stiamo vedendo nel nostro paese.
    Ci sono persone che si incatenano agli alberi se bisogna tagliarne 4 o 5 per far passare una linea tranviaria, che tra l’altro porterà benefici all’ambiente riducendo il numeri di auto e quindi di emissioni inquinanti.Ma loro si incatenano ugualmente…ma cosa vuoi dire a questa gente, che pensa anche di aver ragione?
    Restando dl Franchi è stata combattuta una guerra ideologica assurda dando ad intendere che o si conservava tutto integralmente o sarebbe stato uno scempio planetario…
    Mentre invece non è assolutamente cosi, bastava mantenere i tratti piu caratteristici della struttura e al tempo stesso consentire un rifacimento moderno, tale da mantenerlo vivo per i prossimi ulteriori 90 anni..
    La politica nel caso del Franchi è mancata totalmente al suo ruolo di equilibrio e di visione, piegandosi in maniera passiva ai diktat conservatori dei professori di architettura, che ovviamente vedono il mondo solo dal loro punto di vista.
    Grave errore.

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