Borja Valero/1: “Iachini somiglia a Conte. Imparerà a pronunciare il mio nome”

L’intervista allo spagnolo, che evita di tornare sul primo addio ma pensa al presente con Iachini e Commisso”

di Redazione VN

Borja Valero torna a parlare, e lo fa in una lunga intervista al Corriere Fiorentino dove lo spagnolo tocca tanti temi, viola e non solo. Dal rimpianto di non aver vinto con la maglia nerazzurra, alla voglia di non tornare sull’addio burrascoso di tre anni fa dalla Fiorentina. Ma “quando ho saputo che non avrei firmato il rinnovo di contratto sono arrivate anche offerte pluriennali, ma il mio legame con questa città e con questo club è speciale. Davanti alla Fiorentina non ho avuto dubbi”. A Firenze, Borja Valero ha ritrovato Pradè e la stessa passione dei tifosi, mentre la vera novità è stata quella di essere accolto da Rocco Commisso: “Mi ha colpito molto – ha detto – la grande passione e l’entusiasmo che dimostra ogni volta che viene al campo”. Anche la dedizione e la preparazione di Iachini lo ha colpito particolarmente. Così come Antonio Conte, anche il tecnico viola cura ogni dettaglio e da ex, sa cosa significa rappresentare Firenze. L’unica pecca? La pronuncia (“Borgia”)… sebbene non sia l’unico che sbaglia il suo nome. “Pian piano imparerà”.

**LEGGI LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA**
Borja Valero/2: “Fiorentina quanti leader! Non voglio smettere. E Chiesa professionale fino all’ultimo minuto”

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  1. Staffa - 1 settimana fa

    poerannoi…iachini come conte…forse si riferiva al politico…

    gioca…gioca…gioca…

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    1. Sblinda - 1 settimana fa

      Dai a Conte una squadra media e farà come Iachini. Anche lui snatura i giocatori per giocare con il suo modulo.
      Perisic campione d’Europa fa il terzino o la riserva, Eriksen la mezzala, Conte piange ogni anno perché vuole i giocatori migliori altrimenti fa polemica in conferenza, Iachini tace e lavora, non farei mai a cambio. I top allenatori sono altri, qui si parla di un miracolato e di un onesto coach vecchio stampo.
      A noi servirebbe qualcosa di nuovo, come fu per Paulo Sousa e il primo Montella. Entrambi con questa proprietà avrebbero regalato grandissime soddisfazioni.

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