l'editoriale

“Siamo forti così”, la convinzione del club che spiega il mercato

Magrini
È passata la tempesta, Italiano e la sua truppa l'hanno attraversata su di una scialuppa, sostanzialmente abbandonati al loro destino
Matteo Magrini

A pensare male – diceva qualcuno – si fa peccato ma molto spesso ci s'indovina”. Cosa c'entra la frase più famosa di Andreotti adesso? Domanda lecita, che esige risposta chiara ed immediata. Il riferimento, visto che siamo ormai arrivati agli ultimissimi giorni di mercato, è a quanto (non) fatto dalla Fiorentina e ad un'emergenza che, pian piano, sta fortunatamente rientrando. Come dire: avevamo bisogno il prima possibile di (almeno) un attaccante esterno per far fronte agli infortuni di Nico Gonzalez e Sottil e all'assenza di Kouame, impegnato in Coppa d'Africa ma adesso, due di loro, sono sostanzialmente tornati a disposizione. Certo, Nico e Sottil non sono al meglio, ma se non altro sono in grado di giocare.

È passata la tempesta insomma

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E Vincenzo Italiano e la sua truppa l'hanno attraversata su di una scialuppa, sostanzialmente abbandonati al loro destino. “Non ci faremo prendere per il collo da nessuno”, ha detto anche di recente Joe Barone. Concetto giusto, sia chiaro. Il problema è che esiste un solo modo per evitare quel rischio: muoversi in anticipo, scegliere con calma i propri obiettivi, lavorarci sottotraccia. In una parola: programmare. Magari, prima che tutto il mondo sappia che tu abbia disperatamente bisogno di quel determinato tipo di giocatore. Oggi, che piaccia o no, non può che succedere esattamente quello che il dg dice di voler evitare. Del resto, come vi comportereste voi se qualcuno vi venisse a chiedere qualcosa e voi sapeste che non ne può assolutamente fare a meno? O si pensa che ci siano società (e quindi in questo caso venditori) disposti a fare beneficenza?


Non resta che aspettare

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Ma così è, adesso, e ormai non resta che aspettare quello che accadrà la prossima settimana sperando che già domenica con l'Inter Nico e Sottil possano dare un bel contributo. Torniamo però al punto di partenza, e a quella frase di Andreotti. Il retro pensiero (maligno e sicuramente ingiustificato) è che la società abbia scelto, di proposito di comportarsi così. Della serie: muoviamoci senza troppa fretta, e vediamo quando rientreranno gli assenti. Siamo troppo cattivi? Sicuramente. Di sicuro però, e sono i fatti a dirlo, la dirigenza non si è mossa programmando ma ha affrontato questo mercato vivendo alla giornata. Un tentativo di qua, un altro di là. Strategia legittima, sia chiaro, ma quantomeno discutibile.

Resta da capire il perché, di questo atteggiamento

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Una risposta l'abbiamo, ed affonda le radici in quella che resta la vera motivazione di questo mercato in tono (fino a prova contraria) minore. Ricordate cosa disse Barone a margine della gara di Supercoppa col Napoli? “Se la Fiorentina è quarta – le sue parole – un motivo ci sarà”. Ci eravamo già espressi su Violanews su questo, spiegando quello che pensavamo: allenatore, rendimento al di sopra delle proprie potenzialità, pochissimi infortuni, problemi della concorrenza. Teoria questa esattamente opposta a quella della società. Secondo alcuni dirigenti infatti, i viola hanno una rosa assolutamente competitiva per giocarsi un posto in Champions. Addirittura, ci sarebbe qualcuno convinto che “solo Inter e Juventus sono più forti di noi”. Ecco. Se questo è il pensiero dominante all'interno del club, non c'è bisogno di interrogarsi troppo su queste settimane di mercato. Semplicemente, secondo chi decide, i viola sono a posto (o quasi) così.

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