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Cecchi a VN: “Violitudine: storie Viola ogni mercoledì su Radio Bruno”

Cecchi

Che cos'è la "Violitudine"? Ce lo spiegherà Stefano Cecchi ogni mercoledì dalle frequenze di Radio Bruno. Lo abbiamo intervistato in esclusiva per sapere, nei dettagli, di cosa tratterà questa nuova rubrica e per avere qualche anticipazione

Filippo Caroli

La passione che investe i cittadini di Firenze per la Fiorentina non ha, probabilmente, eguali in Italia e nel mondo. La storia della squadra gigliata è costellata sì da grandi campioni, ma anche da personaggi meno inflazionati e che, nel loro piccolo, hanno infiammato i cuori dei propri tifosi. E chi meglio di Stefano Cecchi poteva raccontarceli? In collaborazione con Il Pentasport, Violanews è lieta di presentare Violitudine. Una rubrica che andrà in onda ogni mercoledì alle 19, a partire da dopodomani, ne Il Pentasport di Radio Bruno e che potrete ritrovare, come podcast, sulle nostre pagine il giovedì. Pillole di storia e di passione raccontate dalla voce inconfondibile di Stefano Cecchi. E proprio con Cecchi abbiamo parlato in esclusiva per saperne di più su questa bella iniziativa. Ecco le sue parole a Violanews.com:

Stefano, inizierei spiegando che cos'è la Violitudine e che cosa ci racconterà in questa nuova rubrica

"La Violitudine è quel sentimento misto fra orgoglio, malinconia, meraviglia e solitudine che raccoglie il tifare Fiorentina. È un amore malinconico per una squadra meravigliosa e sfortunata. Che non vince spesso, ma che ci lega per sempre col cuore. Questo viaggio che faremo insieme al Pentasport e a Violanews è il tentativo di raccontare molte delle pagine più romantiche di questo romanzo popolare che è la storia della Fiorentina. Un romanzo scritto a più mani ma che nasconde pagine meravigliose."

Un viaggio nei meandri della storia della Fiorentina quindi...

"Saranno racconti di circa 12 minuti nei quali proverò a raccontare diverse vicende, alcune famose. Vi racconteremo l'orgoglio dei 3 gol di Pepito Rossi alla Juventus, o Pesaola lo scaramantico che vinse lo scudetto. Ma racconteremo anche e soprattutto storie minori che, magari, sono meno conosciute. Quella, per esempio del centravanti Playboy, Ramon Lojacono che fece innamorare Claudia Mori e Anna Magnani e riempì di gol la Fiorentina. Oppure la storia di Dino Pagliari, un trasgressore ante litteram che girava con i capelli lunghi come un nazareno laico. E che comunque, nonostante non fosse un campione, portò la Fiesole a cantare 'Gloria a te, Dino Pagliari'. Insomma, storie che hanno scaldato il cuore a più generazioni e che, spero, porteranno piacere ad essere riascoltate"

Può dirci chi sarà il primo protagonista di questi racconti?

"Consentitemi di tenere un po' il segreto. Posso dire che è un calciatore che ha diviso Firenze. Non è una città difficile da dividere dai tempi dei guelfi e dei ghibellini. È un calciatore che ha spaccato la città dividendola fra chi lo ha ritenuto un grande traditore e chi, come me, lo ha ritenuto uno dei più forti che abbiano mai vestito il Viola."

Sto pensando a Baggio..

"Non è lui. Per me è stato, se non il più bravo, uno dei migliori tre passati da Firenze. Mi ribello all'idea che possa essere divisivo, anche se molti videro il suo addio come un tradimento. Continuo a vederlo come un grande generatore di sogni. Io ho come rimosso il suo passaggio alla Juve, mi è rimasto solo il buono del Divin Codino."

Può darci qualche indizio in più? 

"Un calciatore che, secondo me, è uno dei cinque più forti nella storia della Fiorentina. Però, per il gesto che fece, una larga fetta di città si sentì giustamente tradita. Continuo a credere, però, che fosse innocente anche in quel suo gesto. Sono certo che tanti lettori della mia età hanno già capito di chi si tratta..."

Ne siamo certi, quali altre storie verranno raccontate?

"Raccontare Antognoni, Baggio o Batistuta incendia il cuore. Secondo me, tifare Fiorentina significa però cullare la passione anche per calciatori minori. Giocatori magari dotati di minor talento ma che, in quel momento, hanno saputo infiammare il cuore come altri non sono riusciti a fare: Uno che non ci sarà, ma che racconta questo è Fantini. Quando segnò di testa col Perugia e riportò la Fiorentina in Serie A, noi Viola provammo una gioia che, magari, molti Juventini che hanno vinto tanti scudetti non hanno mai provato. Quel gesto scatenò un incendio di passione. Queste sono le piccole storie che rendono grande la Fiorentina e il tifare Fiorentina."

Una squadra che, in quanto a emozioni, ha vissuto delle vere e proprie montagne russe, non trova?

"Perché tifare Viola è straordinario? Perché abbiamo vissuto la meraviglia della Coppa dei Campioni, pensiamo a Liverpool e, contemporaneamente, abbiamo vivo il ricordo dei campi della Serie C2. La passione, anche lì, era la stessa. Perché siamo tifosi e non saremo mai clienti. Che si sia in C2 o a Anfield Road proviamo lo stesso orgoglio nel tifare, questa è una cosa magica. In un mondo che sta perdendo, sempre di più, la passione, raccontare le gesta di alcuni protagonisti più luminosi di questa storia spero possa scaldare il cuore di chi ascolta. Ci danno dei provinciali per questo attaccamento alle piccole cose. Non capiscono che noi facciamo parte dell'Internazionale dei Romantici, siamo gli ultimi sognatori e, per questo, abbiamo cittadinanza ovunque."

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