Serie A a “numero chiuso”: sono addirittura 15 le intoccabili dell’ultimo quinquennio

Serie A a “numero chiuso”: sono addirittura 15 le intoccabili dell’ultimo quinquennio

In Serie A si sta creando uno “zoccolo duro” di squadre che stanno partecipando in maniera consecutiva come mai era successo in passato

di Roberto Vinciguerra, @RobWinwar
Dalbert

Nonostante la presenza della matricola Spezia, il prossimo campionato di Serie A sarà quello più ad “alta fedeltà” della storia considerando le stagioni consecutive. Mai in passato, infatti, avevano militato in Serie A le stesse 15 squadre per 5 anni consecutivi!
Stiamo parlando dello “zoccolo duro” rappresentato da AtalantaBolognaCagliariFiorentinaGenoaInterJuventusLazioMilanNapoliRomaSampdoriaSassuoloTorino e Udinese.
Come se non bastasse dobbiamo evidenziare la presenza, poi, di tre squadre (CrotoneHellas Verona e Parma) che possono vantare 3 stagioni nella massima serie negli ultimi 5 anni, seguite dal Benevento con 2.
In pratica, delle ultime 100 “caselle” riempite dalle squadre partecipanti degli ultimi 5 campionati di Serie A (compreso il prossimo), ben 87, ossia l’87%, appartengono alle 20 compagini che prenderanno parte al prossimo torneo.
Un altro dato sicuramente da evidenziare è questo: negli ultimi 5 campionati di Serie A sono “solo” 21 le squadre che hanno preso parte ad almeno 2 tornei.
Una Serie A così a “numero chiuso” per 5 anni consecutivi non si era mai vista.
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  1. Ghibellino viola - 2 settimane fa

    A numero chiuso chi vince lo scudetto, chi va nelle coppe, chi retrocede. Questo calcio fa sempre più schifo

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  2. MAXgobbomai - 3 settimane fa

    Di certo non è un buon segno.
    Quasi ogni anno delle 3 neopromosse 2, se non tutte, tornano da dove sono venute, questo perché le squadre che vengono dalla serie B non sono all’altezza del massimo campionato.
    Questo, secondo me, è dovuto anche alla nuova usanza delle neopromosse in A che spesso non mantengono il gruppo della promozione aggiungendo dei rinforzi, ma vendono i pezzi pregiati e i giovani promettenti (che a volte aveva solo in prestito) ai top club di serie A o esteri, per riempire casse, spesso vuote, di società piene di debiti, e si riempiono di scarti di squadre di A, di giocatori quasi pensionati, o meteore che non si sono mai realizzate, per non parlare dei cambi in panchina (attingendo dal putrido bacino degli “allenatori da salvezza”).
    Conseguentemente le squadre di A che non hanno i capitali per ambire al titolo o alla qualificazione in europa vivacchiano tra la decima e la diciassettesima posizione pareggiando il bilancio vendendo a caro prezzo i pochi talenti che passano per le loro rose, vedi Chievo (grazie al cielo retrocesso) Udinese Bologna e Genoa.

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