Sottil: “L’occasione con la Lazio? Da fuori è facile, Radu è stato bravo”

Riccardo Sottil si racconta nell’intervista rilasciata a Lady Radio

di Redazione VN

E’ l’ennesimo figlio d’arte della Fiorentina. Stiamo parlando di Riccardo Sottil, al debutto in Serie A contro la Sampdoria. Il classe 1999 è stato intervistato da Lady Radio. Vi proponiamo la prima parte dell’intervista:

L’Under 20? Rappresentare il mio Paese è sempre un orgoglio, abbiamo disputato due partite contro due squadre ottime come Portogallo e Inghilterra. Queste partite sono state utili per preparare il prossimo mondiale. In Italia i giovani ci sono, in tutti i ruoli. Penso che la mentalità italiana stia cambiando, gli allenatori stanno lanciando i giovani.

Ho giocato due spezzoni di gara. Sono entrato in due partite difficili, sono contento dell’occasione che mister e società mi hanno dato, cerco di dare sempre il massimo. Con l’impegno spero che questi spezzoni diventino più minuti.

A Genova ero in panchina, ero convinto di non entrare. A un quarto d’ora dalla fine il mister mi chiama, ma non sento perché stavo guardando la partita. Poi sono stato richiamato anche da Murelli.

Il mister mi apprezza tanto anche quando parliamo. Sono sempre stato bravo nell’uno contro uno, il mister si sta impegnando con me nella fase difensiva, in questo aspetto devo migliorare.

L’occasione contro la Lazio? Da fuori è più facile, Radu è stato bravo a fermarmi. Lafont? E’ molto forte, ma qualche volta riesco a buttarla dentro.

Il ritiro? Ho fatto un buon ritiro, è stato importante per me perché dovevo fare una scelta sul mio futuro, ho sempre voluto restare alla Fiorentina. Sono nel posto giusto, al momento giusto. Ambientarmi è stato facile, ci sono ragazzi giovani, non ci sono senatori come in passato. Un giovane come me deve ascoltare i più esperti e pedalare.

Mio padre? Mi dà consigli, non mi soffoca. Mi dice di ascoltare i consigli dell’allenatore, ma, ripeto, non mi stressa.

La Juve mi prese quando avevo 7-8 anni. Dopo due anni mio padre decise di farmi cambiare sponda e così andai al Torino. Dopo quattro anni al Torino, decisi di andare alla Fiorentina, era forte il richiamo di Firenze. In molti articoli leggo che ho giocato nel Genoa, ma non è così.

Federico Guidi? Una grande persona e un grande allenatore. Il mio primo allenatore è stato Cioffi, feci sei mesi con lui negli allievi. Guidi mi chiamò in Primavera, per me fu un inizio difficile. Nei colloqui mi diceva che credeva in me, ma che ero un diamante grezzo. Col lavoro e con sedute personali, mi è scattò una molla e feci sei mesi alla grande con lui, purtroppo, però, perdemmo la finale contro l’Inter. Fa male perdere le finali col settore giovanile della Fiorentina, ne ho perse tre, ma questo fa parte del calcio. Mi sono servite da insegnamento.

Seguire il percorso di Bernardeschi e Chiesa? Sì, è un mio obiettivo. Speriamo di intraprendere il loro percorso. Il rapporto con Chiesa? Federico è un ragazzo umile, è una brava persona, mi dà consigli, mi trovo molto bene con lui, ho un bel rapporto

Il mio idolo? E’ sempre stato Cristiano Ronaldo, lo studiavo da quando avevo cinque-sei anni. Giocarci contro sarebbe un sogno.

Obiettivi della squadra? Dobbiamo affrontare ogni partita. Il mister ci ha parlato degli obiettivi, cercheremo di raggiungerli.

Che ragazzo sono fuori dal campo? Sono un ragazzo normale, mi piace uscire con gli amici, giocare alla Play Station, stare con la famiglia, anche se adesso è a Catania.

Giocare dopo la sosta non è mai facile. La partita col Cagliari non sarà facile perché ha buoni giocatori, ma proveremo a portare a casa i tre punti.

Chi mi ha colpito dello spogliatoio? German (Pezzella, ndr), Simeone che ogni giorno dà il massimo, ha la garra e Federico (Chiesa, ndr), ma sono tutti dei grandi ragazzi, posso apprendere da tutti, è un grande gruppo.

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