Più di due mesi d’astinenza: il tabù Franchi dovrà pur spezzarsi

E’ vero che differenziare tra casa e trasferta ai tempi del lockdwon non ha quasi senso, ma più di due mesi senza successi al Franchi sono troppi. Tre punti col Cagliari sarebbero oro colato. Non vincere (o peggio perdere) sarebbe sportivamente drammatico: domenica prossima c’è il Napoli

di Stefano Niccoli, @stefanoniccoli3
Pezzella-Milenkovic-Castrovilli-Vlahovic-Amrabat

C’era una volta il fortino Franchi. Esatto, c’era una volta. Once upon a time. Purtroppo dobbiamo parlare al passato. La prima riflessione riguarda il calcio in generale ai tempi della pandemia. Con gli stadi chiusi al pubblico non ha quasi senso differenziare tra casa e trasferta. 

E poi c’è la Fiorentina che non vince all’Artemio Franchi dal 25 ottobre, 3-2 all’Udinese. Segnarono Milenkovic e Castrovilli, autore di una doppietta. Fu l’ultimo suo lampo prima del letargo. E’ vero, come scritto sopra, che al giorno d’oggi non conta distinguere tra mura amiche e non, ma non vincere a Firenze da più di due mesi è troppo. Da quella domenica pomeriggio, l’ultima con mille tifosi allo stadio, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. A partire dall’esonero di Beppe Iachini. E’ tornato Prandelli, ma la squadra non è stata costruita, ovviamente, secondo le sue idee tattiche. Non a caso Cesare si è rintanato nel 3-5-2 del suo predecessore. Ha capito che la rosa è stata sopravvalutata. Il bel gioco, adesso, non è e non può essere la priorità. Serve arrivare il prima possibile ad almeno quaranta punti.

La classifica piange, il terzo’ultimo posto è distante solo tre lunghezze e nel frattempo il Genoa ha battuto il Bologna (e per fortuna che il Milan ha fermato il Torino). Basta un piede messo male per cadere dalla rupe. Per centrare l’obiettivo occorre tornare a vincere in casa, oggi contro il Cagliari e il 23 gennaio contro il Crotone (CALENDARIO). L’imperativo è spezzare il tabù Franchi. Prima o poi (speriamo più prima che poi) dovrà pur accadere. Nel calcio esiste la legge non scritta dei grandi numeri, in positivo e, come nel caso della Fiorentina, in negativo. Ecco, speriamo che contro la formazione rossoblù la banda di Prandelli riesca a interrompere il digiuno. 

Non vincere o, peggio ancora perdere (gli scongiuri sono d’obbligo) sarebbe sportivamente drammatico. Non fosse altro perché tra una settimana la Fiorentina sarà ospite del Napoli. Gli azzurri vanno a corrente alternata, ma hanno fior fiori di giocatori e contro i viola dovrebbero rientrare Koulibaly e Mertens, colonne della rosa di Gennaro Gattuso. Ma al match dello stadio “Maradona” ci penseremo da giovedì (mercoledì c’è la Coppa Italia contro l’Inter). Focus sul Cagliari, altra delusione di questa prima metà di campionato, ma formazione pur sempre dotata di calciatori di qualità come Joao Pedro, Simeone, Pavoletti e Nainggolan. Sarà una partita sporca. I tre punti sarebbero oro colato. E poi quanto deve durare l’incubo Franchi?

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  1. Para73 - 1 settimana fa

    Anche Italiano ha detto che saponara e fuori condizione!! Abbiamo scelto tre allenatori che fanno correre le squadre come 20 anni fa! Siamo fisicamente e come intensità inferiori a tutti. Questo è il problema. Ambrabat non allenato è questo! Pulgar e duncun senza intensità arrivano sempre secondi! Lirola fa dell’esplosività la sua forza.NON SONO ALLENATI!!!LAVORANO MENO!!!

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  2. Lore1697 - 1 settimana fa

    Se continuiamo così per arrivare a 40 punti nel girone di ritorno ci vuole una media da piazzamento Champions/Europa League…

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