Mi manda Wenger

Montella ha indicato Bennacer come pedina preferita per coprire la falla in regia

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti
Bennacer

Vuol ripartire dal cervello, Vincenzo Montella. Probabilmente è la lacuna che ha più accusato negli scorsi mesi, quell’assenza di un vero regista davanti alla difesa. Lui, che a Firenze si era aggrappato agli ultimi battiti di Pizarro, senza più una mente. La Fiorentina aveva voluto così in estate: nessun rimpiazzo per Badelj, ci pensa Veretout. Rispetto a dodici mesi fa, il mondo si è capovolto, strapazzato da un netto cambio di orizzonti. L’Aeroplanino, dopo un ritorno horror, potrà plasmare la propria squadra, ripartendo dalle ceneri di quella «inquinata» degli ultimi mesi. Nella prima riunione romana tra Barone, Pradè e il tecnico, la prima richiesta è stata una caratteristica, che corrisponde a un profilo: Ismaël Bennacer.

«Wenger mi ha detto che ancora non ero pronto all’Arsenal e che l’esperienza a Empoli mi avrebbe sicuramente fatto crescere», parlava così due anni fa il centrocampista franco-algerino, approdato dall’Inghilterra all’Empoli. «Mi ha parlato benissimo del progetto e mi ha consigliato di sposarlo, per crescere a livello personale». Andrea Butti, direttore generale azzurro, raccontava della soddisfazione di essere andati a trattare con una società tanto prestigiosa. L’Empoli era appena retrocesso in Serie B e si apprestava a far crescere Bennacer, miglior giocatore della formazione toscana in questa stagione per passaggi riusciti nei 90 minuti. Un calciatore pulito, ordinato, dal baricentro basso, ottimo in fase di protezione del pallone. A gennaio, nessuna grande squadra ha affondato il colpo, e ora in estate il suo nome è tornato a calcare i taccuini dei ds.

Con l’86.1% di passaggi corretti in stagione – con picco al 92.3% contro il Napoli – è stato il metronomo di una formazione corretta troppo tardivamente. Regista ma anche dedito alla fase di copertura: una media di 5 palloni recuperati a partita. Amante delle percussioni, Bennacer alza la pressione e con la palla tra i piedi agisce spesso nella trequarti avversaria. Montella vuole un calciatore come lui, il prototipo del play nei tre di centrocampo. Bennacer non fa rumore, ma è apprezzato da tutti. Da Giuntoli e da Ausilio in particolare. Dopo un anno di B e uno di A, è il momento del salto. E in casa viola, l’indice di gradimento è alto.

Corsi conferma: “Fiorentina su Bennacer. Traorè? Dette falsità, meglio se non parlo…”. Su Pradè e Commisso…

 

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