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Si legge M-ilic-IC, si traduce bocciatura

I due slavi non hanno brillato oggi a Genova, ma la loro storia è ben diversa

Saverio Pestuggia

Per una Fiorentina che nel secondo tempo sfodera una delle più belle prestazioni di questo campionato ci sono due giocatori che subiscono una drastica bocciatura: Hrvoje Milic e Josip Ilicic. La loro storia calcistica in viola è però decisamente diversa. Mentre il primo è arrivato con l'etichetta di giocatore funzionale, ma per la panchina aggiungiamo noi, il secondo era reduce da un campionato positivo che lo aveva reso appetibile a diversi club, soprattutto della Premier League.

Se la provenienza è diversa, purtroppo il loro campionato è sovrapponibile: insufficiente. Con un distinguo. Se da Milic non era previsto dai più un apporto fondamentale alla causa viola, da Josip tutti si attendevano la replica dello scorsa annata,  cosa che invece non è avvenuta. Ovviamente Milic potrebbe fare qualcosa di più oltre le decine di retropassaggi di cui sono costellate la sua presenze in campo e Ilicic dovrebbe accendere la scintilla della sua classe che quest'anno è risultata spesso offuscata, soprattutto dopo esplosione di Federico Chiesa.

E il futuro? Ilicic potrebbe avere sempre un po' di mercato anche se il suo valore non potrà superare i 7-8 milioni, per Milic è possibile, anzi probabile il viaggio di ritorno verso il campionato serbo da dove Corvino lo ha pescato forse solo per potersi accaparrare il giovane Maganjic (classe 99) considerato dal DG viola un prospetto molto interessante che però in questa prima stagione con la Primavera non ha fatto vedere le sue qualità restando sempre in panchina.

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