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Berni a VN: “Sono un fan di Italiano. Europa, niente è scontato. Terracciano e Biraghi…”

COMO, ITALY - OCTOBER 05:  Tommaso Berni of FC Internazionale looks on during a training session at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti at Appiano Gentile on October 05, 2018 in Como, Italy.  (Photo by Claudio Villa - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Inter-Fiorentina presentata, in esclusiva per Violanews, dal doppio ex: "Sarà una partita aperta"

Federico Targetti

Inter-Fiorentina non è una partita come le altre per Tommaso Berni. Nato a Firenze, cresciuto nel settore giovanile di entrambe le società, dopo un lungo girovagare ha chiuso la carriera proprio in nerazzurro. In vista della gara di San Siro lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Fiorentino di nascita e... di fede calcistica?

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"Nasco tifoso della Fiorentina, ho vissuto una minima parte degli anni di Baggio e poi il periodo di Batistuta, poi logicamente simpatizzo anche per Lazio e Inter, le società dove sono stato di più da giocatore".

Cosa ricordi del tuo anno nelle giovanili della Fiorentina?

"Conservo un bellissimo ricordo del lavoro svolto con Andrea Pazzagli, fu di grande aiuto per la mia crescita e mi regalò anche un allenamento con la prima squadra. A Firenze ero in squadra con Niccolò Galli, con il quale avevo legato molto, Crocetti, Guzzo, Buzzegoli e Ceccarelli".

Durante la tua carriera potevi tornare alla Fiorentina?

"Realmente c'è stata questa possibilità, lo avrei fatto più che volentieri. Non tanto per fare il profeta in patria, ma mi avrebbe fatto piacere vestire la maglia della squadra che andavo a vedere allo stadio".

Cosa pensi della Fiorentina di Italiano?

"La Fiorentina attuale la vedo molto bene. Sono un grande fan di Italiano fin da Spezia, sta facendo un grandissimo lavoro, valorizzando i giocatori e mostrando un gran calcio. Non è facile competere contro le corazzate, ma credo che i viola abbiano iniziato un bellissimo progetto, spero a lungo termine. Europa? Sicuramente è uno degli obiettivi, la qualità e la possibilità c'è, ora sono tutte finali e niente è scontato".

Com'è cambiato il ruolo del terzo portiere in questi anni?

"Personalmente mi sono sempre allenato con la convinzione di dover giocare, in questo modo dai l'esempio ai più giovani e leghi lo spogliatoio. Chi ha la forza e la possibilità di tenere un portiere di esperienza come vice è importante, più volte mi sono trovato a dare un consiglio e a dare una mano".

Terracciano era partito come vice di Dragowski, ma ora è lui il titolare...

"Bisogna solo fargli i complimenti. È sempre stato un portiere di grande affidabilità e sicurezza, poi ha fatto grandi prestazioni. Si è fatto trovare pronto meritando di essere titolare".

A Milano hai condiviso lo spogliatoio nerazzurro con Biraghi.

"Cristiano è un grandissimo professionista e ragazzo, con grande volta, sono veramente contento per lui e non mi stupisce che sia capitano. Ci sentiamo spesso, sta facendo molto bene".

L'Inter non se la passa bene: è crisi?

"Non parlerei di crisi. Ci sono giocatori che da due-tre anni non si fermano tra campionato, coppe e nazionali. All'inizio del 2022 è l'unica squadra che ha avuto tutti gli scontri diretti concentrati, quindi è normale avere un po' di stanchezza. Le prestazioni ci sono sempre state, a Liverpool ha fatto una partita stratosferica".

Pronostico per la partita di sabato?

"Partita apertissima, Inter e Fiorentina giocano a calcio e non mettono il pullman davanti alla porta. Sarà una partita ricca di emozioni".