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Flachi e la squalifica: “Ho scontato abbastanza. Sono stato un cretino, ma non ho ammazzato nessuno”

L'ex viola Francesco Flachi non può entrare negli stadi fino al 2022 per la vecchia squalifica per cocaina

Redazione VN

Francesco Flachi, intervistato da Fuorigioco (inserto settimanale della Gazzetta dello Sport), torna a parlare della sua squalifica che è ancora in essere e che gli impedisce di entrare negli stadi e di allenare persino tra i dilettanti: "Nemmeno avessi ammazzato qualcuno – commenta l’ex Fiorentina e Samp –, d’accordo: ho sbagliato due volte. E mi sono rovinato la carriera: già questa è una bella pena da scontare, non trova? Le faccio una domanda: dopo tutto questo tempo ha ancora senso lo stop? Mi fa male non poter portare allo stadio mio figlio, sapere che il mio nome è dentro una lista nera. E mi fa ancora più male non poter andare in panchina: vorrei allenare in modo normale, prendere il patentino, fare la gavetta, vedere se sono capace. Altrimenti resto a preparare i panini… Sono stato un cattivo esempio, ma è il passato. Perché è accaduto? Avevo disconnesso il cervello. Un cretino, suvvia. Ma ora dico: non mi sono venduto le partite e non ho fatto uso di doping per migliorare le prestazioni. Forse, dico forse, 9 anni di stop possono bastare. La seconda opportunità si concede ai peggiori criminali. La lezione è servita, datemi la possibilità di dimostrarlo con i fatti". Flachi parla anche di Fiorentina e dei suoi tempi: "In squadra c’era gente come Rui Costa, Batistuta, Baiano. Avevo meno di 20 anni, trovare spazio quasi un miraggio. Adesso la società ha scelto di puntare sui giovani: fa benissimo. Chiesa è uno dei pochi talenti italiani, così come Bernardeschi venduto alla Juve. E Pioli è l’allenatore giusto per portare avanti questo progetto".

 

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