Ex viola, Torricelli: “Ripartire da Rossi e Gomez. Fiducia in Paulo Sousa”

Ex viola, Torricelli: “Ripartire da Rossi e Gomez. Fiducia in Paulo Sousa”

Moreno Torricelli è, ancora oggi, uno di quei personaggi che hanno scritto una delle favole più belle del calcio italiano. Una di quelle storie da raccontare perché, malinconicament, unicum del …

di Redazione VN

Moreno Torricelli è, ancora oggi, uno di quei personaggi che hanno scritto una delle favole più belle del calcio italiano. Una di quelle storie da raccontare perché, malinconicament, unicum del panorama del pallone tricolore: falegname in una fabbrica di mobili, e calciatore in serie D con la Caratese, accarezza il sogno della serie A, della Juventus di Trapattoni. “Un salto difficile, è vero, ma io spero che ci sia spazio per altri ragazzi, per altri sogni” confessa a calciomercato.com Torricelli, che non ha abbandonato il mondo del calcio: ”Il calcio ha ancora un ruolo nella mia vita. Attualmente sto guidando dei ragazzi, in un settore giovanile di una squadra dilettantistica della Val d’Aosta (il Pont-Donnas, ndr). A guidarmi sono ancora la passione ed il divertimento, e spero di poter acciuffare l’occasione giusta per ripartire come allenatore”.

 

Protagonista di quattro stagioni a Firenze, dal 1998 al 2002, Torricelli riuscì, nel 2000-2001, ad alzare al cielo un trofeo con la società gigliata: la Coppa Italia, con Roberto Mancini allenatore. Ad anni di distanza, i destini si intrecciano e si confondono, e adesso Mancini guida l’Inter, avversaria e ‘nemica’ a suon di comunicati e tweet della Fiorentina, in merito al futuro di Salah. “Dispiace vedere un giocatore che ha fatto così bene, e che così tanto è stato amato dai tifosi della Fiorentina, comunicare con una società con i tweet, le dichiarazioni” confessa l’ex terzino classe 1970. ”Dispiace che si arrivi a questi mezzi di comunicazione per sistemare il futuro delle due parti. Io sono sempre stato abituato alla semplicità: ci si sedeva ad un tavolo e si trovava la giusta soluzione per proseguire un rapporto, o dirsi addio. Trovo decisamente triste l’uso di questi strumenti per comunicare il proprio pensiero. Salah è un giocatore importante, speravo potesse proseguire a Firenze perchè è un giovane dagli ampissimi margini di miglioramento e la piazza lo ha amato”.

 

La Fiorentina riparte da Paulo Sousa, ex compagno, per due stagioni, proprio del nativo di Erba. “Paulo è un ragazzo eccezionale, umile, molto serio e intelligente: il ruolo che occupava in campo non è frutto della casualità. Era straordinario nel dettare i tempi di gioco, toccava una miriade di pallone ed è sempre stato il cervello nelle squadre in cui ha militato. Ha sempre avuto tutti i presupposti per far bene come allenatore e la sua carriera lo sta dimostrando”.

 

Vincere un trofeo a Firenze è un evento raro, rarissimo, negli ultimi tempi soprattutto. Torricelli, però, ce l’ha fatta, ed ha contributo all’ultimo successo della Fiorentina: “La squadra negli ultimi due anni ha dovuto giocare senza i due elementi che avrebbero dovuto contribuire ai successi gigliati, Gomez e Rossi. Vincere un trofeo è sempre difficile, i momenti clou della stagione arrivano quando i giocatori hanno già speso tantissimo e, così, subentrano ulteriori circostanze, come la fortuna, un episodio positivo o un infortunio in meno. In questo senso quello che è successo alla Fiorentina avrebbe potuto condizionare le stagioni trascorse, ma il lavoro di Montella è stato eccezionale. Nonostante le due stelle quasi sempre out, il percorso è stato assolutamente positivo. L’obiettivo dev’essere quello di proseguire il lavoro e migliorare, anno dopo anno”.

 

Ripartire da Gomez e Rossi, allora, si può? “Come giocatori non si discutono, ma non si può non considera l’incognita della condizione fisica. Io andrei avanti con loro, possibilmente con alternative affidabili per sopperire ad eventuali assenze o ricadute. Mi auguro per Firenze, la Fiorentina ed i tifosi che la rosa messa a disposizione di Paulo Sousa sia adeguata per lottare per un posto Champions”.

 

Torricelli ha vissuto da vicino l’onta del fallimento della Fiorentina, con il passaggio da Vittorio Cecchi Gori ai fratelli Della Valle che, ammette il 46enne, sono stati bravi nel portare avanti un progetto “di tutto rispetto. Non è stato facile ripartire dalla C2, ma il lavoro è stato impostato guardando al futuro. Nel giro di pochissimi anni la Fiorentina è tornata in serie A, con Prandelli ha fatto molto bene, riaffacciandosi in Champions e sfiorando l’Europa League. La Viola di Montella è stata ottima, ha sempre lottato per traguardi importanti. Tutto considerato, il bilancio è buono, in un’epoca di ristrettezze economiche per il paese e di grande attenzione per i conti della società. Spero che Paulo Sousa riesca a portare avanti il lavoro di Montella”.

 

Sono passati 13 anni dall’addio – forzato – di Torricelli alla Viola, ma il legame non si è spezzato: “Il rapporto con la città è ancora forte. Ho lasciato una parte di cuore in ogni squadra dove sia stato, ho vissuto 4 anni stupendi, ho 2 figli che sono nati proprio a Firenze. Non posso che parlar bene dei tifosi, straordinari nell’accettarmi e apprezzarmi nonostante il mio passato, e di una città assolutamente stupenda. Auguro il meglio a Firenze”.

 

 

Francesco Benvenuti – Calciomercato.com

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