Tifoso morto a Cagliari: il coro della vergogna nella sfida di Astori

Tifoso morto a Cagliari: il coro della vergogna nella sfida di Astori

Dal ricordo di Astori ai cori vergognosi nei confronti del povero tifoso morto a Cagliari: l’analisi del giornalista Andrea Schianchi

di Redazione VN

In un editoriale sulla Gazzetta dello Sport, il giornalista Andrea Schianchi parla dei fatti accaduti nel finale di Cagliari-Fiorentina, che è costata purtroppo la vita ad un tifoso sardo stroncato da un infarto alla Sardegna Arena.

Un uomo si sente male sulle gradinate dello stadio e i tifosi avversari gli urlano: “Devi morire, devi morire”. Viene da chiedersi: ma dove viviamo? In quale mondo respiriamo? Quale società abbiamo costruito? Alla Sardegna Arena di Cagliari è andato in scena questo film dell’orrore, con un gruppo di fiorentini che ha dato sfogo alle peggiori pulsioni. Il coro “devi morire” rimbomba da tanti, troppi anni nelle orecchie di chi frequenta gli stadio, quando un giocatore è a terra, perché infortunato: parole che testimoniano il livello di bassezza e di inciviltà che l’uomo può raggiungere. In questo caso però, c’è qualcosa di peggio perché il povero tifoso sardo è poi morto davvero. La sfida era cominciata con il ricordo di Davide Astori, qualche lacrima era scesa, qualche pensiero era salito in cielo e l’emozione aveva trasmesso un brivido che come una scarica di corrente si era diffusa tra gli spettatori. E’ inutile che si aumenti la qualità del gioco che le squadre facciano incetta di campioni se parte di chi deve fruirne si comporta in questo modo. Sicuramente si tratta di una minoranza, e meno male, ma sono sempre le minoranze a fare rumore mentre le maggioranze se ne stanno in silenzio e non reagiscono.

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  1. robin.b_737 - 2 mesi fa

    Per rispetto di coloro che leggono i commenti mi astengo da elencare tutti gli epiteti che rivolgerei, se potessi, a questi personaggi. Questa gente non riesce a comprendere che, quando va in trasferta, rappresenta tutti noi e che, con il proprio comportamento, infanga la nostra maglia, i nostri colori e la memoria di Davide, il quale da uomo retto e giusto, ha unito tutte le tifoserie. Questi persone non devono più entrare in uno stadio, non lo meritano, e, soprattutto, non devono più vestire i nostri colori perché non ne sono degni.

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  2. Ale 1926 - 2 mesi fa

    Gesto da condannare senza nemmeno pensarci… ma negli stadi sentiamo anche di peggio e soprattuto vediamo anche di peggio… un coro non è al solito pari di una puncicata, ma non mi sembra che il Codacons si sia mai mobilitato per questo.
    Come al solito in Italia si parla di quello che ruba una mela al supermercato e non di chi ubriaco stermina una famiglia innocente.
    Detto questo, sentite condoglianze alla famiglia.

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  3. pino.guastell_9534945 - 2 mesi fa

    Quella minoranza, come la chiama l’editorialista, andrebbe identificata e denunciata. Il Questore di Cagliari dovrebbe immediatamente firmare il Dsspo a vita e la Digos di Firenze dovrebbe identificare gli pseudo tifosi viola che hanno sui social scritto delle mostruosità contro quel povero tifoso del Cagliari morto sugli spalti. Noi maggioranza siamo stati umiliati sia dai giocatori in casacca viola sia dagli pseudo tifosi che hanno seguito la squadra in Sardegna. Cosa altro potremmo fare? Prendere a calci Pioli e giocatori per l’umiliante prestazione fornita dalla Viola contro il Cagliari e dare del coglione a quei tifosi seguono e infamano la Fiorentina?

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  4. lollonovoli - 2 mesi fa

    Continuate a dare risalto a una non notizia?!? Forse avete pochi argomenti o preferite non parlare della pochezza della nostra squadra invece di criticare chi si è sobbarcato l’ennesima trasferta con cuore e passione..fatevi un esamino di coscienza dai vostri divani..

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    1. Saverio Pestuggia - 2 mesi fa

      Guarda che di argomenti ne abbiamo diversi, basta leggere il nostro sito.

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  5. ottone - 2 mesi fa

    Proprio perché le maggioranze non sono rumorose (ed organizzate”) “non reagiscono”. E del resto, come si può reagire alla demenza?

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    1. dal greto dell'Arno - 2 mesi fa

      alla demenza si risponde nella manera più semplce che ci sia, si fanno nomi e cognomi tanto l sanno chi sono

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