Ferrara scrive: “L’assenza snob dei Della Valle e gli obiettivi infiniti di Cognigni”

Ferrara scrive: “L’assenza snob dei Della Valle e gli obiettivi infiniti di Cognigni”

Ormai è chiaro che un Della Valle si rifarà vivo solo quando ci sarà qualcosa di importante da dire. Intanto, l’idea degli obiettivi infiniti apre orizzonti nuovi, quasi metafisici

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Natale senza i Della Valle. Non è un cine panettone di De Laurentiis, ma una cena nel Salone dei Cinquecento andata in scena mercoledì, giorno in cui la Fiorentina ha deciso di anticipare il Natale di un bel po’. Fin qui niente di strano, mettere tutti insieme non è mai facile. E, detto tra noi, non ha sorpreso i più neanche l’assenza della famiglia padrona, che d’altra parte ha anche ufficializzato la propria distanza ormai da mesi. Distanza “teorica”, perché non esiste dirigente che non ci tenga a ricordare che la famiglia è sempre vicina e molto legata a Firenze e alla Fiorentina, così legata che un giorno il sindaco Nardella è dovuto partire per Casette D’Ete e parlare col numero uno per capire le reali intenzioni su Fiorentina, stadio, annessi e connessi.

Buffo, no? Com’è divertente anche questo “Ci sono anche se non ci sono” soffiato in giro e il grande tormentone sul ritorno del fratello minore allo stadio. Sì, dai, no, forse no. Chissà. È chiaro che un Della Valle si rifarà vivo solo quando ci sarà qualcosa di importante da dire, ma è più questa ansia del «tornano non tornano», che l’assenza stessa a pesare un po’. E comunque poco cambia, anche perché il numero 3 si alza e prende la parola. È lui, il presidente Mario Cognigni. L’idea degli obiettivi infiniti apre orizzonti nuovi, quasi metafisici. Come avrebbe gridato Buzz Lightyear di Toy Story, lanciandosi nel vuoto: “Verso l’infinito e oltre”.

L’articolo completo di Benedetto Ferrara in edicola con La Repubblica

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  1. kk53 - 4 giorni fa

    Se la procedura burocratica dello stadio andrà in porto portandoci verso la
    costruzione reale di quest’ultimo,solo e solo allora si rivedranno i DV perchè
    è solo una questione economica,non hanno mai voluto spendere più di tanto per
    fare la squadra,nell’unica occasione di acquisti fuori norma,Gomez e Rossi,si
    sono comportati non da capitani d’industria,alla prima difficoltà sono spariti
    come neve al sole,sono seguiti bronci,musi lunghi, vendita dei pezzi migliori
    e lo si è visto che erano migliori,ora che sono stati venduti e non finiti.
    I vari vice facente funzione che rappresentano la proprietà sono personaggi che con il calcio hanno poco a che spartire,ed è questo comportamento che la
    scia spazi nei quali si intrufolano pseudo giornalisti che si permettono di da
    re consigli suggerimenti e quant’altro,fino a condizionare anche gli operati
    degli allenatori….il pesce puzza sempre dalla testa!!!!!!

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  2. Ghibellino viola - 5 giorni fa

    Io non ho ancora capito. Ma meno si facevano vedere e non era meglio?

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  3. vecchio briga - 5 giorni fa

    Alla prima occasione, un giornalista, dovrebbe porre una domanda al ragioniere: hai parlato di obiettivi infiniti, significa che volete vincere la champions?

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  4. folder - 5 giorni fa

    Spazio : ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Gnigni durante la sua missione pluriennale; diretta all’ esplorazione di nuovi mondi ; alla ricerca di nuove plusvalenze e di buchi di bilancio.Fino ad arrivare là
    dove nessun commercialista è mai giunto prima !

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  5. mauro1949 - 5 giorni fa

    ….quando la mente vola, una miscela fra’ psichedelico e mistico….guardando il “personaggio” propendo, e spero, piu’ verso il secondo..

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  6. folder - 5 giorni fa

    Spazio : ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Gnigni durante la sua missione pluriennale; dirretta all’esplorazione di nuovi mondi ; alla ricerca di nuove plusvalenze e di buchi di bilancio.Fino ad arrivare là
    dove nessun commercialista è mai giunto prima !

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  7. Marco Chianti - 5 giorni fa

    Questo paese sta perdendo i pezzi e molte delle aziende più grosse stanno piano piano abbandonando il tricolore: da Indesit a Peroni, Ferrarelle, Perugina, Ducati, Lamborghini, Gucci, Fendi… che tristezza… E poi un caso nel quale sarebbe davvero auspicabile che una società di calcio passasse in mani straniere e lì niente. Il mondo va all’incontrario…

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    1. andrea - 5 giorni fa

      Il mondo va in molteplici direzioni. Il fatto che tu lo veda muoversi al contrario, è soltanto per la tua idea di mondo. Quindi non è lui ad ostinarsi in direzioni contrarie, ma te che non sei stato capace a viaggiare nella stessa direzione e velocità. Questo immobilismo di cui ti vado parlando, non è soltanto tuo. Te sei l’esempio perfetto per spiegare questa città e i suoi abitanti, con lo sguardo rivolto al passato e la schiena ingenuamente e pericolosamente esposta al futuro. Saluti

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      1. Marco Chianti - 5 giorni fa

        Allora a parte il tuo blaterare le cose sono due: o sei contento che questo paese perda quasi tutte le sue aziende di prestigio o apprezzi l’operato dei Della Valle. Sulla prima considerazione io posso anche essere in parte daccordo sul fatto che non è un grosso problema se una singola azienda passa in mani non Italiane. Il problema è quando il 90% delle aziende italiane importanti viene gestito da chi vive fuori dal belpaese. Allora c’è un problema, grave, di sistema. Sui nostri proprietari invece che dire… se ti piace il loro atteggiamento mi sa che la schiena esposta al futuro non è nulla. Il tutto è già stato consumato. Con soddisfazione reciproca a quanto pare….

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