Mounir El Hamdaoui, Il Mago di Rotterdam

Mounir El Hamdaoui, Il Mago di Rotterdam

Lo speciale di VN ricco di VIDEO sul prossimo acquisto viola (COMMENTA) 

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Ormai è cosa fatta. Con un ritardo di cinque mesi Mounir El Hamdaoui vestirà la maglia della Fiorentina. A gennaio fu la richiesta dell’Ajax di una fidejussione bancaria inoltrata fuori tempo utile a mandare tutto a monte, solo l’ennesimo episodio di ostracismo dei Lancieri nei confronti di El Hamdaoui nel quadro di una carriera fatta di alti e bassi, a volte addirittura entusiasmante, e che Violanews.com vi propone nei dettagli. Un ritratto a 360° del nuovo attaccante viola.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE – Destro naturale, alto 183 cm, El Hamdaoui nasce come ala sinistra, ruolo che ricopre nel corso della prima parte della sua carriera all’Excelsior, ma grazie alle sue innate doti di realizzatore verrà presto spostato nella zona centrale dell’attacco. Mossa azzeccatissima, infatti El Hamdaoui si consacrerà come uno dei bomber più prolifici di tutta Europa dimostrando di saper segnare in tutti i modi: di destro, dalla distanza, da opportunista di area di rigore e pure in acrobazia. Esprimere il meglio di sé sia come prima punta (in coppia con Luis Suarez nell’Ajax) che come seconda (con Dembélé nell’AZ). Predilige compagni d’attacco che come lui fanno della mobilità e della tecnica i loro punti di forza, guarda caso gli stessi di Jovetic e Cerci. Alla base degli screzi con Frank De Boer ci sarebbe anche la difficoltà di El Hamdaoui ad inserirsi nei meccanismi del rigido 4-3-3 dell’allenatore dell’Ajax. La speranza è che la storia non si ripeta con Vincenzo Montella.

LE ORIGINI – Figlio di immigrati marocchini, El Hamdaoui nasce a Rotterdam il 14 luglio 1984 nel quartiere multiculturale di Kralingen, lo stesso di Robin van Persie e Saïd Boutahar. Con loro condivide anche l’esperienza nel settore giovanile dell’Excelsior, una delle tre società professionistiche della sua città natale. E’ il 23 marzo 2002 quando a soli 17 anni El Hamdaoui si affaccia nel calcio dei senior subentrando al 71′ di Excelsior-ADO Den Haag. Esordio non molto fortunato a dire il vero, visto che la partita terminerà con la sconfitta della sua squadra per 1-2. Si dovranno attendere solo 21 giorni per assistere alla sua prima rete tra i professionisti, anzi, le prime due: El Hamdaoui entra di nuovo a partita in corso, ma questa volta zittisce i tifosi di casa dell’Emmen con una doppietta che sancisce il definitivo 1-3. Da allora la sua ascesa con la maglia dei rossoneri di Rotterdam sarà irrefrenabile e culminerà con 74 presenze arricchite da 32 reti.

OLANDA-INGHILTERRA ANDATA E RITORNO – Intanto le prestazioni del giocatore non passano inosservate, neanche all’estero, e nel mercato invernale del 2005 arriva il grande salto in Premir League con il Tottenham. Ad aspettarlo a braccia aperte c’è Martin Jol, colui che forse si rivelerà l’allenatore più importante nella carriera di El Hamdaoui. L’avventura inglese però non si rivelerà molto fortunata: al Tottenham campioni del calibro di Defoe, Robbie Keane, Kanoutè e Mido non lasciano spazio alla giovane promessa venuta dall’Olanda (neanche un minuto giocato nelle competizioni ufficiali), che riesce a mettersi in evidenza solo in qualche torneo amichevole con numeri di alta classe come quello del video sottostante:

http://www.youtube.com/watch?v=W7GSMVc9fhc&feature=plcp

Durante l’estate dello stesso anno gli Spurs mandano El Hamdaoui a farsi le ossa nella B inglese tra le fila del Derby County. Complice anche un infortunio alla spalla, l’ambientamento nella Championship si rivelerà più difficile del previsto tanto da convincere il club delle East Midlands a rispedire l’attaccante di origini marocchine al mittente anzitempo, salvo poi riarruolarlo nel gennaio 2006. Saranno sempre poche le opportunità per El Hamdaoui per dimostrare il suo valore, così a fine stagione saluta l’Inghilterra per ripartire dall’Olanda.

El Hamdaoui va a segno nella sfida contro il Leicester City:

http://www.youtube.com/watch?v=aVi-IRRQBFI

L’INFORTUNIO E LA CONSACRAZIONE – Il Willem II si assicura le sue prestazioni a costo zero. Mounir ha fame di campo, di riscatto e non fa niente per nasconderlo. La sua nuova avventura olandese parte con il botto: 3 reti nelle prime 4 uscite ufficiali con il Willem, uno score che fa presagire il meglio, ma purtroppo a settembre anche il suo ginocchio destro fa il botto costringendolo a ben 9 mesi di stop forzato. Il calvario di El Hamdaoui continua.

Negli ultimi giorni del mercato estivo che segue passa per 2,3 milioni di euro all’AZ Alkmaar allenato da Luis Van Gaal. La prima stagione dopo grave infortunio al ginocchio è di assestamento ma il bilancio complessivo non è comunque da buttare. Nella stagione 2008/09 arriva la definitiva consacrazione. El Hamdaoui si prende tutto: Eredivise (secondo titolo nella storia dell’AZ), titolo di capocannoniere e quello di miglior giocatore olandese.

La stagione seguente si apre con l’avvicendamento in panchina tra Van Gaal e Ronald Koeman. Nonostante la vittoria del Johan Cruijff-Schaal (equivalente della Supercoppa Italiana) grazie alla vittoria per 5-1 sull’Heerenveen, sulla quale El Hamdaoui mette il sigillo del secondo gol bianco-rosso, il giocattolo AZ si rompe. L’attaccante di Rotterdam non segue però il trend dei compagni di squadra e continua a macinare marcature ad un ritmo impressionante. Per lui c’è anche la gioia della prima rete in Champions League nel pareggio interno per 1-1 del 29 settembre 2009 contro lo Standard Liegi. Il team di Alkmaar uscirà poi dalla competizione nella fase a gironi. Il ruolo di squadra-sorpresa spetterà alla Fiorentina, anche se l’epilogo contro il Bayern, purtroppo, lo conosciamo tutti… A gennaio è Dick Advocaat ad ereditare la panchina dell’esonerato Koeman. La musica cambia, i risultati tornano ed El Hamdaoui chiude la sua seconda ottima annata consecutiva.

Ecco le migliori realizzazioni di El Hamdaoui tra le fila dell’AZ Alkmaar:

http://www.youtube.com/watch?v=F4V74fEyrPQ

L’ESPERIENZA ALL’AJAX – I problemi finanziari dell’AZ spingono la dirigenza del club a sacrificare sul mercato i pezzi più pregiati della squadra. Tra questi c’è anche El Hamdaoui, che il 30 luglio 2010 firma un quadriennale con l’Ajax da 1,8 milioni di euro netti a stagione (lo stipendio più alto di tutto l’Eredivise). Gli inizi alla corte dei Lancieri, dove ritroverà il suo vecchio mentore Martin Jol, sono incoraggianti. Due reti all’esordio in Eredivise con la maglia dell’Ajax e la rete della qualificazione alla fase a gironi della Champions League contro la Dinamo Kiev che permetterà all’attaccante di origini marocchine di firmare anche lo splendido gol del momentaneo vantaggio contro il Milan. Fila tutto liscio fino a dicembre, quando al dimissionario Jol subentra Frank De Boer. I rapporti tra lui ed El Hamdaoui sono pessimi fin da subito. Le cose peggioreranno con il passare delle settimane ed il risultato sarà il progressivo allontanamento di Mounir dal gruppo. La partita del 24 aprile 2011 contro lo stesso Excelsior che l’ha lanciato (ironia della sorte), sarà l’ultima di El Hamdaoui con la maglia dei Lancieri.

Qua sotto potrete gustarvi le immagini con le migliori reti di El Hamdaoui con la maglia dell’Ajax (al minuto 01:15 la rete realizzata al Milan in Champions):

http://www.youtube.com/watch?v=EyKmJNnMl9E

BAD BOY – Genio e sregolatezza, quasi un classico dei giocatori che sanno fare la differenza, anche di El Hamdaoui. Un caratterino niente male che forse rappresenta il suo più grande punto debole e che l’attaccante ha pagato a caro prezzo, soprattutto durante la sua avventura all’Ajax.

I primi problemi iniziano con l’arrivo di Frank De Boer sulla panchina dei Lancieri, un avvicendamento che El Hamdaoui digerisce male fin da subito, non fosse altro perché a rimetterci il posto è il suo maestro Martin Jol. L’antipatia è però reciproca, infatti De Boer non gradisce il protagonismo di Mounir, a sua detta troppo impegnato a giocare per sé stesso per poter essere d’aiuto alla squadra. E’ l’8 dicembre 2010 e a soli due giorni dal suo insediamento il neo allenatore bianco-rosso spedisce in panchina El Hamdaoui nella trasferta di San Siro contro il Milan, ultima gara della fase a gironi di Champions League. L’esclusione manda su tutte le furie il giocatore, fino a quel momento uno dei migliori interpreti nella stagione dell’Ajax. Quell’episodio darà il là ad una giostra di voci più o meno veritiere sul conto di El Hamdaoui: dalle ombre sulla vacanza ‘forzata’ dal dopo Milan-Ajax che terminerà solo a gennaio fino al presunto infortunio che lo tenne lontano dal campo di gioco al suo ritorno.

C’è chi è pronto a scommettere anche su un duro scontro negli spogliatoi durante il quale El Hamdaoui avrebbe afferrato per il collo il compagno di reparto Luis Suarez prima che questo facesse le valige per approdare al Liverpool durante il mercato invernale 2011. Leggenda narra che i rapporti con l’attaccante dell’Uruguay non siano partiti con il piede giusto a causa di uno scherzo ritenuto poco simpatico. Al suo primo giorno all’Ajax El Hamdaoui chiese negli spogliatoi quale fosse il suo posto ed il suo armadietto. Suarez indicò la toilette.

L’unica cosa certa è che dopo qualche timido tentativo di reintegrarlo in rosa, e un altro duro scontro arrivato dopo semifinale di Coppa D’Olanda, De Boer sentenziò: “El Hamdaoui non metterà più piede in squadra”. E così sarà. Per lui non ci sarà spazio neanche nei festeggiamenti della squadra, che si laureerà campione d’Olanda. A partire dalla stagione 2011-2012 verrà esiliato nello Jong Ajax, la squadra Primavera del club ajacide . Il resto è storia recente, con il mancato trasferimento alla Fiorentina e la causa intentata da El Hamdaoui al club di Amsterdam per i danni alla sua carriera professionale.

LA NAZIONALE – Anche in nazionale le polemiche non mancano. In un’intervista a Voetbal International El Hamdaoui arriverà a minacciare l’abbandono della selezione marocchina per tornare a giocare con la maglia del suo paese natale, l’Olanda. Il giocatore punta il dito contro la federazione del paese nord africano. Si sente ‘usato’, ma i regolamenti Fifa parlano chiaro e, in caso di doppia nazionalità, non permettono di poter ritrattare sulla scelta della nazionale maggiore una volta accettata la prima convocazione. Con i Tulipani, a dir la verità, El Hamdaoui disputa 3 partite mettendo a segno anche una rete, ma con la selezione Under 21, mentre l’esordio con la nazionale maggiore del Marocco arriva il 10 febbraio 2009 in amichevole contro la Repubblica Ceca. Il 28 marzo dello stesso anno invece la prima rete nella sconfitta del Marocco a Casablanca per 1-2 contro il Gabon. E’ proprio con i Leoni dell’Atlante che si registra l’ultima apparizione ufficiale di El Hamdaoui, ormai datata settembre 2011.

In questo video le migliori azioni e le reti di El Hamdaoui con il Marocco, compreso il suo esordio ed il primo gol:

http://www.youtube.com/watch?v=6L8DS2krwf8&feature=topics

CURIOSITA’ – E’ soprannominato “Il mago di Rotterdam”, appellativo che deriva dalla città olandese dove è nato. Gli altri pseudonimi con i quali viene osannato dai propri tifosi sono “Mhami” e “Mounir”, quest’ultimo particolarmente gettonato durante le partite del Marocco. Desta particolare curiosità il senso della sua tipica esultanza dopo i gol (le mani al volto come a gettarsi dell’acqua): il gesto farebbe riferimento ad una delle preghiere più significative della religione islamica.

ALESSIO CROCIANI

Hanno collaborato MATTEO ANGIOLINI, FRANCESCO CIANFANELLI, PIER FRANCESCO MONTALBANO E ROBERTO VINCIGUERRA

 

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