Dragowski: “Ero il più grande problema di me stesso, ora sono cresciuto. Ma a gennaio…”

Dragowski: “Ero il più grande problema di me stesso, ora sono cresciuto. Ma a gennaio…”

Una bella intervista al portiere polacco che parla del suo momento e delle difficoltà del passato

di Redazione VN
Bartlomiej Dragowski

Sul portale internet sport.pl troviamo una lunga e interessante intervista al portiere viola, adesso convocato dalla Nazionale maggiore polacco, Dragowski. Ecco alcuni spunti interessanti:

“Attualmente sono il secondo portiere della Fiorentina”.

L’ultima volta che ti abbiamo intervistato dicesti che eri il settimo o l’ottavo, con fisioterapista e autista davanti a te…
“Era solo uno scherzo, in pochi lo hanno compreso. Adesso il mio approccio è cambiato, io sono cambiato. Ho imparato che a volte è meglio parlare meno perché non tutti hanno il mio stesso senso dell’umorismo e le parole possono essere male interpretate”.

Hai giocato tre volte in questa stagione ma in assenza di Lafont
“Le gerarchie sono chiare. Alla fine sono rimasto qui e do tutto per la mia squadra aspettando l’occasione. Sono comunque consapevole di essere il secondo di Lafont”.

Perché volevi lasciare la Fiorentina?
“Volevo giocare e sapevo che a Firenze avrei avuto poche occasioni. Dopo le gare della passata stagione contro Lazio e Milan sono crollato, adesso sto imparando ad avere pazienza. So che si può essere molto utili anche facendo il secondo portiere, tuttavia non immaginavo di stare così a lungo in panchina alla mia età. Per questo avevo pensato di andarmene”.

Chi ti aveva cercato?
“Quando giochi poco non hai grandi chiamate, tuttavia mi avevano cercato da Spagna e Portogallo. E’ arrivata una telefonata anche dalla Polonia, ma per adesso non volevo tornare”.

Vorresti andartene a gennaio?
“Per ora penso al campo e mi faccio trovare pronto quando serve, ma se non dovessi trovare molto spazio dovrei fare un passo in questo senso. Anche la Fiorentina sa che è inutile per me rimanere seduto in panchina, nessuno ne trae beneficio”.

Hai perso molto peso, la colpa è dello stress?
“No, è semplicemente il mio nuovo metodo di lavoro. Ho deciso che dovevo tornare al peso che avevo quando sono diventato professionista e tutto ha funzionato. Le cose stanno andando per il verso giusto. Ho sopportato duramente i problemi che ho avuto, il mio approccio è radicalmente cambiato. Adesso sono felice ogni giorno e in ogni allenamento. Le situazione che una volta mi creavano problemi adesso non hanno più effetto. Vivo passo dopo passo”.

“Ero il mio più grande problema. Sono venuto alla Fiorentina per giocare e invece mi sono scontrato contro un muro. Mi sono fatto male, ma adesso sto accumulando esperienza e sto crescendo”.

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