Chiesa, la richiesta di Semplici e una riflessione sul sistema giovanile. E “se non ci fosse stato Sousa?”

Chiesa, la richiesta di Semplici e una riflessione sul sistema giovanile. E “se non ci fosse stato Sousa?”

Chiesa, Bernardeschi, Zaniolo: cresciuti in viola con trafile diverse, ma si sono consacrati nonostante il sistema

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

«Ne avevo parlato con il padre Enrico, ma la Fiorentina volle farlo valutare a Sousa»: Leonardo Semplici non smette di ripeterlo, quando gli viene chiesto di Federico Chiesa. Nell’estate del 2016, la SPAL era neopromossa in Serie B e il tecnico voleva il classe ’97 in prestito. La società viola fu lungimirante, l’allenatore portoghese un maestro nel comprenderne le qualità. «Per la sua voglia di arrivare, per la fame di migliorarsi e di battere i propri record, mi ricorda Cristiano Ronaldo», ha sentenziato il lusitano, tornato al ‘Franchi’ lo scorso novembre per assistere a Fiorentina-Roma. Semplici lo ritroverà nuovamente da avversario. E con un filo conduttore nel settore giovanile viola, spunta un’altra domanda ricorrente: «Se non ci fosse stato Sousa, come e dove sarebbe attualmente Chiesa?». Un quesito lecito, visto l’altalenante trattamento che il calcio italiano destina ai propri giovani. Intrecci e sliding doors, come quelle che, sempre grazie al portoghese, non fecero salire Federico Bernardeschi su un treno per Reggio nell’Emilia. Oppure quelle di Nicolò Zaniolo, arrivato sul grande palcoscenico dopo un peregrinare tortuoso e pieno di porte in faccia.

La riforma del campionato Primavera e il graduale – finora strozzato – inserimento delle seconde squadre sono stati ideati per ricreare una fucina al livello del passato. Il mondo calcistico è cambiato e trarre spunto da chi all’estero è riuscito a distinguersi non è reato. In questo senso, però, ci sono ancora molti passi da percorrere. Chiesa, Bernardeschi e Zaniolo sono saliti alla ribalta con destini diversi, e tranne l’attuale giocatore della Juventus, tutti con strade volte anche alla casualità. Perché se Zaniolo fosse rimasto a Firenze, adesso sarebbe Zaniolo? E, viceversa, la domanda già posta su Chiesa. Se la Fiorentina lo avesse ceduto in prestito, dove sarebbe oggi? Si sarebbe consacrato oppure avrebbe finito col perdersi? Le qualità che vediamo sono il frutto di intuizioni singole, oltre al lavoro del vivaio.

La scarsa attendibilità del campionato Primavera nell’ottica della valutazione dei talenti, in quanto a potenziale riuscita nei campionati professionistici, almeno nell’immediato, può riflettersi nelle difficoltà sofferte da Michele Cerofolini, Riccardo Sottil e Gabriele Gori in questi primi mesi tra i ‘grandi’. Elementi di spicco della massima selezione giovanile gigliata fino a giugno, hanno cambiato maglia durante il mercato di gennaio, dopo aver trovato pochissimo spazio. Nel finale della scorsa stagione, in tanti invocavano una loro chiamata in Prima Squadra. Due presenze per il portiere, altrettante per l’esterno, dieci per l’attaccante sono, invece, il ruolino di marcia tra Cosenza, Fiorentina e Foggia. Con un altro allenatore, in estate sarebbe potuta andare diversamente? È il gioco dei se e dei ma al quale, troppo spesso, sono abbandonati i giovani. Sovente, si crede nei primavera perché il nuovo che avanza fa tendenza, alimenta la speranza. Sono ragazzi, umani e talvolta neanche maggiorenni: il talento sta nel prevedere come la qualità possa trasparire dai loro piedi. Resta il fatto che Semplici, con un beffardo sorriso, al ‘Mazza’ Chiesa dovrà fermarlo.

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  1. Antonio da Papiano - 2 giorni fa

    Il talento SI VEDE anche in primavera. Bisogna avere il coraggio di rischiare. Non tutti gli allenatori si assumono questo rischio. Sono convinto che Pioli al posto di Sousa non lo avrebbe tenuto. Prendiamo ad 3sempio Montiel e Vlahovic che hanno fatto il ritiro a Moena con la prima squadra. Avrebbero fatto peggio di Pjaca e Simeone ? Il problema è che se i due ragazzini fanno meglio come è molto probabile gli altri due si svalutano e sono dolori per le plusvalenze.

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  2. Gasgas - 2 giorni fa

    Ci vuole un pizzico di follia nel lanciare i giovani, coraggio. Basta con quel “rischia di bruciarsi”. Inoltre se al posto di un giovane nostro porti Gil Dias, Gerson, Zechnini ecc. che senso ha? Prova i tuoi.

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  3. CippoViola - 2 giorni fa

    Se fosse così semplice sarebbe facile commentare e criticare, uno è bravo, lo vedi, lo tieni, se non lo fai sei scemo.
    Zaniolo, Mancini, Chiesa, Bernardeschi (che aveva già da tempo deciso di andare dove sappiamo), Hagi, Capezzi, ecc.. qua parliamo di momenti diversi, allenatori diversi ma sopratutto parliamo di “sponsorizzazioni” e procuratori ben diverse, ci sono di mezzo la AGB, Giulio Meozzi, Pecini, l’entourage di Chiesa, la GR, poi Giuseppe Galli e sopratutto la mamma di Zaniolo.

    Alla redazione suggerirei un bel articolo quasi da “inchiesta” sulle relazioni che ci sono tra procuratori, calciatori e le squadre.

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  4. damci - 2 giorni fa

    io mi fascerei meno la testa.Chiesa,Zaniolo ed anche bernardeschi erano nettamente sopra la media dei giocatori che escono dalla primavera;il resto ,soprattutto la velocità della crescita,dipende da molti fattorie soprattutto dal carattere dei singoli.Pensare che calciatori di valore non riescano ad emergere,prima o poi,perchè gli allenatori non si accorgono del loro valore,significa dequalificare i ns. tecnici di calcio,che sono fra i più preparati in circolazione.Se Cerofolini,Gori,Sottil,fossero già pronti,Pioli o qualcun altro li avrebbero più utilizzati.Avete fatto mille polemiche per Hagi,Lo Faso e per altri prima,ma non mi pare che spacchino le partite dove giocano ora da rimpiargene la partenza

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    1. tonipilat_1415134 - 2 giorni fa

      infatti è spesso così. Sovente molti chiedono di far giocare i primavera perchè li riteniamo già pronti, ma credo che il tecnico che li vede in allenamento con i big capisce che magari qualcuno non è pronto. La formazione primavera che vinse la coppa italia ha portato pochi giocatori in prima squadra, eppure molti li volevano quasi titolari. Quando sono andati via i vari hagi e soci c’era chi si strappava i capelli accusando il tecnico vigliacco di non credere nei giovani.

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