Gerson, Pjaca & co., il recente passato spiega qualcosa. E il voto al mercato…

Gerson, Pjaca & co., il recente passato spiega qualcosa. E il voto al mercato…

C’è però un aspetto non di poco conto che può aiutarci a capire qualcosa di più sull’inizio di stagione problematico di Gerson, Pjaca e gli altri

di Alessio Crociani, @AlessioCrociani

A Bologna in piena crisi di risultati. E col nervo scoperto (LEGGI). Come nove mesi fa, quando la Fiorentina si presentò al dall’Ara dopo la batosta a domicilio subita dal derelitto Verona ed il conseguente confronto tra squadra, allenatore e tifosi. Nel frattempo, in queste lunghissime due settimane di analisi prima del ritorno in campo, ci si interroga anche sull’apporto degli acquisti arrivati durante l’ultima estate. Inutile girarci intorno: quasi nullo, tanto da spingere al revisionismo storico. Troppo ottimismo nei voti più che positivi dati all’ultima campagna acquisti viola? Al momento sì, anche se per un giudizio completo bisognerà inevitabilmente attendere la fine di questa stagione. C’è però un aspetto non di poco conto che può aiutarci a capire qualcosa di più sull’inizio di stagione problematico di Gerson, Pjaca e gli altri. Forse preso un po’ troppo sotto gamba: il loro recente passato professionale. A dir poco difficoltoso per tutti. O quasi.

Fa eccezione Lafont, in costante ascesa negli ultimi tre anni trascorsi a Tolosa, ma per gli altri la stagione passata è stata quasi una via crucis. L’esempio più emblematico, in questo senso, è Marko Pjaca, che dopo l’infortunio al crociato – clinicamente superato esattamente un anno fa – è riuscito a collezionare appena 387 minuti di campo tra Juventus e Schalke. Con risultati spesso al di sotto della sufficienza. Più tribuna che panchina nella prima parte della scorsa stagione di Kevin Mirallas, messo ai margini nell’Everton prima di essere spedito in prestito all’Olympiakos. Le prestazioni deludenti nella sua seconda avventura in Grecia (LEGGI PER SAPERNE DI PIÙ) hanno fatto sì che il club biancorosso a non esercitasse il diritto di riscatto fissato a 5,6 milioni di euro.

Nota ai più, invece, la storia recente di Gerson, a Roma considerato poco più che oggetto misterioso (nonostante due anni di militanza) e scaricato anche dal suo scopritore, Walter Sabatini (LEGGI). Migliore, ma non brillantissima, l’ultima annata di Edimilson Fernandes: quattro mesi out per due infortuni alle caviglie, qualche panchina e tante sostituzioni al West Ham. Per un totale di circa 1.000 minuti trascorsi sul terreno di gioco (equivalenti a 10-11 partite complete). Poi ci sarebbero anche Ceccherini, Hancko, Norgaard e Vlahovic, sui quali però tralasciamo ogni tipo di considerazione. In attesa di vedere qualcosa in più. MA C’E’ CHI PROMUOVE L’ULTIMO MERCATO DI CORVINO…

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  1. user-14014713 - 4 mesi fa

    Il pesce puzza sempre dalla testa,se a corvino per fare spesa,viene dato un budget da Eurospin,è chiaro che trovare la bistecca nel filetto è un Po difficile, l allenatore è stato scelto su misura,perché è perbene,perbenista e dove lo metti sta buono e zitto.Con il nostro monte ingaggi e con questi qui si va da poche parti.il voto.6 per l impegno e per la pazienza. Io al posto di corvino me ne sarei già andato a prescindere da chi mi avesse ripreso.fare mercato così è dura.Pezzella è l unico giocatore,che abbiamo pagato di più, infatti si vedono i risultati,Veretout è un diamante trovato nel carbone,purtroppo i diamanti nel carbone sono rari.Milenkovic anche lui aveva già una certa considerazione, infatti si vedono anche lì i risultati.Pjaca è stato un tentativo e si vede.E stato un contentino, ha tipicamente scaldato la piazza è alla fine tornerà dov era,il calzolaio pagherà solo per il prestito . Il portiere,qualcosina costa anche quello è mica viene dal Katanga!

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  2. vecchio briga - 4 mesi fa

    Mi pare di sognare..cioè vi accorgete oggi, 13 novembre 2018, che Corvino è andato a comprare dei giocatori che negli ultimi anni hanno fatto nulla? Ma mi spiegate che lavoro fate?? Queste cose io (e non solo ovviamente), che lavoro in campagna, le scrivevo questa estate. Ma non è che ci voglia un genio, è storia, sono dati concreti. Ancora oggi scrivete che “bisogna aspettare”. Ma aspettare cosa che i fatti dicono già tutto?? Allora mi fate venire il dubbio che pure voi ci abbiate preso in giro, perché se non fosse così vi consiglio di cambiare mestiere!

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  3. Up The Violets - 4 mesi fa

    Per essere più chiari:

    –> PORTIERI
    – COLPE DI CORVINO: Lafont è un ottimo prospetto di portiere. Un ottimo “prospetto”, appunto, non un portiere già fatto. Ha difetti evidenti sia nella tecnica (uscite, respinte corte) sia quanto a esperienza, com’è normale che sia. E allora è assurdo che alle spalle di un diciannovenne francese alla prima esperienza in Italia e nel grande calcio ci siano un ventunenne polacco che in questi primi tre anni nel nostro campionato ha giocato poco o nulla e messo in mostra altrettanti limiti (e che doveva essere dato in prestito per maturare), oltre a due italiani che però hanno appena raggiunto la maggiore età e sono appena passati dagli Allievi alla Primavera (Ghidotti e Brancolini).
    – COLPE DI PIOLI: nessuna, alla luce di quanto detto. Non poteva certo mettere in panchina Lafont dopo i primi errori, lo avrebbe ucciso. Tantomeno avrebbe potuto farlo con queste riserve altrettanto prive d’esperienza.

    —> DIFENSORI
    – COLPE DI CORVINO: praticamente nessuna, il reparto è abbastanza assortito e non è un caso che sia anche l’unico che realmente funzioni. Manca semmai un terzino destro di buon livello, che permetta a Pioli di riportare in mezzo Milenkovic e di rimettere a sedere il discontinuo e inaffidabile Vitor Hugo, l’anello debole pur senza essere disastroso.
    – COLPE DI PIOLI: anche qua praticamente nessuna. Laurini (limiti tecnici) e Diks (limiti d’esperienza) potevano magari essere provati contro Cagliari e Frosinone, anche alla luce delle difficoltà di Hugo e di Milenkovic sulla fascia, ma ad altre e più difficili circostanze non erano adeguati. Anzi, buona parte dei difensori, Biraghi in primis, sono migliorati grazie agli insegnamenti del tecnico, notoriamente bravo a curare solo la fase difensiva delle proprie squadre.

    –> CENTROCAMPISTI
    – COLPE DI CORVINO: lasciamo perdere l’umiliazione di fare da società satellite alla Roma; Gerson in prestito secco, senza quindi particolare interesse a mettersi in mostra in maglia viola dov’è solo di passaggio, si sapeva che avrebbe offerto questo genere di rendimento. Dopotutto, se il giocatore avesse avuto ancora interesse a sbocciare in giallorosso avrebbe sfruttato le occasioni che l’anno scorso gli ha dato Di Francesco, che non sono state pochissime. Invece, nulla o quasi. Inoltre, una questione tecnica: è davvero una mezz’ala? A me sembra proprio di no e non è un caso che quel poco di buono in Italia lo abbia fatto quando è stato avanzato sulla trequarti.
    Mi domando: economicamente parlando è possibile, se si nutrono ambizioni d’Europa League, pensare di rinunciare a Badelj per una differenza di trecentomila euro all’anno per quattro stagioni rispetto all’offerta della Lazio (totale: un milione e duecentomila euro), quando si sa di non avere la decina-quindicina di milioni necessaria a ricomprare un giocatore dello stesso livello? Tecnicamente parlando, invece, è possibile pensare di perdere per una cifra simile quello che dopo la tragedia del 4 marzo era diventato il capitano della squadra e leader dello spogliatoio, oltre a essere da tempo l’unico riferimento in campo di un gruppo a cui l’allenatore non ha mai dato un gioco? Il tutto, poi, per sostituirlo con un giocatore (Veretout) che da mediano è forte, ma da mezz’ala sarebbe fortissimo, segnerebbe e inciderebbe sul gioco molto più di quanto non possa fare adesso? Secondo voi, in definitiva, un centrocampo Benassi-Badelj-Veretout come quello dell’anno scorso è meglio o peggio di uno Benassi-Veretout-Gerson?
    Rispetto alla passata stagione sono forse migliorate un po’ le alternative. Forse e solo un po’, perché Fernandes e Dabo sono giocatori fisici e basta, ma molto migliorabili sul piano tecnico-tattico, mentre Norgaard è ancora lontano anni luce dal dimostrarsi adeguato al nostro calcio. Sicuramente di riserve ce ne sono di più rispetto alla passata stagione, ma quantità non è sempre sinonimo di qualità.
    – COLPE DI PIOLI: alla luce di quanto si è detto, poche, almeno dal punto di vista tecnico. Forse poteva dare meno spazio al non certo eccezionale Fernandes e un po’ di più a Dabo, che comunque non è molto meglio dello svizzero, e a Norgaard, che però finché continuerà a mostrarsi lento e tatticamente impreparato come ha fatto in estate è giusto che rimanga in panchina.
    Dove semmai Pioli ha sbagliato è stato nel mostrarsi troppo accondiscendente verso i piani della società, tessendo per settimane e mesi le lodi della nuova soluzione senza regista salvo poi ammettere candidamente (e forse non del tutto involontariamente), alla vigilia di Lazio-Fiorentina, di aver passato l’estate a cercare invano di convincere Badelj ad accettare la proposta di Corvino…

    –> ATTACCANTI
    – COLPE DI CORVINO: Pjaca sarà anche il pallino del d.t. ma per almeno tre ragioni non era il giocatore adatto alla Fiorentina. E lo si sapeva e diceva da tempo prima che arrivasse in viola, non è questo un parlare a posteriori: 1) stesso discorso di Gerson, anche il croato è un giocatore in prestito secco (perché Pjaca è in prestito secco, non prendiamoci in giro con riscatti e contro-riscatti vari); 2) è chiaramente rimasto segnato nel fisico dall’infortunio e dal lungo stop, e (sempre che mai ci riesca) gli ci vorrà molto più del solo anno che è destinato a rimanere in viola per tornare su livelli quantomeno vicini a quelli pre-infortunio; 3) anche se non fosse di passaggio, se fosse super-focalizzato sulla Fiorentina e fosse tornato al massimo della condizione, non sarebbe il nome buono per ragioni tecniche: è infatti un giocatore particolare, non è un uomo assist (esattamente come Chiesa, il che contribuisce ulteriormente alle difficoltà di Simeone, che non riceve palloni giocabili) ma al tempo stesso non è neppure un goleador, mentre alla Fiorentina serviva un attaccante esterno da almeno sette-otto reti stagionali che potesse aiutare Simeone anche sostituendosi a lui nei periodi di magra.
    Mirallas è un’altra scommessa che rischia di essere persa, ma diciamo che in quel ruolo di vice-Chiesa e Pjaca ci poteva stare, per una squadra come la nostra, quindi non mi sento di muovere troppe critiche a Corvino. Ciò per cui invece il d.t. deve essere aspramente criticato è l’ASSURDA, SCONCERTANTE scelta di non prendere un centravanti di riserva affidabile. Decisione censurabile in ogni caso ma a maggior ragione con un centravanti ancora poco esperto e molto, forse troppo generoso come Simeone, quindi soggetto a periodi di crisi per scarsa lucidità. Prendere un attaccante capace non solo di sostituirlo ma anche di affiancarlo degnamente alla bisogna era UNA DELLE PRIMISSIME COSE DA FARE, perché sfortunatamente per Corvino e Pioli a calcio si vince facendo un gol in più dell’avversario, non limitandosi all’evitare di subirne. Non è stato fatto niente di ciò, poiché ragazzini stranieri come Vlahovic e Graiciar, del tutto privi di esperienza non solo in Italia ma in generale nel calcio che conta, non potevano in alcun modo costituire un’alternativa seria; forse avrebbe potuto esserlo Thereau, ma il Thereau sano visto fino all’anno scorso, l’attaccante esperto, di buona tecnica e duttilità e abituato a finire le stagioni in doppia cifra, non quello fisso in infermeria e che è rimasto solo per assenza d’offerte.
    – LE COLPE DI PIOLI: poche anche qua. E’ stato messo in croce perché non faceva giocare Mirallas, anche da falso nueve, poi ha accontentato i critici e il belga per ora è stato pessimo in entrambi i ruoli. Inutile quindi attaccarlo perché dà poco spazio a Vlahovic o non prova altri due ragazzini imberbi come Sottil o Montiel. Dare spazio ai giovani è importante, ma puoi farlo se non hai alcuna ambizione di classifica e all’interno di una squadra con un’ossatura esperta e affidabile che aiuti i giovani stessi ad ambientarsi. Altrimenti quello che fai è mettere in piedi un’allegra scolaresca che finché le cose vanno bene diverte e si diverte, ma alla prima difficoltà se la fa nel pannolino.

    –> ALLENATORE
    – LE COLPE DI PIOLI STESSO sono tante, dal conoscere un solo modulo e un solo modo di giocare (?) al non saper preparare né leggere bene le partite; è troppo aziendalista e manca di polso con i giocatori. Ma, alla luce dei risultati ottenuti, le sue colpe si riducono ai quattro punti persi contro Cagliari e Frosinone, tutte le altre partite contro squadre di livello pari o inferiore le ha in qualche modo portate a casa mentre in quelle contro formazioni di livello superiore non gli si poteva chiedere molto di più.
    E in ogni caso, siccome non mi pare che qua ci sia venuto e ci sia voluto rimanere con la forza, anche i suoi errori devono essere inseriti tra le COLPE DI CORVINO E DELLA SOCIETA’, esattamente come i limiti di molti dei giocatori in rosa. Non sono volontari, è tutta gente voluta e in alcuni casi confermata dal d.t. e dagli altri dirigenti preposti al mercato.

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  4. andrea333 - 4 mesi fa

    Pyaca è in teoria è fortissimo purtroppo qui non rende non so se a causa dell’infortunio o del gioco di Pioli . Sul mercato di Corvino dico che ad oggi è fallimentare mi piacciono solo Montiel e hancho ma non ha migliorato la prima squadra .

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  5. user-13664476 - 4 mesi fa

    per andare oltre le chiacchiere per il momento abbandoniamo il 433 e giochiamo 352 aspettando che Pyaca e Mirallas mostrino in allenamento e non in partita gli eventuali progressi.Pioli deve capire che con la difesa bloccata ed il centrocampo più folto avremo la possibilità di fare punti lasciando stare lo spettacolo che per ora non è nelle corde della squadra.. A gennaio occorre un centrocampista di livello medio alto senza ingolfare la rosa con elermenrlti di dubbio valore che creerebbero ulyeriorr confusione al già confuso Pioli.Non porsi obiettivi ma giocar e ogni partita come fosse quella decisiva.Forza viola sempre e ad maiora!!!

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  6. Up The Violets - 4 mesi fa

    Il mio voto infatti, per quel che potesse contare, fu un sei d’attesa. Niente catastrofismi perché qualcosa di meglio rispetto alla scorsa stagione è stato fatto (fare peggio era difficile a meno che non si puntasse diretti alla retrocessione), ma neanche gli elogi sperticati dei leccavalle, che blateravano di Champions dopo due vittorie in casa, la seconda delle quali molto faticosa, contro squadre destinate a lottare per non retrocedere e che hanno già cambiato tre allenatori (Chievo) o stanno per farlo (Udinese).

    Non occorreva essere chissà quali grandi esperti di calcio per accorgersi che, tra giovanissimi e casi umani di vario genere, C’ERANO FIN TROPPE SCOMMESSE A FORTE RISCHIO e che il voto finale si sarebbe potuto spostare dal sei, in un senso o nell’altro, a seconda dell’andamento della stagione. Dopo questo primo quarto abbondante di stagione, dal sei stiamo tendendo nettamente verso il cinque, perché al di là delle colpe di Pioli l’organico ha mostrato tutte le sue lacune, che diventano addirittura clamorose dal centrocampo in su.

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  7. Lk - 4 mesi fa

    Infatti…Mettete Montella sulla panchina, e vedrete come va poi l attacco.

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  8. Pierre Du Monde - 4 mesi fa

    La squadra potenzialmente non è debole come si vuol far credere. Non è da piazzamento Champions sia chiaro, ma da piazzamento in Europa League sicuramente sì. Ma il potenziale è completamente inespresso, si vede che può fare di più, parecchie colpe a mio parere ce le ha Pioli, soprattutto per quanto riguarda la fase offensiva che è mal orchestrata e di fatto ha solo questa caratteristica, “palla a Chiesa e stop”…

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    1. vb - 4 mesi fa

      Mah, sinceramente se togliamo Milenkovic, Pezzella e Veretout io non vedo tutti questi giocatori da piazzamento europeo…su chi dovremmo contare? sul desaparecido Pjaca? Su Simeone che stoppa la palla peggio di mia figlia? o forse sull’oggetto misterioso Mirallas?

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    2. vecchio briga - 4 mesi fa

      La Fiorentina si regge su una buona difesa, gli altri reparti sono abbondantemente da lato destro della classifica. Basta fare un confronto con squadre tipo Sampdoria e Torino, per non parlare della Lazio. Se per qualche ragione dovesse andare in crisi la difesa si ride..

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