Giuseppe “Pecos Bill” Virgili compie 80 anni. Gli auguri delle “Glorie Viola”

Giuseppe “Pecos Bill” Virgili compie 80 anni. Gli auguri delle “Glorie Viola”

AUGURI “PECOS BILL”!   Giuseppe Virgili (Udine, 24.07.1935) Attaccante Alla Fiorentina dal 1954/55 al 1957/58: 115 presenze e 62 reti – 101 presenze e 55 reti in Serie A – …

di Redazione VN

AUGURI “PECOS BILL”!   Giuseppe_Virgili_1955Giuseppe Virgili (Udine, 24.07.1935) Attaccante Alla Fiorentina dal 1954/55 al 1957/58: 115 presenze e 62 reti – 101 presenze e 55 reti in Serie A – 4 presenze ed 1 rete in Coppa Campioni – 5 presenze e 2 reti in Coppa Grasshoppers – 5 presenze e 4 reti  in Coppa Italia Ha vinto uno scudetto nel 1956. Piazzamenti: – finale di Coppa Campioni 1956-57 – secondo posto in Serie A 1956-57 e 1957-58 Presenze in Nazionale: 7. Reti in Nazionale: 2. Esordio a Firenze in Serie A il 19.09.1954: Fiorentina-Catania 2-1.     Oggi compie ottanta anni Giuseppe Virgili, mitico centravanti della Fiorentina del primo scudetto, nato ad Udine il 24 luglio 1935. Cresciuto nell’Udinese, la squadra della sua città, con la quale esordì in Serie A a soli diciassette anni, arrivò a Firenze (e venne pagato profumatamente alla squadra friulana, ben settantacinque milioni di lire più la metà del cartellino di Beltrandi, per una valutazione complessiva di cento milioni di lire) nell’estate del 1954, a diciannove anni, ed esordì in viola nella prima giornata del Campionato 1954-1955, che si disputò il 19 settembre 1954, allorché la Fiorentina affrontò il Catania fra le mura amiche. Quel giorno la Fiorentina vinse per 2-1, ma Beppe non andò in gol; dovette attendere la quarta gara di Campionato per realizzare la sua prima rete in viola, e cioè la partita che la Fiorentina disputò a Genova contro la Sampdoria il 10 ottobre 1954, e che pareggiò per 3-3. In quel Campionato 1954-1955 Beppe disputò ventinove partite e realizzò quindici gol (senza calciare rigori); niente male come biglietto da visita per un diciannovenne. L’anno successivo Beppe fu un protagonista assoluto dello scudetto viola, disputando trentadue partite e realizzando (sempre senza calciare rigori) ventuno gol, fra cui la doppietta segnata a San Siro contro l’Inter nella partita disputata il 4 marzo 1956, che la Fiorentina vinse per 3-1, e che lanciò la Viola verso il primo scudetto. Beppe era un vero e proprio attaccante di razza: forse non eccelso nel tocco di palla, ma con grandi doti acrobatiche, con un gran tiro, forte fisicamente e nei contrasti, formidabile per potenza, rapido nelle esecuzioni, dotato di uno scatto fulmineo e di un coraggio da leoni. Divenne ben presto un beniamino dei tifosi viola, che lo presero a benvolere, oltre che per i tanti gol che realizzava, anche per il suo carattere estroverso e gioviale, e che lo soprannominarono “Pecos Bill” perché era un assiduo lettore dei fumetti di quel cowboy immaginario. Le sue convincenti prestazioni a suon di gol gli spalancarono prima le porte della Nazionale giovanile, poi quelle della Nazionale A, nella quale esordì poco più che ventenne, il 27 novembre 1955, nella partita Ungheria-Italia 2-0, e nella quale giocò sette partite (ma la squadra nazionale, all’epoca, disputava molte meno gare rispetto a quelle dei tempi attuali…) segnando due gol, entrambi al Brasile, nella partita giocata a Milano il 25 aprile 1956, vinta dall’Italia per 3-0; da notare, poi, che il terzo gol azzurro scaturì da un suo tiro deviato in porta da un difensore brasiliano, e che oggi sarebbe stato sicuramente attribuito a lui. Ha difeso ed onorato la maglia della Fiorentina per quattro anni, disputando il suo ultimo Campionato in viola nella stagione 1957-1958. Complessivamente, Beppe ha giocato nella Viola centouno partite di Campionato, segnando cinquantacinque gol (ripetesi, senza calciare rigori), alla rispettabilissima media di 0,54 gol a partita. Dopo l’esperienza in viola, Beppe giocò nel Torino (memorabile una sua tripletta alla Juventus nel derby della Mole giocato il 15 marzo 1959, che valse la vittoria del Toro contro i bianconeri per 3-2), nel Bari, nel Livorno, e nel Taranto; ma le ginocchia, all’epoca non curabili chirurgicamente, lo tormentarono, tanto da costringerlo a chiudere la carriera di calciatore poco più che trentenne. Nel frattempo Beppe si era innamorato di Firenze (e di una fiorentina) ed aveva deciso che sarebbe rimasto a vivere per sempre a Firenze. E così ha fatto. Beppe è ancora innamorato di Firenze e della Fiorentina, per la quale, negli anni passati, ha prestato con passione e competenza la sua attività di allenatore per le squadre giovanili, e per la quale il suo grande cuore palpita tutt’oggi. Auguri “Pecos Bill”, mitico campione, tutti i tifosi viola ti abbracciano con affetto, e ti ringraziano ancora per i tuoi tanti gol e per la tua dedizione alla Viola.     Roberto Romoli Vice Presidente Associazione Glorie Viola

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