Torino-Fiorentina, parlano i doppi ex: “Simeone vittima di un equivoco tattico, Pjaca come Laudrup”

Il parere di Graziani, Galli, Agroppi e Pecci a poche ore da Torino-Fiorentina

di Redazione VN
Giovanni Simeone, Marko Pjaca

E’ il giorno di Torino-Fiorentina, con la squadra viola alla ricerca della prima vittoria in trasferta. Su La Gazzetta dello Sport troviamo le parole di quattro doppi ex della partita: Francesco Graziani, Giovanni Galli, Aldo Agroppi ed Eraldo Pecci.

Graziani: La crisi di Simeone? Il Cholito è vittima di un equivoco tattico: non è una prima punta. Per rendere al meglio avrebbe bisogno di uno come Pavoletti. Invece Pioli come punta centrale alternativa ha solo Vlahovic. E Pjaca? È al 30% del suo potenziale. In certi movimenti palla al piede mi ricorda Laudrup. I colpi ce li ha. Ma non ha fiducia. Alla fine resta solo Chiesa che fa quattro ruoli: terzino, mediano, ala e punta. Troppo anche per un talento come Federico”.

Galli: “La Fiorentina per il momento vive del solo Chiesa. Che tra l’altro spesso non è neppure capito dai compagni. Le difficoltà di Simeone? Non è Icardi, che può anche stare fuori dal gioco per tutta la partita perché poi, in un attimo, realizza la rete decisiva. Il Cholito per rendere al meglio deve stare dentro la gara, correre, pressare, sacrificarsi. Forse ha pensato che correndo meno avrebbe avuto più freschezza in zona gol. Ma così rischia di perdere la sua identità”.

Agroppi: “La Fiorentina deve aggrapparsi a Chiesa che con la sua qualità può riaccendere il Cholito. Però i due giovani viola devono perfezionare la loro intesa. Belotti, invece, è diventato di colpo timido in campo. Quasi spaurito. Come ha preso l’arrivo di Zaza? Forse patisce la concorrenza? Non conosco gli umori dello spogliatoio granata. Penso però che poche squadre possano permettersi Belotti, Zaza e Iago Falque. Comunque Toro e Fiorentina mi piacciono. Possono lottare per il quinto posto che, per loro, vorrebbe dire vincere lo scudetto“.

Pecci: “La Fiorentina è un’esplosione di gioventù. Chiesa è un piccolo fenomeno ed è anche un furbetto. Il salto di qualità può arrivare grazie a Pjaca se il croato smette di essere un oggetto misterioso. L’ex Juve è talento allo stato puro. Ma per adesso ha fatto vedere solo spiccioli delle sue qualità”.

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