Pulgar-Lirola, il tempo è galantuomo: entrambi hanno ingranato

Pulgar-Lirola, il tempo è galantuomo: entrambi hanno ingranato

Prestazioni così così e scetticismo: ora però è arrivato il cambio di marcia

di Redazione VN

Investimenti importanti ma niente etichette, bocciature o pregiudizi. Il tempo è galantuomo e piano piano ha spazzato via le impressioni negative su Pol Lirola ed Erick Pulgar: le buone annate a Sassuolo e Bologna avevano alzato le attese sui due, e dopo qualche prestazione non proprio esaltante l’impressione dei più era stata quella di aver “buttato” quasi 25 milioni. Tanti, ma nel mercato di oggi nemmeno troppi.

Come scrive il Corriere Fiorentino nelle ultime due partite è arrivato il manifesto della trasformazione per entrambi: Lirola ha segnato il gol decisivo con l’Atalanta e con il Napoli ha annullato Insigne e servito un assist al bacio per Castrovilli. Il cileno invece con un tracciante di 40 metri ha tagliato in due la difesa nerazzurra, servito la palla del 2-1 proprio al catalano e al San Paolo ha recuperato 9 palloni; nonostante qualche mugugno, è quinto per numero di passaggi chiave e quarto nei chilometri percorsi in media a partita. Per entrambi ora serve trovare continuità.

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  1. Valter - 6 mesi fa

    Capire che cosa non và a volte non è facile capirlo neanche dall’interno quando appunto chi ha il timone perde la cognizione di tutto l’insieme degli ingranaggi che fanno funzionare una squadra, ecco che poi si comincia a puntare il dito ingiustamente sui giocatori che non riescono ad esprimersi.
    Dare sentenze dall’esterno poi è pura follia, quella follia che porta all’isteria.
    La rinascita di tutta la squadra bon è un merito particolare di beppe che appena arrivato disse “mica ho la bacchetta magica”.
    C’è piuttosto da chiedersi come abbia fatto montella a mandare tutto fuori fase..

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  2. Labaroviola72 - 6 mesi fa

    Val la pena ricordare, come gia’ dallapadella fa qui sotto per Lirola, che sia Lirola che Pulgar hanno giocato i rispettivi campoinati continentali con le proprie nazionali, ed hanno poi cambiato squadra, in parte ruolo, e sono finiti in mano al genio di Pomigliano che li ha mandati fuori forma e fuori giri. Con Beppe altra musica, non saranno mai da pallone d’oro ma neanche dei bidoni.

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  3. glover_3713546 - 6 mesi fa

    Twitter: @enzobucchioni…

    L’altro giorno Rocco Commisso, parlando confidenzialmente, mi ha confessato: “Non mi nascondo, hai avuto ragione tu, ti ho sempre letto anche da New York, ma sono stato io a voler tenere Montella a tutti i costi, è stata una decisione mia nonostante i pareri negativi di alcuni dirigenti. Vedi, ho fatto sempre così con tutte le aziende che ho comprato negli Stati Uniti, ho sempre confermato i manager ed ho avuto successo. Quello che funziona non si cambia, pensavo valesse anche per la Fiorentina”. Purtroppo no. Ora però spero che Rocco abbia capito la regola numero uno del pallone: il calcio è un mondo a sé.
    Quello che va bene in quasi tutte le altre attività economiche difficilmente è applicabile ed efficace tout court anche nel calcio, un posto dove ci sono regole, consuetudini, abitudini completamente diverse. Il successo di Iachini mi fa felice e non mi meraviglia. La Fiorentina è una squadra discreta, costruita in fretta, senza grandi ambizioni nel breve periodo, che in mano a un allenatore sbagliato come Montella stava rendendo molto meno del suo reale valore. Alla faccia di quelli che parlano perché hanno la lingua in bocca, oggi l’allenatore è una figura centrale, nel calcio moderno deve essere tecnico, tattico, ma anche manager, psicologo e carismatico. Deve essere soprattutto riconosciuto dal gruppo come leader e Montella non lo era più dopo il disastro dell’anno scorso in viola, nei mesi precedenti con altre squadre, e per le idee non condivise all’interno dello spogliatoio. Dalle parole di alcuni giocatori mi sembra di capire che devono essere successe anche cose piuttosto grosse, ma da quello che vedevamo in campo s’era ampiamente capito.
    Scusate il pistolotto, ma l’aver ritrovato una Fiorentina che ci piace, ci diverte, fa punti con le armi del carattere, del cuore, del senso di appartenenza, in nome e per conto di un calcio normale, ci deve far riflettere sulle colpe e sulle responsabilità. Se la scelta è di Rocco (legittima, il padrone è lui), le colpe sono tutte di Montella e non di Pradè, come il disciolto club della bistecca stava cercando di far passare. Il Club è disciolto, ma i membri operano ancora su piazza e in nome e per conto di amicizie e interessi particolari, spacciandosi per tifosi della Fiorentina, in realtà stavano cercando di far danni solo per rivalutare il recente passato. Su Pradè in queste settimane ne ho sentite di tutte, messe in giro dai soliti noti e amplificate dal Popolo Bue. Pradè non è perfetto, ha sbagliato qualcosa come tutti quelli che lavorano, ma ha trovato le macerie di tre anni di non calcio e di scelte ridicole della precedente proprietà e della precedente dirigenza. Un conto è inserire in un telaio di squadra 3-4 giocatori, qui non c’era la squadra, ma neanche il telaio. Con settanta giocatori inutili da vendere.
    Per essere arrivato il primo luglio, Pradè ha fatto anche troppo. Al suo posto non avrei ripreso Badelj visto che in quel ruolo aveva già comprato Pulgar e neppure Boateng, ma di questo deve essersi pentito anche lui (dopo ne parleremo). Il resto è tutto calcisticamente molto logico. E’ tutta roba di calcio. Per di più, dopo aver chiuso un mercato con tre milioni di attivo.
    Ho sentito dire che Lirola non era un giocatore da Fiorentina, che Pulgar era un bidone o giù di lì, che Caceres era finito, ne ho sentite tante. Troppe.
    E’ bastato un allenatore come Iachini che, lo ripeto, non pensa di avere inventato il calcio, per ritrovare giocatori di buon livello dentro una squadra in costruzione. Devo insistere. Ho sentito e letto critiche anche per l’operazione-Cutrone dimenticando che è un ragazzo del 1998 e che è stato pagato più o meno come Simeone, già in discussione anche a Cagliari.
    Tutta questa gente dovrebbe andare a scoprire il mare nel tavoliere delle Puglie senza avvelenare costantemente i pozzi della Fiorentina. Ma credo che i tifosi veri, quelli che vogliono capire, che anche ieri sfidando il freddo erano all’allenamento e ogni domenica riempiono il Franchi con amore, abbiano capito di chi possono fidarsi e da chi prendere le distanze. Oggi li sentirete applaudire e leccare, ricordate però cosa dicevano fino a quindici giorni fa. Sono loro. I soliti fin troppo noti.

    Questa è verità

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    1. Labaroviola72 - 6 mesi fa

      Applausi sinceri

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  4. dallapadella - 6 mesi fa

    Già bocciati senza appello da molti espertoni… Lirola ha avuto problemi di ambientamento e tra quelli che più ha risentito dell’atmosfera montelliana però ragazzi va tenuto conto che aveva fatto l’europeo e almeno aspettare la stagione prima di crocifiggerlo.

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