Pioli, il rischio B e le contestazioni. Della Valle, così in tre mesi è crollato tutto

L’escalation al contrario, tra dichiarazioni, comunicati e tifosi in subbuglio. La fine dell’era Della Valle

di Redazione VN

Tutto nasce il 10 marzo 2019, una giornata tranquilla per Firenze e per la Fiorentina. La squadra ha appena pareggiato a fatica con la Lazio, e anche se si trova tristemente decima in classifica rimane a sei punti dal settimo posto. Ma Pioli nel post-gara ha uno scatto d’orgoglio e alla classica domanda sul suo futuro si irrigidisce: «Ho le idee chiarissime su cosa farò». Per il Corriere Fiorentino inizia così il film dell’orrore che ha portato all’addio dei Della Valle. La reazione della proprietà è lentissima e arriva 8 giorni dopo con una stoccata di Cognigni «Parliamo di cose serie, per favore» e proprio la parola serietà è l’anticipazione del tragico comunicato ispirato da DDV tre settimane più tardi, quello della messa in discussione dell’allenatore che immediatamente si dimette. Il resto è ritorno di Montella/sconfitte/lettera di Diego alla Nazione/flash mob in via Tornabuoni/sciopero del tifo/salvezza all’ultima giornata con il Genoa. Un’escalation di tristezza e confusione fino all’ultimo strappo: «Non metteremo più piede al Franchi fino a quando resterà questo clima nei nostri confronti», una frase che ha il sapore della resa finale.

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