Palazzi, andamento lento. La A per ora è al riparo

Palazzi, andamento lento. La A per ora è al riparo

C’è un fantasma che si aggira nella classifica della A e ha le sembianze delle scommesse. Sono passati diversi mesi da quando la procura di Cremona ha affondato i colpi …

di Redazione VN

C’è un fantasma che si aggira nella classifica della A e ha le sembianze delle scommesse. Sono passati diversi mesi da quando la procura di Cremona ha affondato i colpi su un cancro fatto di combine e giocatori infedeli. I «quattro sfigati» sono diventati diverse decine: oggi la preoccupazione per penalizzazioni e squalifiche è trasversale. Tutti chiedono di conoscere al più presto il loro destino. Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ha dichiarato «faremo in fretta», ma le prime mosse della Procura Federale sono quantomeno da «andamento lento». A parte l’audizione di Carobbio, quasi tutti i giocatori sentiti sono riferiti ad atti, partite e situazioni già note da mesi. Anzi, molti dei tesserati convocati erano stati inspiegabilmente lasciati tranquilli la scorsa estate, quando era andato in scena il primo processo. In oltre 20 giorni di interrogatori, la Serie A è entrata solo di striscio. Eppure i jolly in mano al procuratore Stefano Palazzi non mancano.

Pentiti alla finestra

Il pm Di Martino ha consegnato quasi tutti gli atti alla Procura federale. In quelle carte ci sono almeno 25 giocatori della massima serie indagati. A parte Cristiano Doni e un paio di tesserati del Novara, nessuno è stato chiamato a Roma. Come mai? Difficile dare una risposta, forse Palazzi sta aspettando altri e più incisivi riscontri. Di sicuro è inspiegabile la non convocazione di Andrea Masiello. Il difensore dell’Atalanta è stato sentito due volte a Cremona (e altrettante a Bari): sta collaborando e le sue rivelazioni stanno permettendo ai magistrati di allargare l’inchiesta. Una sua chiamata permetterebbe a Palazzi di entrare a due piedi sul marcio dello scorso campionato di A e magari scatenare un effetto domino. Tra l’altro Salvatore Pino, legale di Masiello, ha richiesto più volte l’audizione. Comprensibile: il giocatore sta scontando una squalifica preventiva (non è stato più convocato da fine gennaio) e spera di patteggiare la pena, come accaduto con Micolucci (che aveva consentito il salto di qualità nella scorsa estate). Masiello e anche Gervasoni sono pedine fondamentali, eppure in questa fase sfilano figure di secondo piano. Per carità, va scoperto tutto e punito ogni comportamento fuori legge, ma forse sarebbe il caso di occuparsi delle situazioni più scottanti. E non di evitarle specie se, come annunciato dal capo della Polizia Manganelli, sono in arrivo delle novità che daranno un’ulteriore accelerata all’inchiesta sportiva. E se a questo aggiungiamo che il lavoro delle procure di Bari e di Napoli (ma almeno le carte di un caso preciso di frode sportiva non sono state già trasmesse?), presto coinvolgerà altri tesserati, allora il rischio è che il fantasma diventi cliente fisso delle classifiche. Certo, se Palazzi cambiasse passo…

La Gazzetta dello Sport

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