Messo da parte, denigrato: Simeone non ha mollato un colpo

Messo da parte, denigrato: Simeone non ha mollato un colpo

L’attaccante argentino si è riscoperto in mezzo alle difficoltà

di Redazione VN

E pensare che proprio l’acquisto di Luis Muriel rischiava di mettere definitivamente in un angolo Giovanni Simeone e, da un certo punto di vista, è stato così. Da gennaio l’ex Genoa ha giocato due sole partite dal primo minuto. Contro la Sampdoria (gara nella quale fu però sostituito all’intervallo) e contro il Chievo. Sacrificato sull’altare dell’ex Siviglia. Vittima di un equilibrio da rispettare e di un rendimento fino ad allora insufficiente. Lo dicono i numeri, spiega il Corriere Fiorentino: fino alla sosta invernale Simeone ha giocato 19 partite (di cui 17 da titolare) mettendo insieme 1.536 minuti e soltanto 4 gol: uno ogni 384’. Poco. Eppure, nel momento più difficile, Gio si è ricordato di tutti gli insegnamenti di papà Diego, e non ha mollato. Anzi. Si è messo a lavorare ancora di più. Lo stesso Pioli, lo staff, i compagni, sono rimasti impressionati dalla sua forza mentale. Una reazione che si traduce in dati. Quello con la SPAL è stato il terzo gol (dopo la doppietta alla Roma in Coppa Italia) realizzato nel 2019. Gioca meno, segna di più: nel nuovo anno la media è di una rete ogni 73,6 minuti. Talmente bravo ad entrare dalla panchina da rischiare che questa qualità si trasformi, paradossalmente, in una condanna. Perché con lui, Pioli, ha sempre un asso da calare a partita in corso.

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  1. Ghibellino viola - 5 mesi fa

    denigrare v. tr. [dal lat. denigrare, der. di niger «nero»; propr. «annerire», poi fig.]. – Cercare con intenzione malevola di offuscare la reputazione di una persona o di sminuire il valore di una cosa, col parlarne male: d. un avversario politico; d. un’istituzione; L’uso del verbo denigrare mi sembra eccessivo.

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    1. CippoViola - 5 mesi fa

      Quando col dito volle zittire la curva non mi pare lo stessero proprio osannando, neanche nei giorni successivi quando chiese scusa 🙂
      Osannare v. intr. [der. di osanna] (aus. avere). gridare evviva, inneggiare, spec. come manifestazione di supina ed esaltata venerazione: il popolo osannava al dittatore; anche come trans.: la folla osannava dalla piazza il suo capo; e così nel passivo: si compiace di essere acclamato e osannato.

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