L’american dream nel calcio europeo: in Premier è andata bene, in Italia un po’ meno…

Interessante disamina del Corriere Fiorentino sulle proprietà a stelle e strisce nei campionati del Vecchio Continente

di Redazione VN

Sul Corriere Fiorentino di oggi leggiamo il processo di americanizzazione avvenuto negli ultimi anni nel calcio europeo. Come noto, del resto, Rocco Commisso non è certo il primo imprenditore statunitense a diventare proprietario di un club nel Vecchio Continente. A fare da apripista è stata la Premier League, ma anche in Italia non scherziamo, considerando che quella appena conclusa dal capo di Mediacom è la quinta operazione in ordine di tempo, dopo gli esempi Bologna, Roma, Milan e Venezia. Come si legge nell’articolo in questione, per gli americani il calcio europeo è un’ottima opportunità per fare business: secondo loro, infatti, “il pallone è un asset all’interno di investimenti più ampi dove tutto genera flusso di cassa“, basti pensare a quanto fatto dai Glazer con il Manchester United e dalla coppia Herny-Werner col Liverpool. Ad esempio “oggi i Red Devils sono diventati il club più ricco d’Europa con oltre 680 milioni fatturato“. In Italia non tutto è filato liscio invece: Saputo spesso è criticato a Bologna, per non parlare di Pallotta a Roma. Ancora da scoprire gli obiettivi che l’Elliott Management Corporation riuscirà ad ottenere con il Milan.

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  1. gonzalo65 - 1 anno fa

    perche sei cosi’ convinto che Commisso nn llo sia ? lo conosci? lo chiami spesso…?

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  2. fornamas63 - 1 anno fa

    C’è una differenza sostanziale anche a livello paese tra noi e l’Inghilterra, qui da noi tranne la società di sua maestà agnelli a cui tutto è concesso, per gli altri costruire infrastrutture è un percorso ad ostacoli.
    Se da noi non si è riusciti a mettere un mattone in croce per il nuovo stadio anche a Roma e Napoli per fare un esempio non è che stiano tanto meglio.
    Corruzione, inefficienza della PA e tanti altri fattori ci hanno ridotto in questo modo.

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    1. fornamas63 - 1 anno fa

      Mi sono dimenticato di dire che il merchandising nel nostro paese è un nulla rispetto a quello inglese (confrontare i contratti degli sponsor tecnici per intendersi), questo perchè da noi le contraffazioni non vengono perseguite come da loro e se vuoi una maglia devi comnprare per forza l’originale non la copia da 15 euro alla bancarella.
      Guardare le tribune dello stadio della finale di CL rende l’idea di quante magliette vendano da loro.

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  3. bitterbirds - 1 anno fa

    …da noi per adesso è arrivato solo il piano marshall

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  4. bitterbirds - 1 anno fa

    lasciamo perdere, quelli sono investitori di primo livello e sanno perfettamente cosa significa mettere in piedi una struttura qualificata in uno sport professionistico

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