La Fiorentina frena ancora, colpa della “Grande Rincorsa”

La Fiorentina frena ancora, colpa della “Grande Rincorsa”

Seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro la Lazio: al ‘Mapei Stadium’ decide Politano

di Redazione VN

Un estratto dell’articolo de La Repubblica di Benedetto Ferrara, che analizza la sconfitta contro il Sassuolo: “Una quindicina di anni fa questa sarebbe stata una partita di B da mezza classifica. Parliamo di tecnica, perché in quanto alla velocità forse nemmeno lì. Ma in realtà non c’è molto da dire: il Sassuolo è il ricordo sbiadito di se stesso, la Fiorentina è scarica come un impiegato stressato in attesa delle meritate ferie. Mettici anche il buon Dabo che si fa buttare fuori dopo mezz’ora e allora succede che la sfida te le risolve uno dei pochi che nel Sassuolo gira ancora, cioè Politano, attaccante veloce e tecnico, scoperto giusto in tempo per il tramonto di Berardi, attaccante che potrebbe venire a Firenze tra pochi mesi: il prezzo è sceso di parecchio e pure il rendimento, ma su quello non si sa mai. Lui è ancora giovane e forse ancora abbagliato dai titoli di giornale che lo davano prima all’Inter, poi alla Roma e poi … ancora al Sassuolo, appunto. Ma questi sono dettagli. E comunque si vedrà. La cosa bella del simpatico pomeriggio afoso dalle parti della stazione medio- padana sono i genitori di Astori, Renato e Anna. Sono in tribuna, accanto ad Andrea Della Valle. Commozione. Sempre. E tutto il resto è una partita sfiatata, decisa da un errore di Dabo, che molto ingenuamente commette due falli plateali (ma non cattivi) nel giro di pochi minuti. Inutile dire che la Fiorentina paga un prezzo altissimo al rosso di Irati. Ma giustificare la seconda sconfitta consecutiva con l’inferiorità numerica non basta, anche perché il Sassuolo di Iachini è davvero poca cosa. La premessa, però, è inevitabile. Possiamo forse scaricare una montagna di critiche addosso a una squadra che ha vissuto un dramma e ha superato se stessa con un filotto di risultati positivi quasi da record? No, non è il caso. Semmai è giusto chiedersi quali siano i suoi punti deboli, anche se non ci vuole un particolare ingegno a scoprirli […]”.

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  1. Up The Violets - 2 anni fa

    E comunque a me Berardi a prezzo di saldo non dispiacerebbe: se rimettesse la testa a posto e ritrovasse quegli stimoli che nel deprimente Sassuolo attuale evidentemente non ha più, sarebbe proprio quel tipo di seconda punta capace anche di giocare sulla fascia e di segnare con regolarità che ci servirebbe, per dare qualità e peso offensivo a un attacco che non ha né l’una né l’altra dote.

    Ma sicuramente “chi sappiamo noi” non lo prenderà e ci porterà il solito “-icci” o l’ennesimo portoghese…

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  2. Up The Violets - 2 anni fa

    Esattamente: non è colpa della squadra, che dobbiamo solo ringraziare per come ha reagito e che peraltro il suo lo aveva sempre fatto, anche prima di quel maledetto 4 marzo. La colpa è di chi l’ha costruita, non solo con un ritardo e un’approssimazione nelle scelte tecniche a dir poco imbarazzanti, ma buttando via autentiche vagonate di quattrini, come ci ricordano Benassi (dieci milioni) e Simeone (diciotto, valore di mercato al quale il Cholito può arrivare – contrariamente a Benassi – ma non certo a breve) quasi tutte le volte che scendono in campo. E a gennaio, come ci ricordano invece Falcinelli e Maxi Olivera tutte le volte che scendono in campo, se possibile si è fatto ancora peggio.
    Riguardo a quel poco di buono che si è riusciti a combinare, per la precisione Veretout, è già partita la rumba mediatica che porterà all’inevitabile cessione, Chiesa senza le coppe è assai difficile che possa essere trattenuto e allora ci si rende conto che il presunto rilancio europeo di cui Andrea Della Valle discorreva allegramente anche ieri sera non sarà mai possibile se il “comparto tecnico” resterà lo stesso delle ultime due stagioni. Non a caso, mentre le energie psico-fisiche vengono a mancare e i limiti di questa squadra tornano uno per uno a farsi vedere, si comincia già a sentir parlare di portieri croati, di attaccanti del Benevento, di difensori del Cagliari e così via… insomma della solita decina di scartine che arriveranno qui a tre-quattro milioni l’uno, al posto del paio di giocatori da dieci-venti milioni (che li valgono, a differenza di Benassi e Simeone) che basterebbero per far svoltare questa squadra e riportarla DAVVERO, non solo a parole, tra le pretendenti a un posto nelle coppe.

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