Don Massimiliano: “Osvaldo il ricordo più bello. Quella gag con Buffon prima del 4-2… “

Don Massimiliano: “Osvaldo il ricordo più bello. Quella gag con Buffon prima del 4-2… “

“Con Marco Donadel abbiamo una profonda amicizia, ma anche con Cerci, Gilardino, De Silvestri”

di Redazione VN

Anche Don Massimiliano Gabbricci, padre spirituale della Fiorentina, è stato intervistato dai giornalisti di Viola Week. Queste le sue parole più significative: “Fiorentina multinazionale? Rispetto al passato c’è bisogno di mettersi in relazione in maniera diversa, magari con un minor impegno dal punto di vista sacramentale, ma con una presenza discreta che poi diventa rapporto amichevole. Anzi, a volte proprio amicizia. Penso all’incontro con Frey, che è buddista, con Jovetic, ortodosso, o adesso con Tomovic. Quando a Natale porto alla squadra il messaggio del vescovo il punto comune per tutti è il bene dell’uomo, il dialogo per la pace e l’accoglienza”.

Con quali giocatori ha legato di più nei suoi anni alla Fiorentina?
“Non faccio torto a nessuno se dico che con Marco Donadel abbiamo una profonda amicizia, ma anche con Cerci, Gilardino, De Silvestri”.

Quali i ricordi più significativi?
“Mi ricordo come fosse ora quando morì Riccardo Neri, un ragazzo di Gambassi portiere nelle giovanili della Juventus annegato in un laghetto a Vinovo, tifosissimo della Fiorentina. Qualche tempo dopo con Sebastian Frey andammo a rendere omaggio alla sua tomba. Un’esperienza toccante”.

E quelli divertenti?
“Ci sono, eccome. A me piace ricordarne uno: prima di Fiorentina-Juve del 4-2 in rimonta con Pepito nell’autunno 2013, ero a pranzo a Coverciano con Prandelli durante il ritiro azzurro. Passa Buffon e mi saluta: “Don, ricordati di pregare per me soprattutto per la prossima partita”. Al che gli garantisco il mio impegno, mentre il ct si mette a ridere: “Non ti ricordi con chi giocate domenica?”. Questione di un secondo e ribecco Gigi: “Caro certo che prego per te, ma la prossima la vinciamo noi”. Mi pare proprio di essere stato ascoltato”.

Il momento più bello?
“Quando Osvaldo ci portò in Champions League segnando al Torino: una gioia immensa condivisa con tutto il popolo viola, che accolse la squadra allo stadio”.

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