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Il commento

A Venezia una Fiorentina senza capo né coda

VENICE, ITALY - OCTOBER 18: The referee Luca Massimi shows a the red card to Riaccardo Sottil of Fiorentina during the Serie A match between Venezia FC and ACF Fiorentina at Stadio Pier Luigi Penzo on October 18, 2021 in Venice, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

L'analisi a mente fredda di una sconfitta inaspettata che porta con sé anche una involuzione del gioco Viola.

Saverio Pestuggia

Il titolo è volutamente provocatorio e gioca sulle parole. La Fiorentina vista ieri a Venezia non mi è piaciuta a cominciare dal suo capo (Italiano) per finire alla coda rappresentata dalla squadra. Intendiamoci, non è che adesso 'gli è tutto sbagliato e tutto da rifare' per dirla con il Ginettone nazionale, ma certamente la Fiorentina vista a Venezia ha messo in mostra tante pecche che finora non erano affiorate. Certamente può essere un episodio e ci sta tutto, anche le grandi squadra incappano in una giornata di luna storta e purtroppo questa Fiorentina ancora grande squadra non lo è.

Cominciamo da Italiano che ha ancora una volta rinunciato ai sudamericani reduci dal recente viaggio di ritorno con annessi problemi di jet lag. Certamente il mister viola avrà avuto le sue buone ragioni, ma a volte questo suo atteggiamento appare anche come una forzatura per dare importanza a chi resta a casa. Qualche altra cosa non mi è piaciuta: ad esempio riproporre Amrabat in posizione di regista, cosa già vista e rivista lo scorso anno con Iachini. Esperimento nuovamente bocciato: il marocchino gioca bene da incontrista ma non cuce il gioco perché non è il suo mestiere e la manovra da lui non riparte mai lasciando distanti le due mezzali mai come ieri in affanno e in difficoltà. Lasciare i sudamericani a riposo porta a questa scelta come a quella di riconfermare un Callejon che continua ad essere inutile sia per la manovra d'attacco che in fase difensiva. Certo le alternative non abbondano e qui entra in gioco la società che se vuole tentare di giocarsi le carte per l'Europa deve cercare un'alternativa sulle fasce visto anche che Nico Gonzalez per sua fortuna continua a giocare, e bene, con la sua nazionale.

E dopo le scelte del tecnico veniamo alle prove sottotono dei suoi calciatori. Odriozola ha rischiato il doppio cartellino in meno di mezzora ed è stato giustamente sostituto. Non da Venuti, bensì da Benassi che alla manovra offensiva ha dato un contributo nullo. Benassi è un calciatore che anche nella sua miglior stagione non è mai stato uno a cui piace essere al centro della manovra, lo si notava solo per le incursioni in area con le diverse reti segnate. Adesso viene da un anno di stop e Italiano lo impiega sulla fascia dove è necessario dare sostanza al proprio gioco. A mio parere l'esperimento è da bocciare a priori proprio per le caratteristiche del ragazzo. Sulla sinistra Biraghi non ha mai inciso, così come Duncan apparso molto in difficoltà contro il baby Busio. La coppia centrale di difesa ha lasciato solo un varco al Venezia, ma è costato la sconfitta. Di Amrabat ho già scritto e anche Bonaventura ha lasciato molto a desiderare. Resta Sottil bravo nelle sue accelerazioni solitarie, meno bravo nel gioco di squadra e in difficoltà come temperamento. Infine Vlahovic: servito poco e male non si è mai visto. Quelle volte che ha potuto giocare, raramente ha superato il capitano del Venezia che lo ha annullato. Colpa della situazione contrattuale? Forse il batti e ribatti tra società e agente ha pesato, ma non credo che più di tanto sulla prestazione opaca della squadra.

Onore anche al Venezia, squadra aggressiva, molto fisica e ben preparata atleticamente da Zanetti. I lagunari hanno corso di più e meglio  e soprattutto hanno sfruttato l'unico buco difensivo lasciato dai viola. Purtroppo molto simile alle reti segnate da Roma e Napoli. Segno che gli allenatori avversari conoscono Italiano e prendono le contromisure. Adesso testa al Cagliari, in arrivo al Franchi. La Fiorentina non può fallire perché, ridendo e scherzando, la squadra viola ha perso tre delle ultime quattro partite. Il trend deve essere invertito, in un modo o nell'altro.

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