Pradè, prima da ex all’Udinese: l’amicizia con la famiglia Pozzo e i colpi Musso e Mandragora

Pradè, prima da ex all’Udinese: l’amicizia con la famiglia Pozzo e i colpi Musso e Mandragora

Pradè torna a Udine da avversario per la prima volta. Ha lasciato tanti ricordi e un paio di ottimi acquisti…

di Stefano Rossi, @StefanoRossi_
Pradè

Non solo Beppe Iachini, anche Daniele Pradè è un ex Udinese. Il direttore sportivo viola lo scorso anno ha lavorato con la famiglia Pozzo in Friuli. Ha lasciato un ottimo ricordo, a livello professionale e umano. Tante volte si sono ritrovati a parlare di calcio, non solo a cena ma anche a colazione. Sì, perché i proprietari del club da buoni friulani si alzano presto al mattino per occuparsi delle loro aziende e le riunioni non avvengono soltanto nel pieno della giornata. In comune hanno anche una passione per il calcio inglese. Loro posseggono il Watford, oggi club principale nelle gerarchie societarie, Pradè in un periodo di inattività si trasferì in Inghilterra per studiare da vicino la Premier e il mondo annesso.

Sabato, per la prima volta, il dirigente tornerà da ex a Udine. In quella città si è trovato bene, ma di comune accordo al termine della scorsa stagione hanno deciso di separarsi. Il dirigente viola ha lasciato in eredità due ottime operazioni su tutte: Mandragora, acquistato dalla Juventus, e Musso che oggi è il portiere della nazionale argentina. Due assegni circolari per il club che, ancor più che in passato, bada ai conti e all’equilibrio economico. In Friuli infatti non cullano più le ambizioni dei tempi di Guidolin e Di Natale, nonostante la ristrutturazione dello stadio lo facesse intendere.

Dopo il divorzio, Pradè sembrava destinato a tornare alla Sampdoria. Alla fine però, lo scorso giugno, si è inserita la Fiorentina che ha deciso di ripartire con l’artefice e regista di una delle squadre più divertenti degli ultimi anni, quella del primo triennio di Montella. La ricostruzione non è stata facile, fra esuberi e tempi stretti. Gli acquisti migliori Pradè li ha fatto studiando per il futuro, non è un caso che li abbia conclusi a gennaio: il primo è Amrabat, soffiato al Napoli, mentre il secondo è Kouamè che prima della fine del campionato tornerà in campo. Adesso sta lavorando ai rinnovi di Vlahovic e Chiesa. Che sia un indizio di continuità?

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  1. ViolaBelugi - 3 mesi fa

    Musso non credo sia un grande portiere ma oggi vale certamente di più dei 4 milioni pagati per portarlo a Udine, quindi sì, è stato un buon acquisto. Mandragora a 20 milioni non era difficile da comprare, bastava appunto avere 20 milioni sa spendere. Ad oggi non mi pare il suo valore sia aumentato, né credo che la Juve abbia intenzione di esercitare il diritto di riacquisto. Ad oggi non mi pare un buon investimento per l’Udinese. Gli affari veri l’Udinese li ha fatti qualche anno fa, prima dell’arrivo di Pradé. E non dimentichiamo che grazie anche al Watford la famiglia Pozzo ha un network di conoscenze internazionali che ad esempio la Fiorentina non ha.

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  2. glover_3713546 - 3 mesi fa

    Veramente Pradè ha portato a Udine anche Pussetto, giocatore molto buono, argentino, e Okaka a gennaio, dal Belgio, che con i suoi gol ha praticamente salvato l’Udinese in anticipo e nel finale ha pure sorpassato nettamente la Fiorentina, in classifica.

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  3. dallapadella - 3 mesi fa

    Io non so se Mandragora sia un colpo: è costato 20 milioni che per l’Udinese è l’acquisto più costoso della storia. E la Juventus ha mantenuto il diritto di recompra per 25 milioni.

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