Pezzella a 360°: “A lungo alla Fiorentina come Passarella e Gonzalo. La difesa e l’Europa…”

“Conoscevo bene la Fiorentina perchè in Argentina, grazie a Batistuta, i viola sono molto conosciuti”

di Redazione VN

Così il difensore della Fiorentina, German Pezzella, ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno

Il miglior acquisto dei viola?
Quando sono arrivato a Firenze il mio obiettivo era fare bene, poi in campo bisogna sempre dimostrare quello che è il lavoro in allenamento. Tutto sta andando bene, ma devo ancora migliorare. Chiaramente giocare due stagioni in Spagna mi ha aiutato molto nell’ambientamento, però ancora devo crescere molto. Quello italiano è un calcio nuovo per me, che impone maggiore velocità in difesa.

Vitor Hugo e Milenkovic, però, per ora fanno panchina…
Per una squadra è fondamentale avere diversi giocatori in più ruoli. La concorrenza aiuta tutti a migliorare, stimola ogni calciatore a fare sempre meglio e sono convinto che anche loro dimostreranno tutto il loro valore.

I risultati sono stati influenzato soprattutto dai problemi della fase difensiva?
In tante occasioni forse è più responsabilità nostra che non bravura degli avversari. Spesso potevamo fare meglio ma la fase difensiva dipende anche da tutta la squadra, attacco incluso. Dobbiamo imparare a giocare tutti insieme sia per non prendere gol sia per farli, ma sono convinto che possiamo fare di più e meglio. Anche noi speravamo di avere punti in più, o almeno ce li aspettavamo, ma in questo momento serve trovare soprattutto regolarità nei risultati. Non possiamo vincere tre partite consecutive e poi tornare a risultati negativi. Dobbiamo eliminare questo “up e down” nel nostro rendimento.

Pioli non ha fissato traguardi ancora, ma voi tenete d’occhio la classifica?
In questo momento è difficile dire se potremo raggiungere l’Europa o meno. Dall’inizio della stagione sappiamo che ci sono tanti giocatori nuovi, per questo dobbiamo concentrarci una partita alla volta. Come ho già detto, in questo momento quel che più conta è trovare la giusta sintonia di squadra, poi capiremo se l’Europa è alla nostra portata.

Intanto domenica c’è la Lazio di Immobile…
E’ un grandissimo giocatore, ha segnato moltissimo in questa prima parte di stagione ma noi dobbiamo migliorarci rispetto a Ferrara. Sappiamo che giocare con la Lazio a Roma non è semplice, ma io voglio vincere tutte le partite perciò daremo tutto per mettere in campo tutte le nostre qualità e raccogliere un risultato favorevole.

Immobile e l’Italia che invece non ci saranno nel mondiale in Russia
Abbiamo visto la partita degli azzurri con la Svezia ed è chiaro che dispiace non vedere l’Italia nel Mondiale per la sua storia e tutto quello che rappresenta. Fa effetto pensare che siano fuori, noi come argentini possiamo solo dire d’esser felici per la nostra qualificazione, certamente una grande differenza l’ha fatta Messi che considero il miglior giocatore al mondo.

In nazionale, con l’Argentina, sei stato titolare in una difesa a tre come nella ripresa di Ferrara
E’ vero, le due amichevoli le ho giocate nel mezzo di una linea a tre, mentre contro la Spal la nostra era una difesa a tre particolare, perchè Sanchez spesso aiutava me ed Astori facendo il terzo difensore. Non era una linea “ferma”, ma per me cambia poco. Anche nel Betis, l’anno scorso, ho giocato tutto l’anno in una linea a tre, ma sono decisioni che spettano solo al mister, per me è indifferente.

Il Cholito Simeone un altro argentino in squadra
Abbiamo un rapporto di vecchia data, ci conosciamo dai tempi del River Plate. E’ un attaccante giovane con un grande potenziale, si dà un gran da fare per la squadra, non si risparmia mai. In allenamento e in partita corre moltissimo, è in un periodo di crescita e per noi è un giocatore importantissimo. Sono convinto che possa fare tantissimi gol già da questa stagione.

Gonzalo Rodriguez e Joaquin ti avevano parlato di Firenze e della Fiorentina?
Conosco Gonzalo ma non c’è stata la possibilità di parlare con lui, perciò molto me l’ha raccontato Joaquin. Mi ha detto che il club è fantastico e la città è bellissima, e che mi sarei trovato benissimo. Ma già conoscevo bene la Fiorentina perchè in Argentina, grazie a Batistuta, i viola sono molto conosciuti.

Corvino, intanto, è già pronto a riscattarti dal Betis
Quando sono arrivato qui ho detto subito che il mio obiettivo era quello di restare a lungo. Poi la decisione spetta al club, e c’è ancora tempo visto che noi dobbiamo pensare al campionato, ma se arrivasse il riscatto ne sarei molto felice. Lavoro ogni giorno anche per questo.

Quali le maggiori difficoltà del calcio italiano?
L’aspetto più difficile è legato alla tattica. Quando incassi un gol è molto complicato riuscire a segnare. I migliori attaccanti? Higuain e Icardi, ma non perchè sono argentini. Stanno facendo benissimo, così come Immobile, ma in Serie A sono moltissimi i centravanti pericolosi.

I tifosi restano vicini alla squadra, ma non c’è un grandissimo entusiasmo
Quello che posso dire è che qui sono stato accolto meravigliosamente. Sento Firenze come una casa anche se sono arrivato solo da tre mesi. Nonostante fosse tutto nuovo i tifosi mi hanno sempre incitato e spronato. Sappiamo che possiamo dare di più e che possiamo vincere più partite, è difficile perchè ci sono molte squadre forti e a noi manca regolarità, ma quello che posso assicurare è che tutti ci impegniamo al massimo.

La tradizione difensiva argentina parla da sé…
Mi piacerebbe lasciare il segno, almeno come hanno fatto Passarella e Gonzalo Rodriguez. Ancora ho giocato soltanto 13 partite, è presto per qualsiasi cosa, ma chiaramente vorrei raggiungere i loro livelli

Altre passioni?
Con mia moglie guardiamo molti film e serie tv, ma resto un appassionato di sport e seguo con grande attenzione il basket. In Argentina, con il fuso orario, era più semplice seguire la pallacanestro anche perchè Ginobili è originario della mia città.

 

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