Branchini: “Cutrone sta bene, il decorso della malattia è stato tenuto sotto controllo”. Poi non le manda a dire ai vertici del calcio

Branchini: “Cutrone sta bene, il decorso della malattia è stato tenuto sotto controllo”. Poi non le manda a dire ai vertici del calcio

Le battute dell’importante agente di mercato, procuratore dell’ex Wolves Cutrone

di Redazione VN

Giovanni Branchini, agente fra gli altri di Patrick Cutrone, è intervenuto in diretta Instagram con calciomercato.com. Il noto procuratore ha parlato del bomber viola, per poi soffermarsi sulle conseguenze del Coronavirus nel mondo del calcio.

Come sta Cutrone, dopo la positività? Patrick mi ha rassicurato da tempo, il decorso della malattia è stato controllato. L’ha vissuta senza sofferenza ed adesso si è conclusa. Il Coronavirus? Per molte generazioni è un’esperienza nuova, una paura serie ed inedita. Il campionato di Serie A? Non è il momento questo di affrettare i tempi, non possiamo sapere quello che sarà. È inutile adesso pensare quando riprenderà il campionato, la frenesia in un momento come questo non aiuta. La Uefa? Intervento tardivo, non c’era una preparazione per un evento di queste proporzioni. Due giorni prima del rinvio, il presidente della Uefa era ancora convinto che gli Europei si sarebbero giocati. Decisioni giuste, prese in ritardo. Il ventilato taglio degli stipendi?  Inizialmente  lo ritenevo intempestivo. Poi mi hanno spiegato che le società quotate in Borsa hanno l’obbligo di comunicare tali decisioni. Mi ero arrabbiato perché non conosciamo l’entità finale del danno, non per il principio di fondo. Tutti parteciperanno ai sacrifici, per aiutare il movimento calcistico. Quando ripartirà sarà in crisi totale e servirà un contributo da parte di tutti. Spero negli enti come l’AIC: deve salvaguardare il calcio che altrimenti rischia di sparire. Mi riferisco al 50% dei club. E a seguire Fifa e Uefa che hanno casse piene di denaro. Calciomercato a ottobre? Ipotesi logica, ma deve andare di pari passo con le nuove date del calcio. Molte società avevano intenzione di rientrare nel proprio bilancio con delle cessioni, entro il 30 giugno. Il che è è assolutamente irreale. Questo potrebbe suggerire di far scalare i termini per la chiusura dei bilanci stessi. Lo dico innanzitutto per il bene dei singoli stati: il calcio riveste una grande importanza per il Pil.

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