Mihajlovic e Firenze: “Bella ma ostile. La squadra era vuota, chiesi ai tifosi di lavorare in pace e invece…”

Mihajlovic ricorda l’esperienza vissuta a Firenze

di Redazione VN

Sinisa Mihajlovic racconta, dal suo punto di vista nel libro scritto insieme al vicedirettore della «Gazzetta dello Sport» Andrea Di Caro, l’esperienza alla Fiorentina. Nel suo «La partita della vita» (ed. Solferino), Sinisa dedica un intero capitolo a quell’esperienza difficile a una «Firenze così bella da lasciarmi senza fiato, così ostile nei miei confronti da non comprenderne il perché». Ecco le anticipazioni pubblicate sul Corriere Fiorentino:

“Tra un grande amore e un altro serve una storia cuscinetto. E, mio malgrado, quel cuscinetto sono io», scrive l’allenatore serbo. Che ricorda anche il «benvenuto» di «Adriano Sofri, un ex attivista politico, leader negli anni Settanta del movimento Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere perché mandante dell’omicidio di un commissario di polizia, Luigi Calabresi (…). Su Repubblica e Il Foglio si sente libero, chissà da quale pulpito, di gettarmi palate di fango con grande superficialità. Parla di un mio «sostegno militante, mai ripudiato e sempre ribadito, offerto a crimini e criminali di guerra. Massacratori, stupratori, torturatori, kapò e saccheggiatori di migliaia di civili innocenti (…). Questo è il clima intorno a me. Venuto per allenare una squadra, mi ritrovo inserito nella categoria dei carnefici». Ma è il rapporto con la tifoseria a rendere l’avventura di Mihajlovic, a suo parere più difficile di quello che già sarebbe trovandosi a fare i conti «con una squadra vuota nella testa e nei muscoli». Sinisa racconta il confronto durante il ritiro estivo con i tifosi a cui «chiedo di lasciarci lavorare tranquilli». Parole che restano però inascoltate, almeno dal punto di visto dell’allenatore. Che proprio ripensando alla sua avventura a Firenze prende spunto per una riflessione sul ruolo degli ultras nel calcio e su quanto possano incidere sulla costruzione di una squadra. «È giusto, opportuno, lecito contestare un tecnico anche dopo una vittoria, facendo sfociare il dissenso in insulti? Può bastare pagare un biglietto per ritenersi liberi di attaccare, denigrare, invitare all’esonero? Siamo proprio sicuri che sia normale trasformare uno stadio in un Colosseo dove con il pollice alzato o abbassato si decide il destino di un uomo? Fino a che punto una curva può invocare una decisione, arrivando a pretenderla attraverso una protesta continua? I tifosi rappresentano il termometro della passione, il calore, il colore. Senza di loro il calcio non avrebbe senso. Ma le società non sono loro. E le scelte toccano ai proprietari e ai dirigenti. I tifosi sono liberi di sostenere una squadra come di allontanarsi, ma non hanno il diritto di danneggiarla creando un clima impossibile. «Sono stati anni in ogni caso utili per trarre conclusioni importanti. La prima è che non è mai sano lavorare in un ambiente ostile, perché, come diceva Einstein, “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. La seconda è che l’autostima non deve mai sfociare nella convinzione di poter risolvere tutto da soli».

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  1. Eziogòl - 2 settimane fa

    Va pur detto, a parziale ma decisiva scusante, che a Firenze di fiorentini originali ne son rimasti pochi. Troppa immigrazione, troppo poco rinnovamento. E poi la mentalità borghese, massonica, loggistica, ha fatto fuori tutto quel popolo,oroginario, caldo, schietto,tipico che ha per secoli caratterizzato ed identificato positivamente lo spirito fiorentino. Ribadisco: tutto è iniziato a fine 800, con lo sventramento del centro storico medievale.

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  2. Eziogòl - 2 settimane fa

    La verità fa male. A chi la sente.. Ma la verità è come un leone, puoi metterlo in gabbia, ma uscirà sempre verso la libertà e leone resterà.

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  3. dallapadella - 2 settimane fa

    Giusto ricordargli le sue amicizie troppo strette con criminali di guerra. Però quando dice che i tifosi (tutti) non hanno diritto di insultare ha pienamente ragione, a me lo stile Cantona è sempre piaciuto.

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  4. BVLGARO - 2 settimane fa

    Ostile… soprattutto per le tigri di Arkan. Prijedor non dimentica

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  5. Eziogòl - 2 settimane fa

    Il Pompa era di Prato, idem molti altri valorosi elementi di spicco della Fiesole; gli Alcool Campi. La (poca) anima popolare attorno alla Fiorentina, NON È UN CASO, che sia stata di fuori Firenze. Baglini, non di Firenze. Nulla è per caso

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  6. Eziogòl - 2 settimane fa

    E tutto,e tutto..e tutto questo tragico destino che ha impregnato di borghesia bottegaia, è iniziato dallo sventramento (com conseguente dispersione del popolo) del vecchio centro storico a fine 800.

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    1. SoloViola - 2 settimane fa

      Secondo me te e TonyManero siete la stessa persona, un troll gobbo infiltrato…che dice solo e continuamente peste e corna di Firenze, dei suoi tifosi e della Fiorentina… poveraccio

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      1. Eziogòl - 2 settimane fa

        Se io son quello che dice peste e corna voi che volete distruggere lo stadio, il simbolo della Fiorentina, la sua casa, voi, esattamente cosa siete?

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  7. Eziogòl - 2 settimane fa

    Se fosse stata aristocrstica e popolare sarebbe una tifoseria (e quindi squadra) lotta (popolare) e vincente (sapientemente guidata dLl’aristocrazia competente,vincente). Avrebbe vinto 5 scudetti in più; Baggio sarebbe invecchiato con la maglia viola cucita addosso; i presidenti sarebbero stati sempre fiorentini doc. Invece…i risultati e gli ultimi 40 anni sono sotto gli occhi di
    tutti. Purtroppo.

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  8. Eziogòl - 2 settimane fa

    Citta(dinanza) non inclusiva. Polemisti ad oltranza,cinici,individualisti,bottegai. Tutte “qualità” borghesi. Borghesi, è lì il problema. È lì il male. Come varie volte ho scritto, la Fiorentina (ed il suo popolo) non è aristocratica e popolare (come lo sono,per esempio, Milan, Genoa e Roma).

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    1. SoloViola - 2 settimane fa

      Ehi, gobbo infiltrato… quando ti banneranno sarà sempre troppo tardi

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  9. Max13 - 2 settimane fa

    Sofri si è sempre dichiarato innocente, poteva chiedere la grazia e gliel’avrebbero concessa, ma non l’ha mai fatto.Come corrispondente nei territori della ex Iugoslavia conosceva bene i misfatti di quell’assassino di Arkan e Sinisa ancora una volta non ha fatto ammenda del suo appoggio a quel carnefice.I tifosi lo criticavano ovviamente per altri motivi, perché la squadra giocava malissimo e la legge del calcio è impietosa.

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  10. SoloViola - 2 settimane fa

    A Roma i tifosi romanisti hanno perfino minacciato di morte Spalletti, gli telefonavano tutte le notti… e Spalletti a Roma ha sempre fatto bene, quando andava male arrivava terzo

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  11. vecchio briga - 2 settimane fa

    Firenze è una città complicata, non tutti riescono a starci. È uno dei motivi per cui è così difficile vincere qui. È anche vero che se entri nel cuore dei fiorentini sarai sempre uno di loro.

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  12. SoloViola - 2 settimane fa

    Io invece ricordo ce fu accolto abbastanza bene, ma poi con il tempo i rapporti si raffreddarono… lo chiamavamo l’Anticalcio, perché la squadra giocava in modo orribile, ed il confronto con il precedente allenatore, Prandelli, era impietoso

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    1. Conte Uguccione - 2 settimane fa

      Il problema era quello, non la politica

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  13. Dellone68 - 2 settimane fa

    Non condivido molto il pensiero di Sinisa, per l’opinione che possiamo farcene leggendo qua e là sui quotidiani sportivi, non certo dei compendi imprescindibili di filosofia, ma queste considerazioni le condivido. Io ho contestato a lungo, anche su questo blog, l’ultima versione della vicenda Della Valle, non lo nego, ma ho contestato dopo quindici anni e dopo il ritorno di un DS che certificava il ridimensionamento assoluto e l’irrilevanza di una società che, negli ultimi quarantasette anni (in 52 di vita che ho) è sempre stata fra le prime del panorama calcistico italiano. Non ho mai condiviso invece il modo volgare con il quale molto spesso ci si scaglia contro la società ed i giocatori, rei, quest’ultimi, solo di guadagnare un pò troppo rispetto ai comuni mortali. Criticare si, ma sempre nei limiti minimi di civiltà. Purtroppo, da quando ci sono questi “cosi” qua la situazione è incontrollabile. Prima potevamo dare la colpa agli “ultras” della curva, che erano effettivamente quelli più rumorosi, oggi invece ognuno di noi può, utilizzando questo o altri strumenti mediatici, trasformarsi in ultrà altrettanto rumoroso, anzi molto più rumoroso ed influente. Ma non ci sono solo i tifosi. Ci sono i giornalisti che ormai, per riempire il loro format quotidianamente sparano a palle infuocate tutti i giorni creando situazioni insostenibili. Purtroppo siamo diventati così. Impossibilità di aspettare, voglia di massacrare dappertutto, distruggere. Finchè andremo avanti così l’ambiente rimarrà totalmente instabile e, soprattutto, non torneremo mai più a vincere un bel nulla.

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  14. jameslabriexxx - 2 settimane fa

    Vedere pure gli ultras romanisti…senza andare troppo lontano dal debole dell’ autore……..

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  15. Conte Uguccione - 2 settimane fa

    Su sofri ha ragione, un assassino dovrebbe avere il buongusto di tacere. Invece gli viene dato spazio su cui scrivere nei giornali italiani che, non ci scordiamo, vanno avanti grazie ai fondi pubblici (cioè pagati da noi) senza i quali chiederebbero. Poi si parla di libertà di stampa…
    Come allenatore lo reputo poca cosa.

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    1. Sblinda - 2 settimane fa

      Senza far polemica, ma la storia di Sofri è un po’ diversa da come la riporti. Poi sul discorso in generale si può discutere, considerando anche la moltitudine di personaggi ai quali si dà spazio, non ultimo il soggetto dell’intervista, che come ultima nota di merito ha fatto l’elogio funebre di un genocida.

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    2. ilRegistrato - 2 settimane fa

      Che Sofri non sia uno stinco di santo non ha nessuna rilevanza riguardo alla veridicità o meno su quanto ha scritto. Lo striscione degli ultras della Lazio, una banda di estremisti di destra inneggiante alla “tigre Arkan” fu fatto su esplicita richiesta del signor (signore davvero?) Sinisa Mihajlovich e tanto basta a definire il personaggio. Parlare delle contestazioni a squadra e allenatore di fronte a questa VERGOGNA mi sembrerebbe davvero come infangare la memoria di tutti coloro che sono stati trucidati dall’amico di Mihajlovic.

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      1. Sblinda - 2 settimane fa

        Ricordo Boksic dopo quella partita, sapendo che i tifosi della squadra per la quale giocava avevano esposto un cartello con scritto “onore” a chi aveva trucidato, torturato e violentato la sua gente.
        Questo non ha veramente alcun colore politico, si parla di bambini, anziani, donne e uomini innocenti brutalmente eliminati per la propria nazionalità.
        Come si possa analizzare Mihajlovic prescindendo da questo io non lo capisco e mai lo capirò. Soprattutto perché continua a sostenere la propria posizione.

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    3. Conte Uguccione - 2 settimane fa

      Ecco i compagni alla riscossa! I fasci quando arrivano? Alla casa del popolo vi hanno bruciato il cervello, ormai siete una causa persa. Mi avete per caso visto difendere quelli di destra? Per me è tutta la stessa feccia, gente che ha ucciso o mandato qualcuno ad uccidere, molto spesso gente innocente. Se non lo capite difendendo l’una o l’altra fazione di minorati mentali, beh siete irrecuperabili. Cercare scuse a qualcuno di questi assassini vi fa complici, mettetevelo bene in testa. Loro dovrebbero stare in galera e voi frequentatori di centri sociali (cpa o casa pound fa lo stesso) a scuola a studiare. Capre

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      1. Sblinda - 2 settimane fa

        Ahahahhahah
        Mai visti tanti concetti confusi nella stesso discorso.

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        1. Conte Uguccione - 2 settimane fa

          Certo che per te è tutto confuso, non potrebbe essere altrimenti.

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  16. Sblinda - 2 settimane fa

    Veramente dobbiamo continuare a leggere interviste di Mihajlovic?

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  17. TonyManero - 2 settimane fa

    Sinisa perdona questa città di cafoni bottegai.
    Sono fatti così, è più forte di loro.

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    1. SoloViola - 2 settimane fa

      complesso di inferiorità latente

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      1. SoloViola - 2 settimane fa

        Sei un gobbo avvelenato… probabilmente un emigrato a Firenze, forse bullizzato da piccolo… che ha innato il complesso d’inferiorità nei confronti degli abitanti di questa città

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  18. Eziogòl - 2 settimane fa

    DÀGLI TORTO!…città non inclusiva. e tutto è cominciato quando venne demolito il vecchio centro storico, fu disperso il popolo.

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    1. Conte Uguccione - 2 settimane fa

      Stai parlando di pisa per caso?

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      1. Eziogòl - 2 settimane fa

        Pisa ha integro il proprio centro storico medievale. Abitato da studenti e non da pisani. Ma strutturalmente esiste ancora. Firenze non lo ha più. Io non sono di Pisa ma la conosco, come conosco bene Firenze.

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        1. Conte Uguccione - 2 settimane fa

          Quindi non sei fiorentino?

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