La storia degli stranieri in Italia: da Zico agli olandesi

Terza puntata della nostra storia sul ritorno degli stranieri in Italia. Arrivano le stelle e aumenta il numero

di Redazione VN

Torniamo a parlare degli stranieri in Italia. Ci eravamo lasciati con l’avvento del secondo straniero nel campionato 82/83 e in questa terza puntata esaminiano gli anni dell’arrivo delle stelle come Zico e Maradona fino all’ulteriore allargamento al terzo straniero nell’88/89 nel pieno dell’era Sacchi.

 

Nel 83/84 la Fiorentina presenta il duo argentino Passarella-Bertoni mentre il campionato vinto dalla Juventus che mette in campo Platini e Boniek. La Roma affianca Toninho Cerezo a Falcao  costituendo una bella coppia che non basta per replicare il successo dell’anno precedente.

Le milanesi non brillano in quanto a straneri: il Milan sceglie un misto belga-inglese con la coppia Gerets-Blisset. Il centravanti soprannominato “miss it” (sbagliala) viene dal Watford di Elton John ma delude e viene tagliato a fine anno. L’Inter presenta Ludo Coeck e Hansi Muller, una coppia che non convince e che durerà ben poco.

Ma il campionato 83/84 è soprattuto l’anno dell’Udinese che porta in Italia Artur Antunes detto Zico, stella del calcio mondiale che scegli il Friuli con il connazionale Edinho per approdare in Italia. La sua presenza in Italia durerà solo due stagioni.

Tra gli altri segnaliamo il passaggio a Verona dello squalo Jordan, l’arrivo alla Lazio di Michael Laudrup e il girovagare di Dirceu, per quest’anno accasato a Napoli.

 

Stagione 84/85: a Zico si affianca Diego Armando Maradona, strappato a peso d’oro da Ferlaino al Barcellona. Nella sua prima stagione troverà al suo fianco Daniel Bertoni che Firenze aveva scaricato per far far posto al dottore Socrates, non rimpianto autore di una stagione in tono minore accanto a Passarella.

Continuano ad arrivare il campioni: a Milano, sponda Inter, arriva Karl Heinz Rummenigge che era stato trattato anche dalla Fiorentina di Allodi. Accanto a lui ecco Liam Brady dalla Sampdoria.

La Juventus e la Roma confermano la solita accoppiata, ma non basta perchè a vincere il campionato è il Verona di Bagnoli con la coppia Briegel – Elkjaer. Il primo mediano tedesco da fisico imponente, il secondo centravanti danese che offre un rendimento molto alto. Tra la sorpresa generale Bagnoli regala l’ultimo scudetto ad una provinciale nell’anno del sorteggio arbitrale integrale mai più replicato.

Il Milan cambia coppia ma resta in Inghilterra scegliendo il regista Ray Wilkins e Mark Hateley centravanti possente. Insieme resteranno per tre anni fino all’avvento di Sacchi.

Le altre: Dirceu cambia e va all’Ascoli, l’Atalanta sceglie la Scandinavia con la coppia Stromberg-Larsson. A Como arriva dall’Inter Hansi Muller (un anno solo per lui) con Corneliusson che resterà a lungo in riva al Lario. A Genova sponda Samp via Brady ecco Souness mentre al Toro arriva Leo Junior, brasiliano un po’ sottovalutato che giocherà splendide stagioni in Italia.

 

Passiamo all’anno 85/86 con poche novità da segnalare se non qualche addio eccellente: vince lo scudetto la Juventus che scarica Boniek che passa alla Roma e acquista Laudrup dalla Lazio.

La Fiorentina lascia partire Socrates che ha nostalgia del suo Brasile e resta con il solo Passarella a conquistare un posto in Europa con Agroppi in panchina e tanti giovani in campo.

Immutata la formula per Inter, Milan, Napoli e Verona che non replica la bella stagione passata. Come detto la Roma perde Falcao per Boniek e l’Udinese saluta Zico e porta in Friuli Barbadillo in precedenza all’Avellino.

Le altre: la Puglia si affaccia alla massima serie con il Bari all’inglese (Cowans e Rideout) e il Lecce che invece pesca in Argentina (Barbas e Pasculli). Ennesimo cambio per Dirceu che stavolta gioca a Como. Infine torna in A il Pisa ancora con Berggren e Wim Kieft centravanti olandese niente male.

 

Stagione 86/87: è la volta del Napoli di Maradona a vincere lo scudetto. Bertoni era stato lasciato partire per Udine al posto di Barbadillo. Diversi i cambi in corsa con pochi nuovi arrivi: cominciamo dalla Fiorentina che, perso Passarella passato all’Inter, sceglie Ramon Diaz in precedenza all’Avellino che resta l’unico straniero in maglia viola. Juve e Milan non cambiano mentre la Roma perde Cerezo che va alla Sampdoria insieme a Briegel. Si scioglie a Genova l’accoppiata Francis (all’Atalante) Souness che torna in patria mentre a Roma arriva Berggren dal Pisa

Il Torino prende Kieft dal Pisa, l’Ascoli Brady dall’Inter.

Le altre: si affaccia in A l’Empoli con Ekstrom mentre il solito Dirceu tanto per cambiare cambia maglia: questa volta gioca ad Avellino insieme a Schachner scaricato dal Toro.

 

L’anno 87/88 vede l’approdo nella massima serie di Arrigo Sacchi maestro di calcio totale voluto al Milan da Berlusconi e da lui difeso dopo un inizio negativo. Via gli inglesi, ecco la coppia olandese Gullit-Van Basten che portano al titolo il Diavolo dopo una rincorsa appassionante al Napoli. Inizia per la Juventus un periodo di scelte sbagliate: ecco quindi Ian Rush insieme a Laudrup, l’Inter perde Rummenigge e sceglie Scifo, la Roma porta il tedesco Voller al centro del suo attacco mentre in casa viola dopo due anni di solitudine gli stranieri diventano due: accanto a Diaz il nuovo tecnico Sven Goran Eriksson porta Glenn Hysen centrale difensivo un po’ lento ma con buon senso della posizione. Il Napoli affianca a Maradona il brasiliano Careca, il Verona acquista il tedesco Berthold cercando di ricostituire l’accoppiata tedesco-danese del lontano scudetto.

Le altre: l’Ascoli porta in Italia Hugo Maradona, un fiasco che durerà solo una stagione, e Casagrande; ad Avellino via Dirceu che torna in patria ed ecco Anastopoulos che non ha lasciato traccia. Altro nuovi sono Cop a Empoli e Jozic a Cesena e Polster che insieme a Berggren sostituisce al Toro la coppia Junior (passato al Pescara neopromosso)-Kieft.

 

La stagione 88/89 l’ultima che prendiamo in esame in questa carrellata vede l’allargamento del parco stranieri a tre per squadra. Il Milan porta in casa anche Rjikaard, ma lo scudetto lo vince l’Inter del Trap con il trio Diaz preso dalla Fiorentina Mattheus e Brehme. Il suo calcio non ha niente a che vedere con quello di Sacchi ma alla fine viene premiato.

In viola al posto di Diaz ecco Carlos Dunga con Hysen ma senza terzo straniero. La Juventus dà il benservito a Rush e affianca a Laudrup, Rui Barros e Zavarov, buoni giocatori ma non certo dei fenomeni. A Napoli arriva Alemao, mentre la Roma rinnova il parco stranieri tenendo Voller e inserendo Renato e Andrade. Il Verona ormai rientrato nei ranghi delle medie scarica Elkiaer ormai scarico e acquista Troglio e Caniggia accanto a Berthold

Le altre: arrivano tanti nomi secondari: ad Ascoli Cvetanovic, a Bergano accanto al veterano Stromberg ecco Prytz ed Evair. Approva in sierie A il Bologna dopo diversi anni e porta Demol, Rubio e Aaltonen, a Cesena ecco Holqvist, a Como accanto a Corneliusson arriva Milton.

La Lazio va in sudamerica con Dezotti, Gutierrez e Ruben Sosa, mentre a Lecce si insiste su Barbas e Pasculli.

Cambio radicale al Torino: dentro Skoro, Muller ed Edu e benservito a Berggren e Polster. A Pescara accanto a Junior abbiamo Tita ed Edmar. Infine il Pisa: Anconeani sceglie tre semi sconosciuti come Been, Severeyns ed Elliott.

 

Insomma tre stranieri sì, ma anche tante seconde linee con diverse squadre, tra cui anche la Fiorentina che optano per una soluzione non completa lasciando la porta aperta per nuovi ingressi che hanno affollato il nostro campionato fino ad arrivare all’attuale proliferazione forse eccessiva.

 

SAVERIO PESTUGGIA

 

LE ALTRE PUNTATE

Prima parte: il ritorno

Seconda parte: ecco il raddoppio

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