Kalinic e quel cappuccino: la sua decisione raccolta nella schiuma

Nikola Kalinic rimarrà a Firenze: una decisione preannunciata dallo stesso giocatore con un cappuccino in riva all’Adriatico

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Era il 23 dicembre quando La Repubblica svelava l’interesse del Tianjin per Nikola Kalinic, notizia inattesa nell’ambiente viola, diviso fin da subito tra chi – viste le offerte folli delle società cinesi che avevano portato in Asia molti giocatori più quotati del croato – si meravigliò e chi pensò che prima o poi, visto il cambiamento del mercato, anche la Fiorentina avrebbe dovuto trattare con i potenti imprenditori di uno dei colossi della Chinese Super League: perché proprio Kalinic, si chiesero i più nostalgici, lasciando spazio alla speranza che la voce sull’attaccante fosse solo una delle tante chiacchere di mercato. Nel frattempo, a Trpanj, un comune di 727 abitanti in riva al mar Adriatico nella sua Croazia, Kalinic si stava godendo le vacanze, con un occhio al mare ed un orecchio al mercato: da lì, in silenzio, il giocatore posta su Instagram un’immagine enigmatica, un cappuccino sulla cui schiuma è inciso “Viola”, accompagnando tutto con un cuore. Talvolta un gesto vale più di mille parole, non nel mercato, dove spesso si viene smentiti tra rilanci e colpi di scena.

Quell’interessamento era reale e, come è logico che sia, si tornò subito ad interrogarsi: accettare la cospicua offerta o pretendere la clausola, resistere o cedere – e cederlo – per non avere rimpianti su una cifra comunque fuori mercato? E poi c’era il giocatore, la decisione sarebbe dovuta essere la sua, messo davanti a dieci milioni – diventati poi dodici per poi scendere nuovamente, risalendo infine – in un saliscendi da capogiro non solo matematico ma anche legato alle valutazioni di Kalinic: offerte che ti cambiano la vita, ma anche la carriera.

Così, all’alba del nuovo anno, iniziò il gioco delle parti: società, giocatore, intermediari e Tianjin. Quello che sembra l’inizio di una barzelletta era solamente il leitmotiv del mercato della Fiorentina, vissuto tra rialzi e ripensamenti dovuti, si diceva, alle scelte del governo cinese. Tutti sembrano fermi sulle proprie posizioni, ognuno ha i suoi interessi e chiunque ha la sua versione. Inizialmente, il calciatore e la Fiorentina sembrano resistere: con il passare dei giorni, le intenzioni sembrano mutare irregolarmente, senza essere prevedibili, perché ogni giorno potrebbe essere quello della svolta della trattitiva come quello in cui i cinesi decidono di virare su altri obiettivi. Già, intorno a Kalinic si crea un mondo parallelo, abitato dal suo fantomatico sostituto e dai suoi “rivali” nella corsa alla Cina: qui vivono Zaza, Andone, ma anche Diego Costa. Il litigio tra lo spagnolo ed Antonio Conte sembra poter rassicurare un po’ coloro che volevano vedere ancora il croato a Firenze: niente da fare, passano i giorni ma l’obiettivo rimane Kalinic, stretto in una bolla tra campo e mercato.

Quarantacinque, trentotto, cinquanta, i numeri dell’affare variano tra un gioco al ribasso e la pretesa della clausola: manca l’offerta ufficiale ma l’entourage del giocatore continua a lavorare. Tra il 9 ed il 10 gennaio sarebbe dovuta arrivare ma l’attesa era destinata a continuare. Da ogni parte del mondo arriva l’annuncio che la chiusura è vicina: la Fiorentina sarebbe convinta della cifra, così come il giocatore avrebbe sciolto ogni riserva sull’offerta del Tianjin.

Sousa, nel frattempo, cerca di sgonfiare l’eco che sta toccando uno dei suoi calciatori: “Kalinic? Solo falsità di chi vuole manipolare i nostri tifosi”, ma dopo il rumore provocato dalla trattativa le dichiarazioni assomigliano a frasi di circostanza. Corvino annuncia che “non abbiamo ricevuto proposte e comunque abbiamo inserito preventivamente una clausola nel contratto del giocatore” e, mentre Sportiello prova a prendersi la scena arrivando a Firenze in silenzio, il croato continua a lavorare sul campo: segna la rete della vittoria contro la Juventus e si prende l’abbraccio dei tifosi, quelli che vorrebbero vederlo ancora esultare con la maglia viola, quelli che in quell’esultanza vedono l’ultimo regalo di Kalinic. Quel gol assume il contorno del gesto d’addio, valigie pronte e partenza per la Cina. Andrea Della Valle chiarisce che “è un discorso delicato, sento delle cifre che non mi risultano, ma il problema è anche capire il ragazzo. Diciamo che ci sono altri tentativi in questi giorni, ma stasera non fatemi dire altro”, ma la trattativa però sembra rallentare, le parti iniziano a vacillare, manca ancora l’offerta ufficiale del Tianjin come una presa di posizione da parte della società e del calciatore che, mentre si lavora sull’affare, festeggia insieme alla sua famiglia, Tomovic, Badelj ed Ilicic il compleanno del figlio.

Tra chi racconta di un accordo sulla base di trentotto milioni di euro e chi parla di una Fiorentina ferma sulla clausola rescissoria, il nome di Seferovic prende quota: potrebbe essere lui l’erede di Kalinic. Mercoledì Corvino arriva a Milano, dove c’è Fali Ramadani, uno degli intermediari della trattativa e nell’entourage del giocatore, capitanato da Tomislav Erceg. La svolta può arrivare davvero. In un tranquillo venerdì, vigilia di Chievo-Fiorentina e momento in cui sembra poter arrivare la chiusura della trattativa, Kalinic è stretto in quella bolla che lo circonda da alcune settimane: ci sono le versioni di quasi tutti, manca solamente la sua, poiché non ha definito la propria posizione così come le proprie intenzioni. Si attende una sua risposta, ormai è considerato in partenza e le valutazioni sono fatte tutte su questa base: un momento difficile a cui l’attaccante decide di mettere fine. Sousa sta per entrare in conferenza stampa e dalla Croazia rimbalzano le parole di Kalinic: “Resto alla Fiorentina, è una mia decisione. Voglio giocare in Italia, continuando a farlo nel club in cui sono stato per 2 anni e in cui mi trovo bene.C’è stata un’enorme pressione sul mio trasferimento, tutti mi spingevano lì. La stampa è come se si volesse sbarazzare di me, ma non la Fiorentina ed i suoi tifosi. Non ho mai detto che mi sarebbe piaciuto andare, anche se naturalmente quando ho ricevuto l’offerta ho riflettuto. Voglio sottolineare però che non ho mai espresso la volontà di partire. Non so quanto il Tianjin abbia proposto alla mia società, io ho ricevuto un’offerta e ho deciso di rimanere. E’ la mia scelta finale.”

Mette un punto, l’intervista viene confermata ma l’argomento non viene praticamente toccato in sala stampa: si parla solo della gara con il Chievo, l’attenzione però è tutta sulle dichiarazioni del croato che nel frattempo prende parte alla rifinitura in vista della partita, alla quale non potrà prendere parte per squalifica, per poi confrontarsi con Corvino e Cognigni, chiarendo anche a loro le proprie intenzioni. Una felicità, quella della società, che si riflette nel comunicato che la Fiorentina pubblica sul proprio sito ufficiale: “La Fiorentina apprende con grande piacere e soddisfazione le dichiarazioni rilasciate da Nikola Kalinić alla stampa croata e la sua intenzione di voler restare a Firenze per proseguire in maglia viola la sua carriera”, questo il passaggio principale. In quelle ore, Ramadani ed Erceg lasciano Milano alla volta di Firenze: in programma c’è una cena con il giocatore per spiegarsi, confrontarsi e proporre, come riporta Gazzamercato.it, il rilancio del Tianjin.

Kalinic torna a casa sorridente, scacciando via quella pressione che lo stava logorando: ha scelto il calcio, Firenze e la gloria, rinunciando ai soldi e prendendosi le copertine stavolta non per una rete, ma per un gesto che non verrà dimenticato. Ha messo da parte le voci, una pioggia di milioni ed un cambio radicale di vita, oltre alla fine prematura della sua carriera a livelli competitivi, dimostrando che il pallone riesce a convincere anche davanti ad offerte come quella del Tianjin. La volontà di rimanere normale, assaporare l’amore dei tifosi senza cedere alle tentazioni: almeno fino a Giugno, sulla sua casa splenderà ancora il viola, facendoci ricordare che, con quel cappuccino in riva all’Adriatico, lui la decisione l’aveva probabilmente già presa. Un piccolo gesto per farne uno ancora più grande. Ed oggi Firenze, ma in generale tutti i tifosi, lo ringraziano.

 

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  1. The Doctor - 4 anni fa

    Il Sig. Bucchioni è tre giorni che nn scrive e nn si sente x radio…MAH sarà andato lui in Cina?

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    1. vecchio briga - 4 anni fa

      .. è a cercare il regalo per Kalinic…roba da rihovero…

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  2. vecchio briga - 4 anni fa

    Alla fine di questa vibrante storia, rimane un unico grande dilemma: il regalo di addio a Kalinic chi minchia l’ha comprato e soprattutto ora lo avrà ricevuto Zarate??

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  3. Xela - 4 anni fa

    molti diranno che si sarà fatto i suoi conti, che tanto a giungo andrà in premier a fare competizioni importanti a livello mondiale ed a guadagnare comunque bei soldini ma sinceramente in questo momento storico del calcio un gesto così vale moltissimo lo stesso. Lo si vede in campo la sua personalità.

    Gomez per esempio giocava come se fosse uno a cui tutto gli è dovuto. kalinic si conquista gli obbiettivi che si pone. forse alla fine a scapito di qualche gol ma la sua personalità poi si diffonde verso la squadra.
    Forse andrà via ma rimaniamo comunque con la certezza che anche nell’ultimo match darà tutto per la nostra maglia. e questo fa di lui, a prescindere, uno dei grandi della nostra storia

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    1. Hatuey - 4 anni fa

      Gomez chi?
      Me lo sono già dimenticato.
      L’unico segno del suo passaggio è nei n il anni della società.

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      1. Hatuey - 4 anni fa

        “bilanci” non “n il anni”, benedetto correttore…

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  4. Hatuey - 4 anni fa

    Bell’articolo!
    E grande gesto di Kalinic. Ogni volta che fra i soldi e la passione vince la passione è per me una grande festa.
    Nella mia carriera, ogni volta che ho scelto i soldi me ne sono sempre pentito.

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  5. mops - 4 anni fa

    Grande Kal! Per fare una scelta del genere ci vogliono coraggio, e sopratutto cuore. soloforzaViola

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  6. Ghibellino viola - 4 anni fa

    Scusate. Secondo me la fiorentina ci ha fatto un figurone. Con kalinic perché alla fine ha assecondato la sua volontà. Se fosse voluto andare lo avrebbe potuto fare. Però con la clausola ha messo un punto. Se lo vuoi senza discussione mi dai 50. Altrimenti si può trattare ma conta anche la mia volontà. Poi capisco che a 40 si deve ragionare perché con 40 a giugno rifai la squadra. Secondo me occorre che la società cresca come ingaggi dei migliori perché con i soldi di cavani il Napoli prese higuain. Se vogliamo crescere non si può prendere seferovic coi soldi dì kalinic. Ma questa è un’altra storia…

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    1. The Count of Tuscany - 4 anni fa

      Kalinic ha rifiutato la Cina , e’ per questo che è rimasto . Non perché i cinesi non sono arrivati a 50 . Io penso che la fiorentina abbia cmq provato a convincere il giocatore con l’offerta cinese (38-40). È stato comunque un bel gesto della società il comunicato stampa , che ha calmato gli animi in questo finale di stagione determinante . Gli anni passati probabilmente non sarebbe successo e si sarebbero scatenate polemiche . Poi, che kalinic ami la magia viola e Firenze lo si vedrà quando corvino gli metterà davanti un nuovo contratto per non perderlo a parametro 0, è lì ho i miei dubbi che vorrà continuare a 1 mln l’anno . Però c’è chi crede alle fiabe quindi …

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  7. Ghibellino viola - 4 anni fa

    Secondo me

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