Gli ex Catania a VN: “Montella un predestinato, con lui i giocatori si divertono”

Alessandro Potenza e Nicola Legrottaglie ci raccontano il “primo” Montella e commentano il suo ritorno in viola

di Alessandro Lilloni, @AleLilloni

Vincenzo Montella torna a Firenze e lo fa con un bagaglio calcistico implementato dopo le avventure, più o meno nefaste, tra Italia e Spagna. «Le esperienze mi hanno migliorato, anche quelle più negative». Un tecnico che, nel 2012, arrivò in viola con tutt’altro curriculum, reduce dall’esperienza di Catania e pronto ad innovare il calcio fiorentino. In Sicilia, Alessandro Potenza e Nicola Legrottaglie hanno condiviso con Vincenzo Montella quell’esperienza, e adesso raccontano ad i nostri microfoni gli albori del mister napoletano, analizzandone la scelta di sedere nuovamente sulla panchina gigliata.

Inizia Potenza, dal 2006 al 2008 in maglia viola. Come giudica il presente dei toscani e l’arrivo di Montella in panchina?
«Non è un compito semplice, Vincenzo ha l’esperienza per riuscire a motivare un po’ tutti. Più che iniziare a lavorare su un aspetto tecnico tattico, adesso mi concentrerei sulla mente dei ragazzi. In questo momento, occorre lavorare sull’entusiasmo e compattare tutto l’ambiente, in primis lo spogliatoio. Possono sembrare frasi fatte, ma non lo sono, quando viene esonerato o si dimette un allenatore è una sconfitta di tutti. È evidente che è necessario cercare di trarre il meglio possibile da questa situazione complicata. Sarà determinante il punto di vista caratteriale, sforzarsi di motivare il più possibile i ragazzi per farli esprimere, almeno dal punto di vista della grinta, al 100%. Ad un mese e mezzo dalla fine del campionato non avrebbe molto senso stravolgere tatticamente la squadra»

Da terzino a terzino, come giudica il nuovo ruolo di Milenkovic? Con Montella potrebbe tornare centrale.
«Avendo Biraghi dall’altra parte che si spinge molto in avanti, può essere stata una scelta per mantenere l’equilibrio di Pioli , un adattato bloccato per non incorrere in contropiedi pericolosi. Nel calcio moderno è anche vero che i laterali difensivi di norma devono essere gente di gamba in grado di percorrere grandi spazi, in modo tale da risultare un’arma in più anche in fase offensiva»

Mister Montella torna a Firenze, ma tutto è iniziato a Catania.
«Dal mio punto di vista, dei momenti trascorsi al Catania con Montella ho ricordi positivi ed negativi. Lui ovviamente non c’entra niente in quelli negativi poiché mi ruppi il legamento crociato anteriore nel mese di febbraio. Escluso quel brutto momento e le sue conseguenze fu un’annata molto positiva, quella squadra giocava molto bene e come giocatore mi divertivo molto ad interpretare i suoi dettami tecnici innovativi. Vincenzo era riuscito a creare grande entusiasmo e grande voglia di mettersi in discussione»

Un’esperienza condivisa anche con Nicola Legrottaglie che, in Sicilia, ha potuto osservare l’Aeroplanino.
«Vincenzo Montella sicuramente era un predestinato, si vedeva sin da subito che sarebbe arrivato a diventare uno degli allenatori più bravi d’Italia, quindi certamente possiedo un buon ricordo di lui come allenatore».

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  1. DeepPurple - 2 anni fa

    Sarebbe importante si divertissero soprattutto i tifosi, perché i giocatori visto le entrate alla fine si divertono sempre.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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