Cucchi a VN: “Roma e Fiorentina possono fare meglio. Vi racconto Iachini”

Domani partita fondamentale per la Fiorentina, che va all’Olimpico a sfidare la Roma. Per parlarne, noi di ViolaNews abbiamo contattato, in esclusiva, la storica voce de “Tutto il calcio minuto per minuto”, Riccardo Cucchi.

di Filippo Angelo Porta, @FilippoPorta
Cucchi

Domani la Fiorentina è chiamata a rispondere sul campo alle critiche ricevute nelle ultime settimane. L’avversario, però, non è dei più semplici. Si tratta della Roma di Fonseca, anch’essa in un momento non semplicissimo, ma con la certezza delle mura amiche e di una rosa di buona qualità, a partire dal proprio capitano Edin Dzeko. Per parlare dei tanti temi offerti dalla partita, noi di ViolaNews abbiamo contattato, in esclusiva, la storica voce de “Tutto il calcio minuto per minuto”, Riccardo Cucchi.

Riccardo, domani ci sarà Roma-Fiorentina. Da radiocronista, nel corso della sua lunga carriera, ha visto e commentato tantissimi grandi giocatori che hanno vestito queste maglie, spesso di entrambe le squadre. Parliamo, per esempio, di De Sisti, Graziani e Batistuta. Quanto tempo passerà prima di vedere ancora giocatori di questo calibro vestire queste maglie?

Ti rispondo in maniera più ampia: e cioè, che è il calcio italiano nella sua totalità ad essere in crisi. A non essere più quello degli anni ’80 e ’90, quando il nostro campionato era certamente il più ambito. E questo perché nel nostro calcio c’è una crisi di idee: quanti bravi giocatori giovani vengono sacrificati perché non siamo capaci di aspettarli e di farli crescere? Juve-Barcellona di mercoledì è l’emblema di quello che sto dicendo. Loro vincono anche se rinnovano e non hanno paura di farlo. E questo perché da loro c’è un’idea dietro a tutto. Nella Roma nell’ultima partita ho visto un giovane fortissimo, Villar, già capitano dell’under 21 spagnola, ed ex canterano. Sono giocatori pronti e giovani, perché crescono con delle idee. Da noi queste idee, soprattutto nei vivai, non ci sono. Anche l’Atalanta negli ultimi anni non sta più facendo arrivare tanti ragazzi in Prima squadra, nonostante per tanto tempo sia stata un modello virtuoso sotto questo punto di vista.

Parlando però di giovani italiani. Che giudizio dà su Castrovilli? 

Do un giudizio molto positivo. A me piace molto e non da oggi, lo seguo da tanto tempo. Se assomiglia a Marchisio? Non amo fare questi paragoni. Anche di Marchisio si diceva che assomigliava a Tardelli, ma in realtà erano due giocatori con caratteristiche differenti. Castrovilli è il moderno numero 10, il quale deve sapere anche difendere. Credo e spero abbia ancora ampi margini di miglioramento. E lo spero sia per la Fiorentina sia per la Nazionale di Mancini. Spero anche che le tante aspettative su di lui, non gli facciano male.

Che partita sarà domani? 

Storicamente sono due antagoniste, c’è grande rivalità fra queste due squadre. Devo dire che, dopo averle viste bene, sono entrambe al di sotto delle loro reali potenzialità. Per il momento, hanno entrambe un po’ deluso, e lo dico io che avevo dato la Fiorentina come possibile sorpresa del campionato, e proprio in ragione dell’importante calciomercato che la società aveva fatto a gennaio e in estate. Acquisti intelligenti e mirati. Entrambe stanno avendo delle difficoltà. Anche la Roma è una bella squadra e ha un grande allenatore. Fonseca è intelligente ed è un grande intenditore di calcio. Ha lo stile portoghese: è sempre calmo e ragionato nelle risposte. I portoghesi hanno una grande cultura sportiva. Li conosco bene.

E Iachini che allenatore è invece? 

Iachini è un bravo allenatore, molto pragmatico. Io lo conosco bene, come uomo e come giocatore. E’ uno che conosce l’odore dell’erba, sa di calcio. Anche da allenatore, come da giocatore, si porta dietro la sua qualità principale: la concretezza. Non gli puoi chiedere ciò che fa, magari, Sarri, perché hanno caratteristiche differenti. E’ vero che sta avendo delle difficoltà, anche io pensavo che con la squadra di qualità che gli hanno messo a disposizione, dopo l’ultimo mercato, potesse fare un po’ meglio. Ma molto dipende anche dal momento. Stiamo vivendo un momento complicato, questo campionato ne sarà certamente condizionato.

Secondo lei, Iachini merita ancora del tempo?

Io sono fra quelli che erano molto contenti della sua riconferma, perché lo conosco bene. Pochi mi hanno dato l’impressione di essere così concreti come lui. Per me merita di avere ancora del tempo, ma non sarà semplice. E questo perché in Italia dipendiamo troppo dai risultati. In altri Paesi non è così. E lo stesso discorso vale per Fonseca.

Per concludere, chi perde domani entra in una mini-crisi?

No, è davvero troppo presto. E poi, ripeto, stiamo vedendo un calcio e un campionato molto strano che riflette il periodo – drammatico – che stiamo vivendo. Sarà, come ho detto, un campionato condizionato. Non falsato, perché tutte avranno le stesse difficoltà, ma fortemente condizionato sì.

 

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