Ranieri: “Potevo finire anche nella B inglese. Mercato? Niente big, mi piace Lapadula”

Ranieri: “Potevo finire anche nella B inglese. Mercato? Niente big, mi piace Lapadula”

Il tecnico italiano del Leicester continua a raccontare la sua favola: “Però le strutture sono all’avanguardia”

di Redazione VN

Proseguono le celebrazioni per l’impresa del Leicester e l’ultima intervista di Claudio Ranieri è stata rilasciata alla Gazzetta dello Sport: “Adesso mi rendo conto che abbiamo materializzato una favola, quella della piccola che batte i giganti. L’Italia aveva bisogno di essere accostata a qualcosa di positivo. Sapeste quante persone mi hanno scritto da Cina, Giappone, Canada, Brasile, Uruguay. E adesso è tutto bellissimo” dice il tecnico – tra le altre ex Fiorentina – che poi rivela: “Avevo così voglia di tornare in Inghilterra che avrei accettato persino una squadra di Serie B. Il Leicester mi ha convinto per la dirigenza, i programmi, le strutture, e poi ho conosciuto la famiglia del presidente. Ad esempio, io sono un malato di videoanalisi. Lassù ho trovato un salone enorme pieno di tv, con persone che registrano ogni partita e ogni allenamento con tre telecamere ed altre che vedono tutti i giocatori del mondo per soddisfare le mie esigenze sul mercato. E poi, prima di ogni match, facciamo montare sui tablet dei calciatori le immagini dei loro avversari con le rispettive caratteristiche. Insomma, un’organizzazione perfetta”.

Infine le strategie: “A inizio stagione mi ha detto che il programma era consolidarsi per un paio di campionati in Premier per poi investire. Io gli ho già detto: ‘Faccia conto che quest’anno non sia mai esistito, è irripetibile’. Io non voglio giocatori da 30-40 milioni che spaccano lo spogliatoio. Voglio gente che abbia lo spirito dei miei ragazzi, a cui ho sempre detto: ‘Non desidero che vinciate, ma che diate sempre il massimo’. E loro l’hanno fatto, così come lo faranno in Champions. So che ci saranno tanti club che diranno: ‘Meno male, abbiamo il Leicester nel girone’, ma noi porteremo in Europa la stessa mentalità di quest’anno. Voglio solo dei cambi che non facciano rimpiangere i titolari e una maggiore coordinazione tattica. Ai miei ho detto: ‘So che già adesso potreste andare dove volete, ma fra un anno avrete ancora più esperienza e varrete di più’. Guardiamo anche in Italia. Lapadula è molto bravo. Lo seguiamo da tempo”.

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