Pradè torna a Udine. Musso, Mandragora e le scommesse: l’anno in bianconero del d.s.

Pradè torna a Udine. Musso, Mandragora e le scommesse: l’anno in bianconero del d.s.

Un bilancio in chiaroscuro quello dei 12 mesi di Pradè da dirigente dell’Udinese, con qualche acquisto entrato stabilmente nell’ossatura titolare

di Redazione VN

Difficile far breccia nel portafoglio di chi è sempre stato attento ai conti. Soprattutto se si tratta della famiglia Pozzo, ormai da 6-7 anni stabilmente nella zona grigia della Serie A senza troppe ambizioni (talvolta con qualche rischio). L’ex della gara di sabato prossimo al Friuli Daniele Pradè ci provò un anno e mezzo fa. In parte con successo: dopo anni di investimenti col contagocce, in parte giustificati dai costi di ristrutturazione dello stadio, l’Udinese spese circa 28 milioni solamente per gli acquisti di Mandragora (con diritto di riacquisto a favore della Juventus) e Pussetto (già passato al Watford per 8 milioni, la stessa cifra sborsata dal club friulano per acquistarlo dall’Huracan). Non bastò per evitare l’ennesima stagione deludente, culminata – complici anche i tanti infortuni – con due esoneri in panchina ed una salvezza conquistata solamente alla penultima giornata.

Un bilancio in chiaroscuro quello dei 12 mesi di Pradè in bianconero, con qualche acquisto entrato stabilmente nell’ossatura titolare della squadra di oggi, come il talentuoso portiere argentino classe ’94 Juan Musso (pagato poco meno di 4 milioni di euro e oggi seguito dall’Inter), il 26enne difensore olandese con cittadinanza nigeriana Troost-Ekong (costato 3,3 milioni), Okaka (prestito dal Watford poi confermato in questa stagione), la vecchia conoscenza viola De Maio (arrivato a gennaio in prestito con obbligo di riscatto a 1,5 milioni) ed il già citato Mandragora. Ma anche tante “piccole” scommesse che al momento non hanno dato i loro frutti come, ad esempio, il difensore ghanese Opoku (pagato 1,5 milioni), il giovane attaccante serbo Micin (2,5 milioni), il centravanti polacco Teodorczyk (3,5 milioni) e Sandro (prestito di 6 mesi arrivato a gennaio per 500.000 euro).

Nel mezzo tante altre operazioni minori con l’altra società della galassia Pozzo, il Watford, che sul piano tecnico hanno portato poco o niente alla prima squadra dell’Udinese. Nessun disastro se consideriamo che l’aumento di valore di Musso farebbe pari – e magari qualcosa di più – con il punto interrogativo Mandragora (comunque appetibile sul mercato, nonostante l’ingente esborso effettuato dai bianconeri nell’estate 2018), ma anche la certezza di aver lasciato l’Udinese più o meno dove il d.s. romano l’aveva presa (14° posto nel 2017/2018, 12° nel 2018/2019).

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